martedì 30 aprile 2013

ANGELI in chiesa


Paolo ANGELI e la sua “chitarra sarda preparata” in concerto: “Sale quanto basta”
Grottammare  / 26 aprile 2013  h21.30  /  Chiesa di Sant’Agostino


Certo, s’è “preparata” un po’ anche l’antica chiesa. Ma senza spostamenti di croci altari statue dipinti e banchi quadriposto (don Giorgio ci avrebbe cacciati subito…), solo qualche luce e laici faretti blu d’atmosfera. L’acustica già perfetta, anche con un po’ d’amplificazione. Niente palco né trucchi scenici. Silenzio, com’è ovvio in chiesa. Pubblico di una settantina di “anime”, ma stasera non è automatico che in ginocchio qualcuno preghi. Si bisbiglia, ci si guarda intorno e in alto, stupiti: toh che bella chiesa. La buffa e misteriosa chitarra sarda preparata sta già lì in penombra e senza troppo dare nell’occhio, quando dalla canonica arriva lui, maglietta a righe da marinaio, scalzo e sorridente. Non somiglia a Charlie Chaplin?

     

mercoledì 24 aprile 2013

Appunti da Londra. Tra la English way e Paul Weller dei Jam (ascoltato dal vivo)

Da quando viaggio da sola, ho spesso scelto come méta Londra, non solo una metropoli ma un piccolo universo a se stante, completamente diverso dalle altre città inglesi ma allo stesso tempo legato alla nostalgica tradizione britannica che tra tutte è la più cosmopolita che esista.
La ricchezza di Londra risiede nella strabiliante capacità di assorbire le culture dei suoi abitanti e adattarle in un “English way”. In questo modo, quella che potrebbe risultare un'accozzaglia disomogenea di etnie, diventa una splendida armonia di sapori, colori e suoni. Una cosa che mi diverte a Londra, è girare un quartiere, uno solo al giorno, e immergermi in quel luogo diventando una persona diversa. Così indosso scarpe classiche e Barbour per visitare Chelsea, fermandomi a prendere un afternoon tea in locali dai nomi altisonanti e molto eleganti, e ascoltando la tipica parlata di chi vive nel Royal Borough of Kensington and Chelsea. La sobria eleganza di questo posto, si rispecchia negli splendidi negozi di antiquariato che espongono nelle vetrine quanto di più bello l’artigianato mondiale abbia mai creato.

lunedì 22 aprile 2013

Atiq Rahimi: “Come pietra paziente”. Un film declinato interamente al femminile.


Per troppo tempo, le donne afghane non hanno mai avuto un volto e una voce. Fino ad ora.
Con Syngué Sabour – Pierre de patience, lo scrittore e regista afgano, rifugiato politico a Parigi, Atiq Rahimi, dona un volto e una voce a una indimenticabile donna senza nome, una splendida Golshifteh Farahani di origine iraniana, che vive in una delle tante città distrutte dalla guerra civile tra fazioni opposte di combattenti.
Il titolo italiano, Come pietra paziente, deforma il suo reale significato e non capiamo ancora una volta perché nella traduzione il titolo va storpiato e perché c’era bisogno del “come”.

domenica 21 aprile 2013

Il “Rinoceronte” di Re Nudo non invecchia. Ionesco al Teatro dell'Olmo.


Scenografia minima, ieri sera, per la sala dell’Olmo scabra ed ”esistenziale”. Quattro leggii accarezzati da un fiotto di luce; in mezzo, un tavolino con sopra una bottiglia. E’ quanto basta per ospitare il non stop di una lettura scenica che sa farsi padrona, orchestrarsi in un quartetto di voci che danno vita alle sequenze in cui è ritagliata e resa essenziale la prosa del “Rinoceronte” di Eugene Ionesco.
La riproposta del testo, a distanza di vent’anni dalle sue prime apparizioni con Re Nudo a San Benedetto del Tronto, ci sembra senz’altro frutto di una scelta luminosa. Perché l’assurdo in cui navigano i personaggi di Ionesco

Miele ottimo ma poche api. Il concerto di Daniele Di Bonaventura al Teatro delle Api.


Strano il bel Teatro delle Api con poche api, sembra un tradimento. “Cos’è successo stasera?” Sarà colpa di Bersani… dice, o sarà che le api si vanno estinguendo come dicono gli scienziati? Certo non dipende dal miele della casa: raffinato puro e dolce come un Apfelstrudel, e davvero a chilometro zero questa formidabile Orchestra Marchigiana a 35 gusti. E poi Lui, il bandoneista-compositore-solista che il mondo ci invidia, a dirigerla dalla funzionale sedia girevole da ufficio.
Un Viaggio Mediterraneod’esplorazione, che ci farà volare nei silenzi sensuali come sugli applausi

giovedì 18 aprile 2013

Grottammare. Straordinario concerto di Paolo Angeli e la sua "chitarra sarda preparata".


