mercoledì 29 maggio 2013

Giordano Teodoldi, uno splendido outsider. La recensione (quasi) impossibile di Raffaello Palumbo Mosca

I segnalati, primo romanzo di Giordano Teodoldi dopo la fortunata raccolta di racconti Io odio John Updike, è un libro decisamente spiazzante; a lungo mi sono chiesto come fosse possibile parlarne, se non evocando immagini e suoni: l’angoscia straziante e finemente modulata del Pierrot Lunaire di Schoenberg, ad esempio, o l’Urlo di Munch o ancora, e più in generale, quelle atmosfere decadenti e arcaiche così care ad un certo pensiero mitico-magico degli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Forse il modo migliore di procedere è per avvicinamenti progressivi. Iniziamo allora con il titolo, che è un chiaro riferimento all’opera Die Gezeichneten (I predestinati o, appunto, I segnalati del 1918) di Franz Schrecker (1878-1934). Le trame dell’opera di Schrecker e del romanzo di Teodoldi sono, come è ovvio, molto diverse, ma comuni sono i temi fondanti: la deformità, la sessualità morbosa, l’inquietante inafferrabilità della bellezza (tutti temi, del resto, usuali dell’espressionismo tedesco del tempo); comune a Schrecker e Teodoldi è poi l’azzardo massimalista di trattare e fondere tutti questi motivi all’interno di un’unica opera.

venerdì 24 maggio 2013

Léo nonostante la crisi: il 18 Festival Ferrè - Edizione del ventennale

Edizione davvero straordinaria questa del ventennale della morte di Léo Ferré, il poeta musicista legato da una bella storia di amicizia e di solidarietà artistica alla città di San Benedetto del Tronto che, pure nelle difficoltà economiche nazionali e locali del precario momento, si è cercato di onorare gettando il cuore oltre l’ostacolo, sia come Centro Léo Ferré che come Amministrazione e Cittadinanza.
Abbiamo così ancora una volta la possibilità di esibire il fiore all’occhiello di un Festival che ha prestigio e eco internazionali, come ulteriormente dimostra la richiesta da parte del regista francese Bernard Gille di essere presente al Festival per terminare il film documentario che sta girando su Ferré con riprese sul posto; come pure ne è conferma la richiesta dello scrittore francese Jacques Vassal di presentare in prima assoluta il suo nuovo libro su Ferré proprio nella circostanza del Festival del ventennale.

Il programma, in tre serate, si commenta da sé: il trio del cantautore livornese, Bobo Rondelli, forse l’artista tenero e graffiante più ambito del momento; il trio della raffinata e originale interprete jazz Tiziana Ghiglione; il sestetto magico dei Têtes de Bois, talentuosi interpreti italiani di Ferré;

giovedì 23 maggio 2013

L'ultimo viaggio (senza passaporto) di Georges Moustaki, lo “straniero”. Una grande classe con un filo di voce.

Ho intervistato Georges Moustaki il 22 maggio del 1998: Festival Ferré. Incuteva rispetto, forse per quella barba bianca che non spiccava affatto sul suo vestito candido più della barba. Di quella intervista, ricordo perfettamente alcuni passaggi; quello su Dio, ad esempio, che c'è ma non c'è, che s'incarna nella natura e non c'è mai quando serve. Di un mondo senza passaporti e la possibilità di viaggiare non dovendo essere costretti a cambiare soldi a ogni passaggio di confine. A breve, almeno in Europa, il sogno di Moustaki si sarebbe avverato: il trattato di Schengen avrebbe aperto le frontiere, l'euro reso unica la valuta. Durante il suo soggiorno da queste parti, trovò il tempo di andare a Castelfidardo per acquistare una fisarmonica 3/4, non un bandoneon né un organetto, proprio una fisarmonica. Il bello fu che, durante il viaggio di ritorno, si piazzò davanti a un grosso negozio di calzature e iniziò a suonarla. Incassò la bellezza di 9mila lire, spese a vino.

