domenica 17 aprile 2016

Carlo Guerrini: “Sotto invariate stelle”, la nuova raccolta di liriche

La Val d’Aso è una terra verde dove questa primavera mette in mostra il suo abito solenne e insieme giocoso. L’abbiamo percorsa beandoci dei colori e della freschezza di un eterno verde, con la visione del fiume Aso serpeggiante nel suo letto sontuoso. Cercavamo un poeta, la sua voce, la sua distanza dalle cose vane e insieme il suo accorato punto di vista sulla realtà accompagnata da una visione fortemente lirica. Parlo di Carlo Guerrini, poeta perugino conosciuto attraverso Facebook con la mediazione di Lorella Rotondi, poetessa sambenedettese residente in Toscana e per sempre innamorata della nostra città. Nell’Auditorium di S. Antonio da Padova, ad Ortezzano, ricavato da una chiesetta tutta bianca, si è svolta ieri pomeriggio la presentazione del libro “Sotto invariate stelle” (Edizioni Aguaplano, Perugia 2014), nuova opera di Carlo Guerrini. Il poeta è stato presentato dal suo editore Raffaele Marciano e dalla sorprendente Lorella. L’evento fa parte di “Emergenze, Rassegna letteraria di bibliodiversità”. Nel piccolo vano dell’Auditorium le parole diventavano leggere e ricche insieme. Ascoltavo e mi sembrava che il discorso sulla Poesia, ogni discorso fosse permeato da un’istanza segreta, lontana eppure presente, armoniosa e un po’ surreale.

I due poeti erano accomunati da uno sguardo d’amicizia che colmava il vuoto di una terra lontana dal piccolo paese dove si è svolta la presentazione.
Il libro ha una copertina azzurra col titolo di color argento, che lo rende prezioso, unico e insieme vicino alla tradizione della poesia italiana risalente al dettato di Sandro Penna, come ha giustamente detto Lorella Rotondi. I due poeti, stando alle sue parole, sono entrambi “ragionieri” perché s’impegnano con assoluta serietà nella celebrazione del verso misurato ed armonico con un’arte che rasenta la perfezione geometrica e musicale. L’eredità che Penna lascia a Guerrini è il lirismo, la poetica dell’attimo fuggente, il difficile rapporto con la realtà. Perché è la realtà, e non la vita, che brucia l’innocenza, e se non si mantiene la purezza la poesia muore. Lorella aggiunge che per comprendere Guerrini, così come Penna, occorrono cultura e modestia, e soprattutto un’autenticità del sentimento: nulla è più complesso della semplicità. Suggestivo inoltre l’accostamento della poesia di Carlo con il cinema gentile e semplice del Maestro giapponese Ozu, per la profonda comprensione delle cose umane e per la capacità di rappresentarle con tratti essenziali.

La poetessa ci ha regalato anche il suo humour e una flessuosa simpatia e vitalità che ce la rende preziosa, e il sodalizio con Guerrini un momento unico.
Carlo si esprime con note chiare, gentili, che colmano la ricchezza della sua opera sospesa tra la poesia e la storia, commovente e gaia, ricca di trovate quasi artigianali, di parole come piccole giostre tra la verità e un fervido contorno acceso da una bella e continua emozione.

Una poesia di Carlo Guerrini:

Esposto alla grigioverde
luminosità del mare
mi fermo alle soglie del dirupo,
risano a quella luce
l'antica piaga del silenzio,
riprendo il cammino oscuro
sotto una nuova luna egizia.


Enrica Loggi

lunedì 11 aprile 2016

“Pier Paolo Pasolini. Una disperata vitalità”. Il nuovo spettacolo di Re Nudo

Al Teatro delle Energie di Grottammare, Piergiorgio Cinì e i suoi attori ci hanno regalato un capolavoro. Affrontare la pagina di Pasolini è un compito assai arduo, ma i testi poetici che vengono affidati a ciascun attore e alla sua raffinatissima mimica ricordano il Poeta nella fine, tuttora attuale, aria del suo dire, mostrandoci con trepidazione il difficile mondo di Pier Paolo tenue e lacrimante, sublime e mite.
Parole come sassi abbandonati nell’acqua col loro moto concentrico, diviso tra il singolo attore e il resto degli altri che sono forti echi, simboli di un’umanità fervida e insieme dubbiosa, dolorosa quel tanto che basta per rammemorarsi a noi, che abbiamo visto passare nel buio della sala la vita, la carne, l’urlo, la passione, il tremore della morte, lo splendore della verità.
Davanti a noi sfilavano con le loro anime docili i discepoli della vita, gli amanti di un clamore che si divideva in più note, toccando la nostra materia vivente e lasciandoci scuotere dai corpi in movimento, il loro ondeggiare, le loro voci, l’ironia, il sospiro e l’umanità. Tutto consegnato a noi senza veli, durevole e compiuto nella recitazione, che ci ha comunicato splendidamente un amore stremato per un riscatto di là da venire. Diretti dalla magia di Paola Chiama, in movimenti sincronici attraversati dalle luci, studiati eppur leggeri, spontanei gli attori prestavano le loro fitte sagome al divenire della luce e delle parole, e sullo sfondo una scena ondivaga, trascinante, ipnotica, in forte armonia con se stessa.
Siamo usciti diversi, increduli, cambiati, partecipi, nella notte che ci accarezzava regalandoci un ritorno a casa umile e forte insieme. Tutti i volti che si sono soffermati a dirci la forza, il fascino, la profezia di una vita ora sono nel nostro cuore e nella nostra memoria, benedetti per sempre.
Grazie, Re Nudo, oggi ti vesto a festa!


Enrica Loggi

sabato 9 aprile 2016

Giuseppe Piscopo e il Museo del Nulla



Museo del Nulla, il primo museo senza biglietteria, senza orari di apertura, senza elettricità, senza custodi, senza curatori, dove non ci sono bookshop, dove si può fotografare liberamente. Un luogo dove (r)esiste solo la natura, un museo incredibile... Erasmo sarebbe contento di noi!



Nella casa dei matti ci sono vuoti da riempire, il cervello è una distesa di sabbia pronta per un soffio di vento

Un luogo non più abitato dal pensiero è uno spazio assente... [vuoti, progetto per nulla di giuseppe piscopo]