sabato 13 luglio 2013

“Riscoperto” un altro film di Ivo Illuminati. “Tragico convegno” del 1915, dal Nederlands Filmmuseum al Cinema Ritrovato di Bologna

E sono tre. Dopo Selika (1921, conservato presso la Cineteca Nazionale) e Il vetturale del San Gottardo (conservato sempre presso la Cineteca Nazionale e presentato alla Mostra del cinema di Venezia del 2011), grazie al Cinema Ritrovato di Bologna è stato possibile proporre, in Italia, Tragico convegno, un film del 1915 del quale Ivo Illuminati, nativo di Ripatransone, fu regista e protagonista. La presentazione del film, proveniente direttamente dall'EYE (come si chiama oggi il Nederlands Filmmuseum di Amsterdam), al festival bolognese, è la conferma di quanto pensiamo ormai da tempo, e cioè che i film di Ivo Illuminati, introvabili in Italia
, siano presenti negli archivi delle meritorie cineteche internazionali che, molto più che da noi, trovano, restaurano e conservano quel cinema muto anticipatore di una delle poche forme d'arte “universali” del nostro tempo arido. Fra qualche anno, probabilmente, ci sarà dato di vedere anche Il re, le torri e gli alfieri (tratto da un soggetto di Lucio D'Ambra), film che la critica dell'epoca (siamo nel 1917) considerò un capolavoro assoluto. Ma torniamo alla storia del ritrovamento di Tragico convegno. Scrive Elif Rongen. “Nel 1957, quando la collezione Desmet venne donata al Nederlands Filmmuseum, la copia di distribuzione olandese di Tragico convegno (o, in olandese, Maria Pansa het kleine meisje) non era presente tra i circa 900 titoli. È riapparsa solo recentemente, in una collezione privata arrivata al Musuem nel 2000. I due rulli ritrovati sono in ottime condizioni, ma purtroppo il finale è mancante e le nostre ricerche in altri archivi FIAF non hanno dato risultati. Negli archivi cartacei della Desmet Collection abbiamo trovato però dodici fotografie, due manifesti e un flyer pubblicitario olandese. Il flyer presenta Maria Jacobini come la 'sorella di Francesca Bertini, famosa diva italiana' e offre una dettagliata sinossi di ogni rullo, includendo anche alcune battute di dialogo. Il restauro del film ha preservato i materiali esistenti, senza alcun intervento di duplicazione analogica o di colorazione Desmet. Tuttavia, poiché il film si interrompe bruscamente, abbiamo deciso di completarlo con una ricostruzione del finale, utilizzando la sinossi del terzo rullo contenuta nel flyer e sei fotografie originali. Il nuovo finale è stato unito alla coda del film con una giunta provvisoria, in modo da poter essere facilmente sostituita se, come ci auguriamo, il vero finale prima o poi salterà fuori. Il caso di Tragico convegno testimonia l'importanza di aver preservato l'intera collezione Desmet: solo ora che, dopo oltre mezzo secolo, la copia e i materiali cartacei sono stati riuniti, è stato possibile 'completare' il film”.
Curiosa la storia della presunta parentela fra Maria Jacobini e Francesca Bertini. Curiosa perché le due “dive”, oltre a non essere sorelle, si odiavano cordialmente rivendicando, l'una contro l'altra, il ruolo di prima donna del cinema muto italiano. Maria Jacobini però, una sorella l'aveva. Si chiamava Diomira, anche lei attrice e anche lei, come Maria e Francesca Bertini, era stata scoperta da Ivo Illuminati, l'unico, vero, originale talent-scout di attrici dell'epoca. Di Tragico convegno si occupò naturalmente anche la nascente critica cinematografica. Scrive Giovanni Lasi. “In una critica dedicata a Tragico convegno apparsa sulla rivista 'La Cinematografia italiana ed Estera', si sottolineano l''eleganza', 'il garbo', 'il decoro', caratteristiche che accomunano gran parte della produzione Celio. Tra il 1913 e il 1914 la Casa romana può contare su un parterre di attori straordinari, come Alberto Collo, Emilio Ghione, Francesca Bertini, Leda Gys, nonché la protagonista di Tragico convegno, Maria Jacobini, interprete di solida formazione teatrale e, già nel 1915, stella riconosciuta del cinema italiano. Nell'occasione è affiancata da Ivo Illuminati, co-protagonista e regista del film. Dopo la parentesi Celio, Illuminati raggiungerà l'apice della carriera nel 1917, dirigendo per la Medusa Film, uno dei film più significativi della cinematografia muta italiana, Il re, le torri e gli alfieri”.
La grandezza di Ivo Illuminati, continua a essere certificata a ogni scoperta fatta, ovviamente, nelle cineteche e nelle collezioni estere. Per noi, popolo di smemorati e di distratti, alla riscoperta di un grande italiano dovrebbe far seguito almeno un accenno di ictus. E invece nulla. Con la cultura non si mangia, con il cinema muto si muore direttamente di fame.

Massimo Consorti

Chi ha voglia di vedere alcune immagini di Tragico convegno:


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