mercoledì 19 maggio 2021

Franco Battiato - anche Ripa è PATRIA

 
Povera Ripa

 
Povera Ripa
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente ……… che non sa cos’è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene
 
        Tra i governanti
        Quanti perfetti e inutili buffoni
        ……
 
        ………………
 
                  Non cambierà, non cambierà
                  No cambierà, forse cambierà
 
 
PGC - 18 maggio 2021

https://www.youtube.com/watch?v=gfHpWwWu-qY

domenica 9 maggio 2021

Teatro delle Fonti di Cemento

  Ripatransone.  

       Manca poco al 31 maggio 2021, data fissata per la consegna del parziale restauro del Teatro delle Fonti del 15°secolo. I lavori fervono, forse perfino di notte.
       Et voilà l’impressionante colata di cemento sulle lunghe gradinate, che prima erano di mattoni. Mancano solo 7 gradoni su 14, mentre la gradinata curva - molto più piccola, solo 7 gradoni - è già tutta cementata: i sapienti lavori hanno trasformato la dolce curva preesistente in una rozza “spezzata”.
Per far prima, per ignoranza, per imperizia.
       Soprintendenza Regionale e intelligentcija 
indigena, unite nello spettacolare intervento di restauro, hanno superato sé stesse e fatto un deciso salto di qualità (un cambio di passo, direbbe Grande Capo Penna Bianca Figliuolo) per aver usato coraggiosamente cemento a go-go in un luogo dove proprio non ce n’era. 
Pazienza se il cemento appena “gettato” è già screpolato e fessurato: infatti - anche se non sta scritto da nessuna parte, men che meno sull’irregolare scarno cartello edilizio dei lavori - le gradinate verranno di sicuro
rivestite in bel legno e l’orribile cemento non si vedrà più. 
Del resto a Ripa non son tutti falegnami? non era questo il
Distretto del Legno?
Tranquilli dunque: Le Fonti non vedranno cemento e i nostri culi siederanno sul legno.
 
PGC - 8 maggio 2021



sabato 1 maggio 2021

“Sergio D’Auria Cotton Club”

Passando in auto sullo stradone sarebbe bello incontrare grande questa scritta.

Di giorno e di notte. Magari mentre la radio manda le solite musicacce o la velenosa pubblicità.
Sarebbe una gustosa ventata d’aria buona, un abbraccio leggero d’amicizia, di cortesia e di calore umano. Di cultura volante. 
Un tuffo nel jazz per “uscire dall’ombra dei nostri armadi.
 
        E poi, ogni aprile, organizzare al Cotton Lab di Ascoli un piccolo grande Festival Jazz virtuale, un “Sergio D’Auria Jazz Fest”, cui parteciperebbero a turno
 le centinaia di musicisti che negli anni sono passati al Cotton e che – senza Sergio – non avremmo visto, ascoltato e conosciuto.
 
        Arrivederci, Sergio.
 
 
PGC - 30 aprile 2021