Inaugurata la mostra romana di Vittorio Amadio. Full immersion nell'arte del maestro di Castel di Lama

Se c'è un aspetto che colpisce della "personale" di Vittorio Amadio a Roma (ex Mulini Biondi, fino al 12 giugno), è il connubio fra arte e architettura che spicca prepotentemente nell'allestimento. Da una parte c'è infatti l'estro creativo a tutto tondo, e con tutti i materiali possibili, del maestro di Castel di Lama. Dall'altra il rigore estetico-formale con il quale la Pro Arch BCD (acronimo di Gianfranco Brocchetti, Marco Maria Cupelloni e Fabrizio Delle Fratte), ha inteso creare il percorso artistico-conoscitivo di un artista che fa delle forme e dei colori la sua mission spirituale.

mercoledì 22 maggio 2013

Pure i titoli, in Jazz. Il concerto di Andrea Bonioli ascoltato (e recensito) da Pier Giorgio Camaioni


Ti pilotavano in schematici appartamenti anni ’60 dai pavimenti in graniglia, e tu trangugiavi ruspanti prelibatezze fatte in casa, bevevi vino denso del nonno, ti accoccolavi su sedie di fòrmica divani similpelle e tappeti finto-persiani, per ascoltare Jazz sconosciuto e segreto ma gustoso. Una volta i CAMERA CONCERTO a San Benedetto erano così. Poi si sono “evoluti”. Adesso, capita che ti ospitino in un confortevole ristorante-chalet, che fa pesce come si deve. E per star sicuri, ecco un gruppo di musicisti che già si conosce. La Bussola è affidabile, è una garanzia, sennò non si chiamerebbe Bussola… Andrea Bonioli Quartet, quelli del disco con gli occhiali Ray-ban d’antan verdi e coi titoli buffi:

lunedì 20 maggio 2013

Torino: tanti fogli bianchi, pennellati di nero tipografico, eppur colorati

Sarebbe felice Gutenberg, nel constatare che cosa ne è stato della stampa dopo di lui. Forse si aggira con noi tra i corridoi del Salone del Libro di Torino 2013. Giovedì pomeriggio h 16.00. Case editrici, spazio Regioni, sale colorate per e dai dibattiti, corner, allestimenti, cataloghi cerchiati di appuntamenti da non perdere, la Rai in diretta, Fahre, sempre la 3: tante donne e tanti uomini, ragazzi e scolaresche tutti ospiti del medesimo spazio, numerato per non perdersi, dedicato quest’anno alla “creatività”. Tutti carichi di un peso leggero, quello della cultura, vanno e vengono, tornano, si spostano, si fermano, esplorano, toccano, guardano, scelgono, osservano, cercano, ascoltano. Pensano. Si pongono domande. Cercano risposte. 

domenica 19 maggio 2013

Arte al quadrato. La mostra di Albert Casals e Joaquim Pujol Grau a Pescara

Joaquim Pujol Grau, Albert Casals, Vittorio Amadio
È nostra convinzione che prima di scrivere di un artista, occorra una discreta frequentazione. Non stiamo parlando di amicizia, che è una dimensione umana più complessa, ma di comunicazione in senso lato, quella specie di colloquio a quattr'occhi che consente molto spesso di penetrare mondi e sensibilità indispensabili per un approccio serio e senza pre-idee a un mondo complicatissimo qual è quello dell'arte contemporanea. Con Albert Casals e Joaquim Pujol Grau (Vittorio Amadio interprete occasionale di spagnolo, e interlocutore mai passivo), abbiamo parlato di tutto meno che della loro arte. Capire da dove partono, che tipo di percorso hanno fatto, a quale stile si rifanno, quali sono i loro punti imprescindibili di riferimento e

giovedì 16 maggio 2013

“Papaveri, vipere e papere”. L'Italia di oggi cantata da Francesco De Gregori. Un signor concerto con un interprete impeccabile.


