sabato 28 giugno 2014

I TAU (Teatri Antichi Uniti) “letti” da UT

Accattivante programma quello offerto dalla 16a Rassegna del teatro classico (TAU / Teatri Antichi Uniti) nell’edizione 2014 - dal 27/06 al 9/08 - con il suo cartellone ampliato a 19 appuntamenti e in spazi di pregio storico-archeologico più numerosi rispetto alle passate edizioni.
Senza pretesa di esprimere giudizi sugli spettacoli prima ancora di avervi assistito, appare interessante il percorso, che si muove agilmente fra tradizione classica e scelte drammaturgiche attualizzanti, aggregandosi intorno ai temi della tragedia, della commedia, della filosofia classiche quali passaggi ineliminabili per la comprensione del presente.

mercoledì 25 giugno 2014

La sedicesima edizione di TAU, i Teatri Antichi Uniti. Tutte le note dell'AMAT

Si rinnova per il sedicesimo anno consecutivo l’appuntamento estivo con il TAU/Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico - promossa da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Marche, AMAT, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e i Comuni di Ancona, Ascoli Piceno, Corinaldo, Falerone, Fermo, Macerata, Monte Rinaldo, Pesaro, San Severino Marche e Urbisaglia - che in una coniugazione funzionale e gradevole di beni e attività culturali offre l’opportunità di fruire i luoghi di interesse archeologico per momenti di spettacolo dal vivo restituendoli ad un ampio uso dall’impegno congiunto di Comuni, Regione, AMAT e Soprintendenza.

Giacomo Marramao: “L’Europa dei filosofi”

Curioso trovarsi ad ascoltare Giacomo Marramao una sera nelle Marche, a Fermo, e il giorno dopo in Umbria, a Perugia (tanto che gli chiediamo dove sarà l’indomani, magari capita di incontrarlo di nuovo…). Ma l’esperienza è apprezzabile, e la visuale offertaci dalla conferenza marchigiana nell’interessante contenitore “Fermo Sui Libri” non è meno suggestiva della Lectio Magistralis perugina, “L’Europa dei filosofi”.
Tema centrale degli incontri, il ruolo dell’Europa nel mondo globalizzato. Punto di partenza, l’idea di universalismo, oggi.

lunedì 23 giugno 2014

La 50. edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

Diretta da Giovanni Spagnoletti, a distanza di 50 edizioni, la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro ha mantenuto la sua identità di manifestazione votata alla scoperta, di piattaforma da cui giovani registi e nuovi linguaggi prendono lo slancio verso il grande pubblico. Di festival in cui si può rinunciare ai lustrini e ai tappeti rossi ma non alla ricerca, alla cultura, alla curiosità e alla sperimentazione. E, nonostante la mezza età, la Mostra non ha perso la freschezza di festival giovane che propone uno sguardo inedito – “nuovo”, come vuole il suo nome – sui film nazionali e internazionali, e che invita lo spettatore a un viaggio nel cinema di oggi, per (pre) vedere quello di domani. Di seguito il direttore artistico Giovanni Spagnoletti introduce l’edizione 2014:

“Alla nostra maniera”. Ovvero: scusaci, Lito. Note sul concerto di Lito Fontana e la Brassband Fröschl Hall a San Benedetto del Tronto

