lunedì 21 ottobre 2019

Lib(e)ri per la gola


In giro per il centro di Sben ho scoperto un nuovo e strabiliante supermarket del food. O meglio, della pasta dei "Migliori Pastifici Artigianali". L'aspetto è curato e il rosso della vetrina ne risalta il pakaging. L'ultima frontiera della Mondadori in città. Prendere per la gola oltre il profumo di stampa. 

Forse si vendono all'interno libri all'amatricida, alla livornese o alla puttanesca. Sempre artigianali e per i palati più raffinati. Marketing sperimentale e neuronale.

Francesco Del Zompo - 21/10/2019


venerdì 18 ottobre 2019

MANETTE NAUTICHE

San Benedetto. Tutto comincia da unesercitazione 
della Guardia di Finanza


        Mentre - a gran fatica - il Governo medita manette per i grandi evasori fiscali e va dolorosamente partorendo misure che forse innalzeranno di qualche anno la permanenza nelle patrie galere di questi malfattori neanche tanto nascosti, a San Benedetto le Fiamme Gialle si portano avanti col lavoro. 

        E che qualcuno deve averglielo detto, che in un posto di mare molti evasori stanno in mare. Proprio davanti alle loro potenti, pulitissime ma immobili barche grigie. Così decidono di muoverle un po, per sgranchirle e prepararle alla futura cattura degli evasori marini, con un Esercitazione simulata di intercettazione e inseguimento di un potente gommone (sic).

       Quindi, informata la stampa (e confezionatole anche la velinona istituzionale), radunati alcuni Comandanti e Alti Ufficiali pure di fuori (Ancona), invitano un paio di Prefetti per una crociera operativa, alias innocua ma emozionante gita in mare.

        In rete e sui giornali on-line ci sono le immagini, non sembrano un fotomontaggio.

        Vi hanno rischiosamente partecipato, oltre al gommone che era così veloce che non si vede il numero, il Guardiacoste G 215, i motoscafi V 2052 - V 612 e lelicottero GF 99 del Reparto Operativo Aeronavale. Se ho omesso qualcuno non arrestatemi.

         Ma che era un furbo diversivo lhanno capito tutti: infatti al ritorno i finanzieri (e i Prefetti) hanno trovato il Porto Turistico di San Benedetto VUOTO, DESERTO, senza più nemmeno una barcaimportante. Quelle grosse erano partite per prime a razzo (a palla allazzata, direbbe Camilleri) lasciando cattivissime scie bianche dove le meno grandi hanno rischiato il naufragio. Per fortuna niente incidenti, tutti gli evasori sono scappati dove volevano, con i propri bancomat. Quando il Governo decidesse manette nautiche, tiè Finanza!

  
Nota importante 

         Questo pezzo contiene notizie vere e notizie false, sta ai lettori distinguerle. Dài, stavolta è facile. 


PGC - 18 ottobre 2019


mercoledì 16 ottobre 2019

VIVALDI PÄRT-TIME

VIVALDI 
      PÄRT

FORM ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA
VOCALIA CONSORT - VOX POETICA ENSEMBLE

TOLENTINO ABBADIA di FIASTRA   
13 ottobre 2019  h 16


VIVALDI  PÄRT-TIME


         Sono larmonia, la precisione, la bellezza, il tempo, la ragione e il sentimento dei milioni di mattoni dellAbbadia di Fiastra, a dare lidea di questo speciale concerto pomeridiano ad orario ridotto: 50 minuti, garantisce il direttore artistico Tiberi.

