mercoledì 21 giugno 2017

Galleria Marconi. Canto di vita. Incontro di poesia con Enrica Loggi

Foto Catia Panciera
E’ musica leggera, ma classicamente napoletana, l’omaggio di Enrica a chiusura dell’incontro (conosco i dialetti - ci dice - e a Napoli ho vissuto degli anni). Così ci rapisce il suo assolo di Reginella: nessun accompagnamento musicale, e quella sua voce d’altro tempo che ricama il testo struggente di Libero Bovio è la stessa che poco fa cantava i versi di alcune sue raccolte, Musica leggeraIl talento dei giorniDi acque e segni labiliIl seme della pioggia, e altro.
        Il dialogo di oggi è quello fra amiche che discorrono con grazia affettuosa: Enrica percorre con Antonella  le tappe di una creazione poetica, la sua, che canta fragilità e solitudini – i poeti sono soli / col loro inverno – labirinti ed assenze, fughe e ritorni, e il piccolo affanno dei gesti quotidiani che la natura materna e pietosa accoglie e consola. Terra e pietre, cieli e stagioni, e soffi di mare che conducono memorie, acque di piogge e acque di fiumi: tutto ascoltiamo fluire nella voce che leggera scandisce il suo breve diario di parole.
        Dal gioco del dialogo si dipana una narrazione che è confidenziale (l’abitudine di leggere all’amica, per telefono, i versi appena composti… “dovremmo tutti avere un poeta per amico”, dirà Antonella) e al tempo stesso illumina una trama poetica intima e profonda, definisce la traccia inconfondibile di ogni sua raccolta: la vita colta nel suo “farsi natura” (così la felice espressione di G.Dimarti), e la poesia - canzone accesa - che ne penetra la sacralità, vi rintraccia un disegno che si fa avanti senza mostrarsi, percorre mari non navigati e orizzonti di città dove si muovono i miei simili /mutando il loro dove, s’innalza in uno “slancio esistenziale in grado di contrapporsi allo sgretolante grigiore del mondo” (A.Lucidi).
        Gli ottanta versi del poemetto inedito che hanno aperto l’incontro sono stati anch’essi “Canto di vita”; come nel Canto di Hofmannsthal vi echeggia una nostalgia senza nomenostalgia di vita, vi aleggiano  atmosfere sospese: su quelle, oggi, si affacciano assorte - straniate/stranianti immagini - i giganteschi ritratti in foto che dalle pareti colorano prepotenti lo spazio…
        Quiete onde di luce, si travestono / e si fingono stelle, anzi parole: ecco evocate dalla conversazione, le creazioni di Enrica per i bimestrali Grandi Temi di UT,  in ciascuna la vastità sontuosa del tema è ricondotta all’alveo imprevedibile e dimesso di un quotidiano che si fa poesia.
        Così La Rivoluzione è insurrezione delle pratoline insorte per me […] sulle spalle della primavera, angeliche e beffarde agli occhi dei passanti, che cantano per lei, levata / a contemplare quel che ci sarebbe / stato se il mondo non avesse / smarrito la parola. E Il Desiderio è abbracci di fretta fra i cespugli, crepuscolo di festa e di giostra in riva al mare; Il Suono è quello argentato di chitarra, uscita dalla pancia di legno al tocco della sua mano bambina (Fu da frichina la prima vodda / ch sndiett snà na chitarra); Fragilità è la veste comprata dai Cinesi per spendere poco, bella e gracile e rattoppata e ricucita ancora, non posso più indossarla e non la butto via; L’Indiscrezione è un cassetto gonfiato dal tempo, riaperto dopo anni, sedimento di memorie oggetti parole… perché, ci racconta Enrica, conservare ciò che è ferito e non riesco a buttar via è un po’ simile allo Zen e alla sua filosofia della guarigione possibile di ciò che è stato… E sono Labirinto disegni invisibili delle rondini che impazzano nere, è labirinto il cielo di scie chiare come un Maggio dentro il quale perdersi è come ritrovare / lontano, a riva, / la casa che lasciamo ogni giorno / alla deriva.


        Ci congediamo ormai, e giurerei d’averlo visto sorridere, l’anziano perplesso grande signore con palloncino rosso sulla parete destra, grato come tutti noi ad Enrica per questa breve indimenticabile heure authentique de vrai bonheur.

Sara Di Giuseppe


lunedì 12 giugno 2017

Una nuova presentazione di “PoesiEnricaLoggi”, il Quaderno n. 1 di UT


Sono particolarmente lieta di presentare il mio nuovo libro presso la Galleria Marconi di Cupramarittima, a cui sono legata da una fantastica amicizia con Franco Marconi. Dal 1995, quando nacque la Galleria, ho sempre seguito con crescente interesse le mostre che Franco ha allestito per tutti gli amanti dell’Arte Contemporanea. Una scuola di altissimo livello in cui la mia poesia ha trovato numerose ispirazioni, accenti nuovi e una rara umanità. La mia storia si è intrecciata con questa splendida realtà anche perché ho avuto modo di scrivere diversi testi critici su artisti che hanno esposto in questo importante luogo. La scrittura non può che alimentarsi a contatto di una creatività così vasta, sempre sorprendente: l’Arte e la Poesia giocano un continuo rimando, una sollecitazione reciproca che stupisce per la sua fertilità.
Alla luce di quest’amicizia ringrazio Franco che mi ospiterà per un nuovo incontro di poesia il 17 di giugno.
Ringrazio infinitamente anche la rivista UT che ha accompagnato la mia vita letteraria, promosso la mia vena poetica e coltivato un’amicizia preziosa. Fondata nel 2007 dal geniale trio Massimo Consorti, Francesco Del Zompo e Pier Giorgio Camaioni, UT continua un’impareggiabile attività culturale: sta per uscire il numero 60 dedicato al tema “Il Profumo” ed è un traguardo prestigioso per una rivista che è anch’essa una scuola di vita. Attraverso le sue pagine numerosi poeti, scrittori ed artisti hanno conosciuto un’esperienza fondamentale, di primaria importanza culturale.
La mia soddisfazione più grande è stata la recente pubblicazione del Quaderno n. 1 di UT, dedicato alla mia poesia, primo di una nuova collana editoriale aperta a tutti coloro che vogliano pubblicare i loro scritti.
“PoesiEnricaLoggi”, titolo del mio Quaderno, raccoglie 24 poesie scritte per UT negli ultimi 5 anni, ed un poemetto. La veste grafica è a cura dell’art director Francesco Del Zompo, la prefazione di Alceo Lucidi e la postfazione del direttore Massimo Consorti. Attendo con trepidazione il 17 di Giugno per porgere le mie poesie al pubblico, accompagnata dall’amica, finissima scrittrice Antonella Roncarolo, anche lei storica collaboratrice di UT, felice come sono di questo incontro magico tra noi, UT e la Galleria Marconi.
Non so se adesso o poi, prima di sera
le voci che fuggono nel tempo
vivace della rosea primavera
o quelle che rimangono sospese
per un sì o per un no, vanno via presto
nel verde che s’ accòra dentro il mare
quando il giorno si china all’orizzonte
nel commiato di luci ultime e sole
che prendono la forma di parole.

Enrica Loggi