Caro Lito scusaci, se ti abbiamo accolto “alla nostra maniera”: col rumore e la disorganizzazione.
- Non ci voleva tanto (ma ai nostri amministratori-in-festa evidentemente sì) per capire che un concerto di un’orchestra di ottoni di questo livello non andava allestito alla Rotonda Giorgini, il posto più rumoroso e più acusticamente infelice della città ma, caso mai, in Piazza Matteotti.
- Non ci voleva tanto per capire che nella sera di un caldo sabato di giugno il chiasso e il vociare degli adiacenti 3 (o 4, o 5?) caffè-restaurant all’aperto sarebbero stati insopportabilmente molesti.
- Non ci voleva tanto per capire che lo zampillo della fontana andava azzerato e non semplicemente ridotto.
- Non ci voleva tanto per capire che altri potenti rumori di fondo sarebbero giunti dal parco-giochi sotto la pineta, dal fiume di auto in transito e in cerca di parcheggio, dai nuguli di scooter e di Hearly Davidson in parata, dal mercatino sotto il faro…
- Non ci voleva tanto per capire che ogni attività turistica lì intorno alza alla follia il suo TUN-TUN per imbarbarire il popolo già imbarbarito.
- Non ci voleva tanto per sapere che lì il terribile trenino per bambini passa sempre ad orario. Infatti ogni 4 minuti sfiorava le sedie.
- Non ci voleva tanto per sapere che lì d’estate non mancano altri optional: artisti di strada, chitarristi e fisarmonicisti (pure bravi), mimi, venditori di rose-occhiali-borse-copritelefonini, mangiatori di fuoco, lancia ombrellini luminosi con paracadute incorporato…
- Non ci voleva tanto per constatare che i nostri vigili quando servono non ci sono mai. Durante la partita dell’Italia, lungo il Corso deserto ce n’erano sette. Ieri sera nessuno visibile. Ne sarebbero bastati due: uno per invitare il trenino-delle-oche dei bambini a fare un giro diverso, un altro che facesse abbassare il TUN-TUN dei locali intorno.
Certo non sarebbe bastato. L’acustica della “Rotonda” è assurda. Per la musica è il luogo più sbagliato. Troppo “aperto”. Per un concerto occorrono le quinte, anche se fatte banalmente di orribili case e palazzi come in Piazza Matteotti. Servirebbe anche un impianto di amplificazione serio, di potenza giusta e ben equalizzato. Che è mancato del tutto, se non – a sprazzi – per rendere sgradevoli gli spiker.
Ma soprattutto: per la musica (seria) occorre il silenzio. La musica PARLA con il silenzio. “Il silenzio che precede o segue un suono è fondamentale per capire da dove viene, quale cellula ha generato quella musica”. Gli ottoni, che vanno ad aria e basta, si nutrono di silenzio. Anzi, il silenzio è la loro materia prima. E le persone che ascoltano devono “farlo”, il silenzio.
Invece noi italioti, quando va bene, adoriamo la musica-da-sottofondo (magari ad altissimo volume), quella che ci consente di continuare a fare i nostri comodi senza venirne disturbati. E non abbiamo la cultura dell’ascolto perché non abbiamo la cultura del silenzio. Tutto il resto è conseguente. Tu lo sai bene, Lito, che hai avuto il coraggio di vivere in una nazione civile (oltre che musicalmente attrezzata). Quindi scusaci. Anche con i tuoi eccellenti amici musicisti austriaci, che purtroppo abbiamo accolto “alla nostra maniera”. Quella sbagliata. È Sammenedette, bellezza!


Pier Giorgio Camaioni

sabato 21 giugno 2014

Il Quartetto NOÛS a Radioeuropa. La festa di Radio3 a Perugia. Portate i neonati ai concerti

Veramente è stato un quintetto: l’incantevole Quartetto NOÛS sul palcoscenico, più quel neonato in platea. Lui però senza strumento - deciderà poi quale suonerà da grande, non mettiamogli fretta - solo con la sua vocina puntuale e “toccante”. Da vero professionista, Stravinskij mica è facile. Specie il terzo pezzo per quartetto d’archi (Eccentrique… appunto), dove il nostro piccolo (o la piccola) ha concluso addirittura tra gli applausi. “Va messo in partitura” scherza ma non troppo, con la consueta agilità, Michele Dall’Ongaro.

