mercoledì 13 gennaio 2021

BELLANOVA "BOSSANOVA"


 

 

 

 

 

 

 

 

 

               “ Oh come balli (parli) male bella bimba
               bella bimba, bella bimba
               Ma come balli (parli) male bella bimba
               bella bimba balli (parli) mal!”   

 
        Si sa che negli assalti alla diligenza tutti sono in ballo, ma la nostra Ministra delle Politiche Agricole costretta dal suo padrone a ballare la bossanova è sempre in affanno. Balla - parla - male.

        Non sarebbe più adatta, la “vilanella” Bellanova (“che pure non fa inamorar…”), a un ruspante valzerotto o a una tarantella campagnola?

        La bossanova è un ballo troppo raffinato per la rozza ITALIA [PIU’ MORTA CHE] VIVA: occorrono eleganza, fantasia, leggerezza, senso del ritmo (medio-lento), anche pazienza e un po’ di jazz… Senza, non è bossanova. Quell’incedere (dialettico) incalzante, le improvvise angolazioni, i muscoli vibranti e minacciosi, i registri troppo forti e i rabbuffi non servono. Mica balli/parli coi lupi.

        Neanche nel repertorio di Orietta Berti ci sono bossanova, ma orecchiabili e innocue canzoni popolari che le hanno portato visibilità e successo (come MA COME BALLI BENE BELLA BIMBA)

        Per fortuna domani il martellante stronzismo guerriero della ministra Bellanova-poco-bossanova, anzi del duo B&B Bellanova & Bonetti, si archivierà da solo. Ma poiché al peggio non c’è mai fine, c’è la probabilità di trovarci “rimpastati” con una ministra pure lei di serie B (come Boschi, poveri noi) senz’altro più sciolta a ballar la bossanova - con tacco 12 - al comando dell’Innominabile affetto da cirrosi mentale.  
 
 
PGC - 11 gennaio 2021

giovedì 7 gennaio 2021

Il TRUMP de noantri

 

Per il 25° emendamento (sez.4) della Costituzione Americana, dopo i fatti di ieri – l’assalto al Congresso di Washington con morti e feriti – è probabile che lo dichiarino INCAPACE, il Trump d’America matto da legare. 
Con rimozione immediata, almeno per fermarne il delirio. (INCAPACE è un eufemismo)

    Per il TRUMP de noantri invece, anche se lo merita, purtroppo non possiamo far nulla: nella Costituzione Italiana il 25° emendamento non c’è.

        Anzi - incredibile ma vero - il “nostro” è al 25% nei sondaggi pure con la mascherina TRUMP.
 
 
PGC - 7 gennaio 2021

mercoledì 6 gennaio 2021

BOCCIAMOLE!

 

Fossero mancate conferme all’essere le amministrazioni regionali (oltre che in sé - post riforma del Titolo V della Costituzione - anche per la qualità dei personaggi che le rappresentano) la peggior calamità d’Italia dopo il Covid, la gestione dell’emergenza da parte di queste ce ne ha date e ce ne dà di ampie e generose.
 
L’ultima in ordine di tempo a farne le spese è la Scuola: della quale a nessun governo centrale e soprattutto regionale è mai importato una cippa, tanto da averla nel tempo sistematicamente spogliata e depauperata di risorse e qualità (una popolazione ignorante si sgoverna meglio), ma che da un anno in qua si ritrova più contesa della secchia modenese.
 
L’apoteosi è di oggi. Riapertura delle scuole indicata il 7 gennaio dal Ministero, poi il tira e molla delle Regioni costringe a cedere sull’11, ma ecco che alcune Regioni “si sfilano” (come dicono i giornalisti che loro sì, l’italiano lo sanno) e per alcune di quelle no, non va bene, la riapertura slitterà ancora; in qualcuna (Friuli, Veneto, Marche, forse altre) addirittura al primo febbraio, e comunque si procederà in ordine sparso (il motto di ciascun presidente-sgovernatore: faccio-come-mi-pare-dunque-sono).

[Ben vengano intanto nelle Regioni del Nord le riaperture delle piste di sci il 18, così la settimana bianca di studenti e famiglie è salva, giacchè sono in vacanza].

In terra papalina - ex ma non tanto - la giunta regionale marchigiana (a cui manca solo un renziano per peggiorare, se possibile) in piena sindrome compulsiva da comunicato stampa (ne sforna due al dì, prima e dopo i pasti, solitamente uno del presidente e uno dell’assessore di turno, su identico argomento e quasi con le stesse parole, i giornali lo sanno e solerti gli tengono il posto) per bocca del suo presidente annuncia che i fortunati studenti marchigiani torneranno a scuola il 31 gennaio (domenica). Voleva dire il primo febbraio. E la pensosa assessora esterno-ergo-sum ci aggiunge - stesso giorno stessa stampa - il suo bravo comunicato: “Basta con le altalene che ci impone il Governo” e bla bla.
 
Senonchè la poverina, in stato confusionale da eccesso di esternazioni, non si accorge o non gliel’hanno detto, che le altalene non le ha imposte il governo, il quale sull’argomento ha dato linee di indirizzo ben precise
* ma sono i geni che amministrano la Regione, cioè loro, a voler fare dell’incolpevole scuola - e non solo! - terreno di scorribande per l’esercizio del potere.
 
Non contenti di sgovernare la Sanità pubblica - nella migliore tradizione delle Amministrazioni Regionali post 2001 - la scuola torna loro utile come un’aia dove poter razzolare a piacimento.
Tanto l’istruzione è l’ultimo dei loro problemi: lo dimostrano, fra l’altro, anche col desolante linguaggio dei comunicati a pioggia, dalla responsabile ahinoi della Cultura all’assessore prestato dalla Polizia alla Sanità (Marchigiani statesereni) e via a tutti gli altri impudicamente comunicando: altalenante (quello sì) dalla povertà pura e semplice alla scopiazzata pomposità sotto vuoto spinto del politichese/aziendalese.
 
E mentre frignano perché la scuola riapre troppo presto (eh già, fosse mai che ricominci a circolare qualche congiuntivo disperso) non li sfiora l’idea che il problema non sono i contagi a scuola (il 2% dei focolai del Paese secondo l’ISS) ma tutto ciò che alla scuola gira intorno per consentirne la fruizione.

A cominciare dai trasporti.
 
E che, invece di pigliarsela col governo tiranno, la ministra, nonna Abelarda e la Banda Bassotti, potrebbero - certo sottraendo spazio agli imperdibili loro comunicati - guardarsi intorno.
 
Si accorgerebbero che oltre ai mezzi privati da utilizzare per il trasporto scolastico (come hanno fatto Toscana e Lazio) c'è una quantità di mezzi militari da convertire alla bisogna e che questi, oltre a risolvere gran parte del problema (sono perfino completi di autisti e benzina, molti sono anche 4 x 4 per le zone impervie), avrebbero finalmente uno scopo più dignitoso che quello di accompagnare soldatini in maschera a giocare alla guerra o a fare le inutili scorte.
 
Dopo di che, saggiamente e definitivamente, bocciamole senza esami di riparazione, queste calamitose Regioni.


* "La scuola deve restare aperta: decisioni diverse non sarebbero comprese; la scuola ha un ruolo fondamentale" 
     (Lucia Azzolina, 5 gennaio ’21 - Ansa.it)
 
Le immagini appartengono ai legittimi proprietari e sono utilizzate al solo scopo di corredare il testo
 
Sara Di Giuseppe - 6 gennaio 2021