lunedì 8 luglio 2013

Il Festival del Cinema ritrovato. Ci sono reperti e reperti...

Quello che si vede nell'immagine, è un proiettore cinematografico muto, modello Splendor della Prevost. È datato primi anni '20, l'avanzamento della pellicola è a mano e i fotogrammi al secondo sono 16. Al Cinema ritrovato si è visto anche questo, un proiettore da commozione cinefila pura, con tanto di “camino di scarico” per l'ossido di carbonio prodotto dai “carboncini” per l'illuminazione della pellicola: nessun fascio di luce, al cinema, è stato mai come quello prodotto dai vecchi, indimenticabili, elettrodi o carboncini (cfr. Nuovo Cinema Paradiso su tutti).
Stiamo parlando insomma, non di un reperto archeologico (come potrebbe sembrare a prima vista), ma di un vero e proprio proiettore ancora perfettamente funzionante che, nel corso di una serata di cinema “tenero”, ci ha fatto riassaporare il gusto di guardare i vecchi film muti rispettandone soprattutto il numero dei fotogrammi al secondo (aspetto niente affatto marginale). Così, in rigoroso ordine casuale, nella stracolma Piazzetta Pasolini della Cineteca di Bologna, sono stati proiettati 7 brevi (e brevissimi) film che vanno dal 1903 al 1907, tutti appartenenti al Gaumont Pathé Archives. Il primo, più che brevissimo, è stato Panorama de Constantine, 2 minuti a 16 fotogrammi al secondo, un bianco e nero da urlo anche se per, praticamente, una cartolina di immagini in movimento. Poi sono iniziati i film comici e quelli drammatici (con tanto di morti truculente) virati e non, qualcuno dotato di un suo fascino altri meno. Elencarli equivale a mettere in fila stati d'animo, e lo facciamo esattamente con questo scopo. Douanier séduit (1907); Les voleurs incendiaires (1907); Trois sous de poireaux, per la regia di Georges Hatot (1907); Le bagne des gosses (1907); La Vengeance du clerc du notaire (1906) e il “fantastico” Les roses magiques, per la regia di Segundo de Chomón (1906). C'è da dire, che senza questi primi, rudimentali film girati a macchina unica, molti capolavori del cinema muto non sarebbero esistiti. Dai lever de rideau ai cortometraggi, gli inizi del cinema senza voce sono serviti a dettare le regole di tutta la cinematografia che sarà fino al 1927 quando Il cantante di Jazz cambierà il mondo.  

Massimo Consorti

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