giovedì 19 giugno 2014

“Allora eravamo un po' giovani”. Ugo Gregoretti alla Festa di Radio3 di Perugia

Giovanissimo, l’ottantaquattrenne Gregoretti che sul palco del Teatro del Pavone si lascia strapazzare, sornione e ironico, dal sulfureo duo Della Casa-Mulas; capelli lunghi, camicia rossa, vistose bretelle, e quella voce immutata che se chiudi gli occhi lo vedi ancora trentenne (durante l’intervista scherzerà su un “gli ultraottuagenari a rischio è bene rimangano a casa”, ascoltato la mattina in tv).

lunedì 16 giugno 2014

Gli uttiani all'ombra del Titano. Gabriele Geminiani presenta "Feritoie". Poi... UT


La pazienza tra mitologia e cultura. L'appuntamento dell'Associazione Giardini San Michele

L’Associazione Giardini San Michele, in collaborazione con Alchimie d’Arte e UT, organizza l’incontro “La pazienza tra mitologia e cultura”. Giampietro De Angelis, presidente dell’Associazione Giardini San Michele e prolifico animatore socio-culturale, curerà l’introduzione. Americo Marconi, medico diplomato in filosofia orientale e comparativa, proporrà il quaderno La pazienza di sant’Agostino. Si terrà una proiezione di diapositive dal titolo La pazienza virtù universale.
L’appuntamento è per sabato 21 Giugno alle ore 17,30 nella sede dell’Associazione Giardini San Michele: tipica costruzione colonica color ocra, tra le colline del nostro entroterra, situata in Contrada S. Michele a Ripatransone.
L’ingresso è libero. Per raggiungere il luogo, consultare il sito web www.giardinisanmichele.it.
Nella sua evoluzione l’uomo, dopo aver assunto la posizione eretta e aver scoperto il fuoco, centomila mila anni fa si chiese il senso della morte e diede sepoltura ai propri simili. Per questo gesto di autoconsapevolezza e per la dimensione raggiunta dal suo cervello fu chiamato homo sapiens. Iniziò a incidere e dipingere rocce, a coltivare la terra, allevare animali, vivere in comunità. Nelle abilità e nella condivisione, apprese ad essere paziente: perciò oltre a homo sapiens era divenuto homo patiens. Sviluppò capacità cognitive e simboliche che lo portarono a scrivere e creare sistemi di pensiero. Fu allora che riuscì a definire la sua pazienza come una vera e propria virtù.
Fin dai primi discorsi il Buddha, che fu un riformatore dell’Hinduismo, raccomandava la pazienza, con la compassione, la non violenza e l’amore come gli unici mezzi per prendersi cura di se stessi e degli altri.
Tra i tanti proverbi dell’Antico Testamento, il saggio re Salomone enuncia: «Il paziente val più di un eroe, chi domina se stesso val più di un conquistatore di città» Pr 13,32. Ma è il primo libro sapienziale, quello di Giobbe del V secolo a.C., a rimanere scolpito nella memoria. Giobbe, un uomo buono e giusto, perde ogni bene con tutti i suoi figli e, come se non bastasse, una piaga maligna lo ricopre costringendolo a grattarsi con un coccio tra la cenere. I suoi lamenti, i suoi «Perché?» risuonano alti da duemila e cinquecento anni ed hanno impegnato Agostino e Tommaso d’Aquino, Kant e Kierkegaard.
Nel messaggio evangelico il Cristo, simbolo dell’amore, sopporta alla fine dei suoi giorni scherni, torture, la crocefissione. È il Christus Patiens che, essendo uomo a differenza del Padre, patisce nel corpo e nell’anima. Qualche decennio dopo, in piena epoca di persecuzioni, Paolo di Tarso suggerirà nelle sue lettere, alle neonate comunità cristiane, la pazienza più e più volte. Agostino da Tagaste, sulle tracce dell’apostolo, definisce la pazienza un autentico dono divino. Dono che permette l’accettazione delle difficoltà del corpo e dello spirito, al fine di conquistare una perenne felicità futura.
Quanto alla nostra epoca, fondata sulla velocità e il rapido decadimento di ogni bene, la pazienza è termine che fa quasi sorridere. Il paziente, nei confronti dello scattante impaziente, fa la figura di un tontolone lento ed impacciato che accetta, per mancanza di reattività, la sua sorte. Eppure, soffermandoci un attimo, capiamo che l’individuo contemporaneo dotato di pazienza ha una maggiore capacità di superare gli ostacoli imprevisti. Ed aprirsi alla speranza con una visione nuova della vita. Ancora oggi dunque vale l’antico detto: «Il più paziente è il più sapiente».