Orchestra e cori nella crociera del tronchetto, sotto la cupola; il pubblico per lo più nella navata centrale. Intorno solo la moltitudine di mattoni a vista, pulitissimi da sembrar nuovi. Non statue nè dipinti di santi [salvo qualche affresco per caso], non ornamentosi altari dei miracoli, non ori nè oziose decorazioni: ora et labora - lideale benedettino di lavoro e preghiera - qui dentro è ancora rispettato. [Fuori della chiesa meno: assedio - quasi ordinato - di centinaia di auto, pesanti odori di grigliate dai gazebo, aria di ricreazione domenicale, non proprio misticismo e sobrietà]

         Ma è subito Arvo Pärt: Da pacem Domine, un largo lento, sennò non sarebbe Pärt Gli archi matematicamente alternati alle voci (si rispondono, senza guardarsi), e le note - poche - tenute lunghe e/o in successioni (quasi prevedibili), di terza, di quinta ma cariche - non si sa come - di spiritualità e mistero e pure un po di dolore, uno diventa religioso per forza, mi vien da pensare. Eh, questi di FORM sanno come suonarlo Arvo Pärt, sembrano estoni di Tallin. 

         Musicalmente più elaborato il Salve Regina, i due cori misti (siamo precisi!) come fusi nellorchestra qui lavorano molto di più. Ciò che sempre stupisce è il pragmatismo nordico e la modernità di Pärt, la semplicità complessa tendente al minimalismo spinto, al mistico profondo obbligatorio eppure mai oppressivo, al politico nel senso più alto. Tu ascolti e ti passa davanti la Storia (fin dal Medioevo) e la Geografia (a partire dallOriente); e vedi colori, cioè quasi abbini certe note a certi colori (come da qualche parte scrive Oliver Sacks). La musica ti suona proprio nella mente. Sei preso. 

Arvo Pärt magari in part-time ti ipnotizza, con la complicità del grande solitario rosone dellabside, sempre più illuminato dai raggi del pomeriggio, sulla linea visiva di orchestra-direttore-cori misti. 

         Ma ecco il linguaggio sacro della musica impennarsi con questo Vivaldi delle 11 composizioni liturgiche del Gloria in re magg. Un Vivaldi - che ha 300 anni meno di Part! - che forse molti di noi non si aspettano. Anche gli spartiti, per lenergia che devono produrre, si fanno ad occhio più fitti e scuri. I violini e le viole si posizionano in punta di sedia come ciclisti in fuga pronti a scattare, o magari solo per dei deliziosi pizzicati corali; i due contrabbassi (assieme al direttore Berrini hanno la visuale completa) sorvegliano con lautorevolezza dei loro grandi hertz; oboe e tromba, pur defilati, aggiungono calore alla tessitura dellinvisibile tela di preghiere, sentimenti, misteri e perfino polifonici paesaggi prodotti con traboccante fantasia dal nutrito plotone di viole-violini-violoncelli; con le piccole ma grandi Cristina Picozzi-soprano e Roberta Sollazzo-mezzosoprano che spuntano dai cori-misti per duettare in latino tra loro, con loboe, col violoncello Ne risulta complessivamente un vasto affresco musicale, dipinto alla maniera del Tiepolo, con ampie campate di colore con unenergia leggera ma possente in uno spazio vibrante daria e di luce.. Poi si sa, cè del barocco in Vivaldi.

         Mentre usciamo dalla chiesa, allo scadere dei 50 minuti, il sole da ovest si fa strada con prepotenza dal rosone sulla facciata, e il fascio di luce - parallelo al pavimento - colpisce giusto laltro rosone dellabside.

         Cosaltro cè di magico, o di pagano, stasera?


PGC - 15 ottobre 2019


venerdì 4 ottobre 2019

Le fiabe di Antonio De Signoribus: “Stradivari”

       Gioca con la fantasia, Antonio de Signoribus, quando non se ne va seriosamente in giro per le Marche a scovare leggende antiche e a studiarle con passione autentica e rara. 

E quando gioca scrive fiabe. Come il fanciullino che pascolianamente rimpicciolisce per poter veder meglio, ingrandisce per ammirare e provare stupore, egli si cala nel reale per restituirlo, arricchito dagli stilemi del racconto fantastico, a bambini e adulti in ugual misura: quelli vi scopriranno, forse inconsapevoli, le chiavi per entrare nelloggi;  questi vi adatteranno il filtro del proprio vissuto e nella fiaba ritroveranno con stupore le voci di dentro dimenticate nella fretta

      È così nella pressoché introvabile Stradivari, preziosa fiaba scoperta quasi per caso tra le edizioni di qualche anno fa dellAssociazione Culturale La Luna.

