martedì 27 gennaio 2015

Ruggero Savinio al Forte malatestiano di Ascoli Piceno dal 31 gennaio al 3 maggio 2015. Fabula picta

Ruggero Savinio è nato a Torino nel 1934. Nipote di Giorgio de Chirico e figlio di Alberto Savinio, ha tenuto per sé il nome d’arte del padre.
Ruggero Savinio ha sempre voluto tenersi legato alla tradizione pittorica, dalla pittura greco-romana ai veneti del Cinquecento, l’amato Tiziano ultimo, ai nostri Piccio, Fontanesi, Ranzoni, a un pittore tedesco, Hans von Marées, del quale l’ha molto colpito l’idea che l’immagine pittorica non è al principio, ma alla fine di un percorso. Nel 1956 la sua prima mostra a Roma, insieme a due amici pittori, presentata da Giuseppe Ungaretti.

giovedì 22 gennaio 2015

Brahms a Fermo.Tutti a prendere il tè?

Fossimo discendenti della settima duchessa di Bedford, o marocchini cultori della Atay Naa Naa, o cinesi studiosi del Canone del tè di Lù Yu, forse mi sarei dato questa spiegazione del bel Teatro dell’Aquila quasi deserto: alle 5 di pomeriggio, guai perdersi il tè. Pazienza per Brahms. Ma a Fermo… Più probabile che la gente sia andata allo stadio (eccitazione nell’aria, indicazioni per la “tifoseria ospite”, qualche divieto e transenne in giro) o a seguire le partite appiccicati alla tivvù, o a fare la pennichella domenicale, o a tramare di politiche PD… Un concerto? Bah!

lunedì 19 gennaio 2015

Bologna, SETUP Contemporary Art | 23 > 25 gennaio 28mq. Fai spazio al tuo stile

Torna a Bologna SETUP Contemporary Art Fair, la fiera dedicata all'arte emergente di qualità, che durante la consueta settimana dell’arte, da Venerdì 23 fino a domenica 25 gennaio 2015 animerà le stanze ubicate al primo piano dell'Autostazione di Bologna, in Piazza XX Settembre, temporaneamente abitate da un folto numero di espositori tra cui torna, riconfermata per il terzo anno consecutivo, anche Yoruba.

mercoledì 14 gennaio 2015

Antonietta la maestra


Quando passa lei
il lungomare ha un senso.
Emiliana di Faenza
vita di maestra a Buenos Aires
ospite fissa a Grottammare
Atleta coi bastoncini
chilometri in su e in giù, ticchettando
senza fretta, senza tempo, col suo ritmo giusto
Ah, come va…
come tre trentenni ma senza l’ansia,
un occhio a terra e uno al mare
Al saluto si ferma, sorride
Non vedi stanchezza (“anche se il ginocchio fa male”)
Sa raccontare, breve e profondo
Averla avuta una maestra così.

PGC

Il problema delle traduzioni corrette arriva a San Pietroburgo. Ugo Mushmula Germanskaya (Ugo Nespolo – Ugo Medlar – Ugo Mushmula Germanskaya)

Buongiorno, sindacokondannato Kasparov, io pasato feste natalizie in tua Sankt-Benedikt e adeso, tornata in Sankt-Peterburg, vuole te mandare miei saluti. Tu sta bene? Tu ha rotto porcelino-salvadanaio per pagare debito di tua kondana da Corte di Conti? Io spera di sì, se no cosa pensa tuoi suditi, chi solo loro deve rispetare legi e tu invece no paga e fa il furbo? In mia vacanza io visto in molti punti di Sankt-Benedikt grandi plakat (carteloni voi dice, da?) chi ilustra i luoghi interesanti di vostra citadina. Tu no devi te ofende, ma quei cartelli è molto bufisimi.

giovedì 8 gennaio 2015

Nespole, che traduzione! [Il “Circolo dei Sambenedettesi”, Ugo NESPOLO e Ugo MEDLAR]

Ho visto qualcuno sentirsi male dal ridere. Così mi sono avvicinato anch’io, a uno dei nuovissimi totem che, posizionati nei punti strategici della città, raccontano in sintesi la storia di San Benedetto. Questo è il più centrale di tutti: in un italiano non proprio eccelso, vi si parla come è giusto delle Opere d’Arte che abbelliscono il Corso pedonale (sorvolando, meglio così, sul fatto che gli illuministi sambenedettesi dell’epoca minacciarono un referendum per sradicare quelle opere “troppo moderne” e “offensive” per il decoro pubblico come lo si intende qua).

domenica 4 gennaio 2015

American Sniper. C'è guerra e guerra

C’è guerra e guerra. La prima guerra mondiale, trincea e filo spinato, ancora quasi un corpo a corpo, e poteva capitare di “vedere gli occhi di un uomo che muore”. La seconda, si sganciavano bombe dagli aerei, il nemico era un obiettivo strategico, ne facevi fuori anche migliaia per volta senza vederne uno.

Infine, le guerre d’ Oriente (Iraq, Afghanistan, Siria ecc.) , il nemico lo devi guardare da molto vicino, dal mirino telescopico del fucile, e continuare a guardarlo quando è steso a terra stecchito, per riferire con burocratica precisione al superiore all’altro capo del telefono tutti i dettagli dell’operazione.

venerdì 2 gennaio 2015

All'Antico Caffè Soriano Inter – Lazio, più AMARChORD DUO: non c’è stata partita


Troppo evidente in campo la superiorità tattica, agonistica (e culturale) dei giovanissimi fuoriclasse Ljuba De Angelis Filippo Poderini, pur in due contro i ventidue di Inter-Lazio, e fuori-casa e senza propri tifosi al seguito. Inter e Lazio hanno poi patteggiato e pareggiato 2-2, ma a lume di naso i (tele)spettatori (diciamo gli incomprensibili interisti) non si sono granché divertiti. Almeno quelli del Caffè Soriano, cui l’apericena - ma chi glielo ha dato ‘sto nome? - stava per andargli di traverso a forza di trangugiare nervosi e alla cieca, il collo dolorosamente ritorto verso i Panasonic XXL che trasmettevano la partita sulle loro teste. Ma peggio si meritano. Non potevano, piuttosto, ascoltarsi in pace “solo” il duo Amarchord? Non gli sarebbe venuto il torcicollo, le loro orecchie avrebbero goduto, si sarebbero perfino guardati in faccia, ammirato e gustato cosa mangiavano... e magari pure l’apericena cambiava nome.