venerdì 13 giugno 2014

UT "Il Tempo", n.1/2014, al Flauto Magico. Domenica 15 giugno, ore 18,30


UT/1/2014/8°anno
Il tempo
quarantatreesimo numero di UT
*
domenica
15/06/’14/18.30
day / month / year / hour

"Flauto Magico"
San Benedetto del Tronto 
(via Custoza/via Mentana)

Il flauto magico, interno, ph Dante Marcos Spurio

*Saranno presenti personalmente o con i loro testi e opere:
Paolo Annibali, Theocharis Bikiropoulos, Antonio Castronuovo, Georgia Chaidemenopoulou, Giampietro De Angelis, Emanuele Feliziani, Enrica Loggi, Tania Sofia Lorandi, Mariagrazia Maiorino, Bianca Maria Massi, Michaela Menestrina, Jacopo Narros, Bernardo Pacini, Gino Piergallini, Silvia Rosa, Patrizia Tocci e... il trio di UT.

*Prenota una o più copie di UT ‘Il tempo’ fino al giorno della presentazione.
Potrai averla a € 10,00 anziché € 15,00. 

Vedi tutti i numeri precedenti al
http://www.ilmondodiutblog.blogspot.it/p/le-copertine.html

Nella striscia: rivista, opera di Tania Lorandi, fotografia di Dante Marcos Spurio, vignetta di Giuseppe Piscopo
Communication and graphic
Francesco Del Zompo


PLAY AREAIn sala verrà distribuito un foglio-quiz con titoli di film, opere letterarie, d’arte e musica con tema il tempo, nelle varie declinazioni possibili.

A chi indovinerà il maggior numero di autori, andrà in omaggio una copia di UT. Preparatevi per tempo.









martedì 10 giugno 2014

I Concerti-Saggio 2014 della Scuola di Musica Giocondi


LA SCUOLA DI MUSICA GIOCONDI
presenta
CONCERTI 2014
Da oggi Martedi' 10 a venerdi 13 Giugno partirà la rassegna dei concerti degli allievi della scuola di musica GIOCONDI

Enrica Loggi. Le poesie di “…A una rima di vento” alla Galleria Marconi

L’evento, che avrà luogo venerdì 13 alle 18,30, trova posto nella serie di iniziative culturali promosse da “Marche Centro d’Arte”. Introduce la giornalista e critico d’arte Nikla Cingolani.
E’ un incontro, quello con la Galleria Marconi, che è cresciuto nel tempo, dai giorni lontani in cui Franco Marconi, amico carissimo, aprì il suo spazio espositivo, fertile luogo d’Amicizia. Vi si trovava sempre qualcuno, e l’arte nasceva dalla semplicità delle nostre presenze. Dico l’arte con l’A maiuscola, quella che non è snob ma nasce dagli incontri, dalla prossimità, dalle canzoni che ognuno ospita dentro di sé. Oggi quello spazio non ha mutato nulla della sua accoglienza, anche se i tempi sono diventati più difficili per tutti. E’ stato Franco a chiedermi se volevo presentare il mio libro, non io a lui. Questa contiguità è quella che matura l’arte, intesa come modo di rispondere alla vita, di ricreare la vita e oggi, in questo tessuto liso della comune storia è nostro dovere portare la sarcitura, così che la veste del mondo conosca la nostra mano, il nostro tatto, una carezza.