domenica 31 marzo 2013

L'insostenibile pesantezza del silenzio. In scena al Teatro Aikot27, “Gerstein” da Hochhuth, con Vincenzo Di Bonaventura.


Il silenzio può essere criminale. Quello di Pio XII sulla Shoa, superiori ragioni di real-politk comprese, lo è stato. Ancora oggi, l'assenza di Papa Pacelli dallo scenario politico mondiale, durante il genocidio del popolo ebraico ad opera dei nazisti, è un tema di estrema attualità, e rappresenta uno dei vulnus nei rapporti fra ebrei e cattolici. E quanto questo “peccato” pesi, umanamente e storicamente, è anche certificato dall'ostracismo che il testo di Rolf Hochhuth ha avuto fin dalla sua prima uscita, osteggiato, quasi demonizzato, da quegli ambienti legati alla gerarchia vaticana che faranno un passo indietro solo dopo le pubbliche scuse di Papa Woijtyla nel marzo del 2000.

sabato 30 marzo 2013

Quando a Richard si permette di fare il... Gere: “La frode”.


Premetto. Non ho perso un film con Richard Gere dal 1978, quando Terrence Malick lo diresse ne I giorni del cielo. Mi piace ricordare che per quel film Richard Gere, vinse il David di Donatello come miglior attore straniero. Seguirono poi film di grande successo commerciale come American Gigolò e Ufficiale gentiluomo, e la sua carriera imboccò un'altra strada. Ritengo che Gere sia il più sottovalutato attore del cinema americano, prigioniero del suo aspetto fisico che lo ha incanalato in ruoli da bello e basta. Il giovane regista Nicholas Jarecky con il suo primo film Arbitrage,

venerdì 29 marzo 2013

È rosso il cielo d'Irlanda. Alex Di Salvatore e la prima di “A dire il vero” al Pub Le Grotte.

Alex Di Salvatore e lo special-guest Eddy Massetti
Metti una serata spensierata, una buona birra rossa e fresca, una sala dalle rosse pareti, una manciata di ballate un po' country un po' folk dalla marcata tensione morale e civile dei testi (citiamo un titolo su tutti: Rinnovamento morale), il riflesso incondizionato di battere il piede che certi ritmi alla Massimo Bubola provocano e tornare ai vent'anni è un attimo. Quelle songs, liriche e narrative a tratti, e subito dopo intimiste e urlate al contempo, hanno il sapore degli anni universitari, quando le sere le passavi nelle cantine ad ascoltare gruppi di studenti che il giorno studiavano e la sera sognavano di diventare musicisti, cantautori... E allora sfonda una porta aperta Alex Di Salvatore, il cantautore sambenedettese che stasera, al pub Le Grotte (Grottammare, AP) ha imbracciato la chitarra e con la sua band (Michele Massoni alla batteria, Paolo Incicco al

mercoledì 27 marzo 2013

Massimo Gramellini, scrittore di bestseller. Come vendere un milione di copie in tempo di crisi.


Confesso. Massimo Gramellini non mi piace. Non mi piacciono i suoi Buongiorno sulla Stampa, retorici e buonisti e neanche gli interventi da Fazio, troppo spesso una ripetizione dei suoi articoli. Mi avete scoperto, sono una fan dell'Amaca di Michele Serra, caustico e politico. Non avrei mai letto l'ultimo romanzo di Gramellini se un mio caro amico non lo avesse tenuto in bella mostra su una mensola del suo studio di grafico. "Lo hai letto?" gli chiedo. "Solo qualche pagina, è un regalo. Se vuoi leggilo." E me lo porge. Da quando hanno inventato gli ebook, che acquisto a metà prezzo o scarico gratuitamente sul tablet e leggo senza nessun senso di colpa, mi piace soffermarmi ed ammirare quell'oggetto in via di estinzione che è il libro. Copertina su sfondo azzurro, bimbo che gioca con palloncino rosso. Molto simile alla copertina di un altro libro di grande successo commerciale Il cacciatore di aquiloni di Hosseini edito da Piemme. Sicuramente il target di pubblico è lo stesso. Giro il libro tra le mani. Non è particolarmente voluminoso, dimensione dei caratteri medio grandi, ha l’aspetto di un breviario.

Achille Campanile al Teatro dell'Olmo. Letture sceniche di sera.