Prodigio della chitarra sarda preparata con cui si esibisce abitualmente dal vivo e visionario creativo dell'avantgarde-jazz, Paolo Angeli ha raggiunto una maturità ormai indiscutibile sviluppando uno stile così personale da costituire quasi un genere musicale a sé stante che coniuga tradizione sarda, canto in Re, pratiche improvvisative, la passione per Fred Frith e Bjork con uno spirito libero davvero unico. Per tradurre in musica le sue idee originali, Angeli ha sviluppato un modello di chitarra che gli consentisse di andare oltre i limiti impostigli dai tradizionali strumenti a sei corde.

domenica 14 aprile 2013

Gli “Amanita” all'Eau de vie. Una serata di Jazz a troppe voci... dispari.


Carlo Cimino, Raul Gagliardi e Maurizio Mirabelli sono tre giovani musicisti calabresi che compongono gli Amanita, un gruppo Jazz che ripercorre e approfondisce alcune caratteristiche dinamico-musicali dei trii contrabbasso-batteria-chitarra. Dotati di buona tecnica, stanno ancora andando alla ricerca di una loro identità, o sound, come si direbbe delle band più affermate che lo hanno trovato. Non è un'operazione semplice, anzi. Forse è la scommessa vera di molti dei gruppi Jazz della new generation, quella di cercare una propria via di analisi, e poi di sintesi, che non ripercorra canoni già collaudati, con più o meno successo, da altri.

giovedì 11 aprile 2013

Gegè Munari al Cotton Club di Ascoli Piceno. Una serata di grande Jazz... anni '60/'70.


Iniziamo a sgomberare il campo da domande che potrebbero venir fuori leggendo con fare ambiguo, e malizioso, il titolo. Gegè Munari e il suo gruppo sono fior di professionisti. Discuterne le qualità tecnico-musicali, sarebbe come offendere la musica e, in questo caso il Jazz. Sono bravi; il fatto è indiscutibile. La fregatura è che da una decina d'anni a questa parte, volenti o nolenti ci siamo abituati a un altro tipo di Jazz. Lo possiamo definire più fantasioso? Più armonico? Più contaminato? Ecco, tutto ciò cozza, ma non fino ad annullarsi, con il concerto di questa sera, ascoltato per altro con PiGi Camaioni, un altro musicofilo un po' a modo suo del nostro Web Magazine.

venerdì 5 aprile 2013

Edmond Schmidt “live”. Buonissima la prima al Breaklive di Ascoli Piceno.


Ci eravamo lasciati così: “Ascoltatelo e ne riparliamo”. Lo abbiamo fatto. Dal vivo. Curiosi ci chiedevamo come fosse la versione live di Upping the Ante, il nuovo album di Edmond Schmidt. E se lo chiedeva anche lui dal momento che, come ci ha raccontato, le prove per il concerto sono state pochissime e spesso finite “a tarallucci e vino”, più vino che tarallucci. Se così non fosse, non sarebbe Ed che indipendente lo è davvero, in tutto.
Il fatto è che stasera Ed Schmidt e i suoi, erano per la prima volta insieme sul palco (eccezion fatta per quanto riguarda i due strumenti che lo accompagnano da tempo: la solida chitarra e chitarra basso, di Sergio Frattari e la carezzevole ritmica della batteria di Dino Pulcini). Una memorabile prima volta. In un perfetto gioco di regia si sono alternati sul palco accanto a Ed, Eugenia Di Bonaventura
che col suo violoncello ha evocato profondità di abissi marini e pathos, Fabio Emidio Zeppilli incisivo nei suoi interventi quasi jazzistici al sax, e la voce calda di Romana Stella, perfetto contrappunto alla voce chiara di “Eddie”.

mercoledì 3 aprile 2013

Vi racconto UT e...


139 copie di tiratura, più 31 per l'archivio e i collaboratori. Totale 170 copie di “follia” allo stato puro, perché definire altrimenti UT non sarebbe possibile né, da parte nostra, auspicabile. UT è una rivista bimestrale d'arte e fatti e bla bla... il solito ritornello che ripetiamo ormai da sei anni. Stampata su cartoncino pregiato, ha al suo interno un'opera d'arte vera, niente cartoline o immagini tarocche, che l'artista collaboratore numera e firma con le sue mani, dopo aver scelto tra le prove d'autore che Francesco Del Zompo provvede a inviargli. Graficamente, UT è un gioiello che non ha pagine numerate, si svolge, come il mantice di una fisarmonica. Parte dalla tradizione della “plaquette” e della stampa d'arte, e si concettualizza attraverso l'elaborazione teorica di Ted Polhemus sull'indispensabilità degli “oggetti belli e intelligenti”. UT è piacevole al tatto, bella alla vista, intrigante per la mente. Se aggiungessimo due gocce di Chanel N.5 saremmo anche sensuali, ma sarebbe troppo.