      Lo chiamavano Stradivari perchè suonava il violino: così nellincipit, e il soprannome che i paesani danno al protagonista ha il sapore verghiano dei paeselli dove tutti hanno un soprannome - come quel Rosso Malpelo che si chiamava così perché aveva i capelli rossi - e il soprannome definisce unidentità. 

Fa il sarto, Stradivari, ma tutto lo vogliono, alle feste, per quel suo violino che rallegra ed entra nellanima, anche quando le note si fanno stridule se il sarto ha bevuto un bicchiere di troppo. 

      Ma il dato di realtà trascolora presto nella nebbia che confonde e sfuma i contorni. Il carnevale, il ballo nella città vicina, il buon vino novello e linvito ben pagato a suonare per la festa: di colpo nulla è più ciò che sembra e lavventura dellonesto  suonatore di violino sarà una discesa nellenigma, fin quasi alla perdita di sé. Salverà appena in tempo lanima, il povero Stradivari, prima che lo sfavillio del denaro e il luccicar di lustrini lo perdano per sempre. Ma il prezzo pagato è alto, e il finale più malinconico e amaro del rassicurante vissero tutti felici e contenti.

       La fantasia sa disegnare scenari inquietanti e ambigui, e nelle fiabe spesso crudeli della nostra infanzia essa ci porgechiavi e prospettive inattese per leggere il reale. 

Così il mistero e linsondabile, che il nostro prosaico oggi ha espulso da sé, De Signoribus lo esplora attraversando miti e leggende, scandagliando limmaginario popolare, interiorizzandone il sostrato etico e morale, trasferendolo nelle sue fiabe. 

E queste sono allora favole fino a un certo punto: sono piuttosto un punto di vista altro sul reale, una prospettiva da cui calarsi empaticamente dentro la fragilità del nostro mondo umano, di quellal di qua troppo avaro di fantasia e di speranza, dove tutti possiamo essere prima o poi quel violino che non suonò più per tutto il resto della sua vita.


Sara Di Giuseppe - 4 Ottobre 2019


“LA NOSTRA CASA È IN FIAMME”, costruiamone ancora!

La variante REMER si farà: Un borgo naturalistico di 80 appartamenti immerso nella natura della Riserva Sentina.Più di 3 milioni per le casse comunali.

 LA NOSTRA CASA È IN FIAMME, costruiamone ancora!

     La scena a San Benedetto cambia ancora ma è sempre uguale: mattoni, asfalto ferro e cemento. Palazzi, Residence, Centri Commerciali. E case su case su case, con ingordigia. Insultando la lingua italiana, ora li chiamano borghi

    Un borgo alla Sentina ci mancava. E come non costruirlo, quando è proprio sullaspetto naturalistico che puntano i privati in quanto negli ultimi anni sarebbe cresciuta la domanda per siti immersi nella natura…”. Quindi cosa fanno gli architetti? Propongono progettano e firmano gli orrori che vedete. E cosa fa il Comune? Concede col sorriso e passa allincasso, 3 milioni e rotti, altro cheedilizia sociale. E la rimpicciolita Sentina, che si restringe e intristisce sempre più? Zitta, si capisce. Avrà solo molta più gente che farà intorno pipì, più auto, più scooter, più rumori, più soldi, più turisti stupidi.

      E lambiente, la natura? Linquinamento? Le polveri? I rumori? 
La ci-o-due?

Eddài! Eddài, tranquilli, ovvio che sarà tutto in regola, mica siamo banditi

     E poi senti lultima, questa gli è sfuggita, al Corriere Adriatico: il super-attico di questo borgo così ecologico, quello con vista sui laghetti della Sentina, lha comprato GRETA THUNBERG (anche la sua casa è in fiamme).

     Nota importante: in questo pezzo alcune notizie sono vere, altre false. Al lettore il compito di distinguerle. Se non ce la fa pazienza. Potrà sempre fare il giornalista o il politico.


PGC - 4 ottobre 2019