Laboratorio Teatrale "Re Nudo" - foto d'archivio
Il teatro si anima, come per un vento funambolico che ne muove le presenze, alita intorno ai costumi colorati dei giovani attori, si disegna nelle loro pose paradossali, in una dinamica speciale che ce ne restituisce la vitalità . E’ di scena Achille Campanile, in Visita di condoglianze , Tragedie in due battute, Centocinquanta la gallina canta, Acqua minerale, La quercia del Tasso, Dramma giallo.
Gli attori, tutti nuovi, si avvicendano ai leggii, animando lo spazio di una recitazione fatta di vivacità estrema, gesti e pose esplosive, voci spiegate a rendere

Violino a vento.


[Trento, via Oss Mazurana/6. 3. 2013h16,30/Ascolto libero, posti non riservati, niente sedie, se piove piove, vento di sicuro: Foehn o Thun]

A due passi dal Duomo, per il suo “Concerto per violino solista” ha scelto uno dei posti più esclusivi della città. Vicino a Geox, per respirare meglio, e a Kiko/coming soon-correttori, per proteggersi contro pelle secca e rughe, e quasi sopra a un vecchio tombino SIP
Certo non è un posto riparato dal vento, infatti tira il FOEHN che ti asciuga la faccia. Che non sarebbe un vento freddo, anzi, ma la gente gira imbacuccata e infreddolita lo stesso, tra i negozi extra lusso dalle vetrine

sabato 23 marzo 2013

God save the Raf (Ferrari)... Ma allora la qualità c'è.

"In fondo alla scala". E la presentazione del concerto di Raf Ferrari è fatta. Probabilmente è la sintesi del suo far musica, dentro c'è tutto e le note e i ritmi e le voci degli strumenti, disegnano già una poesia che è in fieri e che si svilupperà seguendo mille strade diverse. Location elegante, raffinata, quasi inibente, quella di Eusebi Arredamenti, un luogo che non si presta a facili commenti, "tempio" del desing com'è. E allora un quartetto jazz dei più strambi (pianoforte, batteria, contrabbasso e violoncello) si inserisce quasi di diritto in una location in cui le forme e gli oggetti sono arte. Anche quella di Raf Ferrari lo è, e delle più coinvolgenti e innovative che ci sia capitato di ascoltare ultimamente in giro... "Il vuoto" è una stupenda suite, basata su un giro di note che si arricchiscono con un arabesque di intromissioni di violoncello che ne segnano la melodia.

domenica 10 marzo 2013

Sta per uscire “Upping the Ante”, l'ultimo cd di Ed Schmidt. Lo abbiamo ascoltato in anteprima.

Difficile, per chi ha tenuto per mesi Sometimes come suoneria del cellulare, parlare di Ed Schmidt
Va fatto, e è doveroso farlo, perché Ed è un “indipendente” che, da anni, tuona in musica contro il mercato e non solo quello discografico. 
Maledetto vento anarchico, quando accarezza le orecchie e la pelle, come fa Ed.
Abbiamo amato il suo lavoro al primo ascolto. Dieci, cento, mille suggestioni e altrettanti possibili richiami, anche quelli a una tradizione cantautorale o “folksinger” alta e nobile, ma così tanto amata dal mercato da essere considerata, almeno da noi, alla stregua di uno svilimento. Non amiamo i raffronti, ancora meno i confronti. Stimiamo gli artisti seri e siamo convinti che siano in possesso di una loro cifra, di una carta d'identità

sabato 9 marzo 2013

Il concerto di Irma Picari alle prese con l'irripetibilità jarrettiana.

Una premessa: di Keith Jarrett ce n'è uno, e la fregatura è che si può considerare irripetibile, non clonabile. Non siamo abituati, per natura e convinzione religiosa, a creare né eroi né miti, e non lo abbiamo fatto neppure con Keith Jarrett. La ragione? Lui mito c'è nato. Il nostro amico PiGi dice che Jarrett ha due cervelli, non due teste, proprio due cervelli in un'unica sca-tola cranica. Con il primo guida la mano sinistra, con il secondo la mano destra. Si sente. Ne siamo convinti da sempre, anche se non eravamo arrivati a una spiegazione di tale rilevanza scientifica. Un'altra premessa: Koln Concert è stata la colonna sonora di uno dei periodi più intensi della nostra vita, e la conseguenza è che ne conosciamo ogni nota, ogni sfumatura, ogni corda d'acciaio arroventata e il momento in cui si arroventa. Uno dice “sì, vabbè, ma che c'entra con il concerto di Irma Picari di questa sera?” C'entra. Spieghiamo il perché. Date le premesse, quell'uno di prima potrebbe credere che siamo andati al Teatro Concordia imbottiti di pre-idee, e invece no.