Dipende da quello che uno vuole andando a un concerto di Francesco De Gregori. Se pensa che ad accompagnarlo siano Jeff Beck e Billy Cobham, Mauro Pagani e Roger Water, Rick Wakemann e Greg Lake, forse è meglio che cambi destinazione serale. Se invece si “accontenta” di una band composta da fior di professionisti, ma senza picchi autoriali, questo è il concerto che fa per lui. Quando Fabrizio De Andrè iniziò a esibirsi in pubblico, ad accompagnarlo c'era un tamburello. La Pfm sarebbe arrivata molti anni dopo preceduta, nella definitiva rentrée, da tre quinti dei New Trolls (un giovanissimo Eugenio Finardi apriva il concerto).

martedì 14 maggio 2013

A Grottammare Alta, un museo per il Tarpato. L'arte vissuta oltre il disagio. Abbiamo visitato la mostra


Lo conoscevo. Ero entrata più volte nel luogo dove vivevano i suoi quadri e lui, silenzioso, vivente il dolore visibile della sua esistenza, si ritirava come per nascondersi a qualsiasi possibile mondanità: una bottega da autodidatta in Piazza Peretti a Grottammare Alta, il borgo scosceso che abitava la sua pittura, nella realtà come nel sogno. Giacomo Pomili il suo nome. Il Tarpato, la firma della sua arte che evocava un disagio lungo anni, la fatica di sciogliersi alla vita, di tradursi per il mondo. Silenzioso, guardava i visitatori della sua “bottega” dietro una specie di sorriso restìo. I quadri erano allora disposti confusamente, ma non si faceva fatica a coglierne un’inusitata bellezza, singolare e forestiera, per niente dilettantesca. 

mercoledì 8 maggio 2013

UT, presentazione ufficiale della rivista al Salone del Libro di Torino. Giovedì 16 maggio. Ore 16.00


E' ufficiale. Presenteremo UT al Salone Internazionale del Libro di Torino, giovedì 16 maggio alle ore 16.
Il luogo sarà lo stand della Regione Marche, collocato nel Padiglione 2 di Lingotto Fiere - j10 - k09.

Francesco De Gregori - "Sulla strada Tour" - al Palariviera, il 15 maggio. Lo recensiremo per voi.


Francesco De Gregori organizza il suo calendario ancora una volta con grande precisione e rigore: se lo scorso 20 novembre il debutto del tour “Sulla Strada” dall’Atlantico Live di Roma coincise esattamente con l’uscita del nuovo lavoro dallo stesso titolo, la seconda parte di questa lunga tournée, entrata ormai nella storia di quelle di maggior successo dell’artista, ha ripreso il via giovedì 14 marzo ancora dall’Atlantico Live in coincidenza con l’uscita del nuovo singolo “Showtime” e della sua relativa programmazione radiofonica.
Showtime”, con “Guarda che non sono io”, “Ragazza del ‘95” e “Passo d’uomo” è certamente uno dei grandi capolavori di “Sulla Strada”, l’album che ha avuto la forza di stringere un nuovo e fortissimo legame con il pubblico più giovane che puntualmente, data dopo data, fa la differenza di questo tour. “Showtime” è un valzer lento, una canzone d’amore per le cose che passano dolcemente, un fluido di tenerezza verso i ricordi. Qualcosa da assaporare con la pienezza e la consapevolezza del gusto della memoria.

Organizzazione Elite Agency e Best Eventi.


Mercoledì 15 maggio

Il concerto, al Palariviera di San Benedetto del Tronto, inizierà alle 21:30 ed i tagliandi d’ingresso sono disponibili presso le prevendite abituali TicketOne, BookingShow, CiaoTickets, ai seguenti costi + d.p.: primo settore 40,00 secondo settore 30,00 terzo settore 25,22.

lunedì 6 maggio 2013

L’Uomo Fiammifero. Sogni, ricordi e il fango come Bostik

Che titolo! Mi si è scoperchiato di colpo un baule con almeno dieci anni di sogni fortissimi e odorosi, di emozioni polverose, di incontri fantastici o paurosi, di colori abbaglianti, di animali buoni e cattivi. Una miscela infiammabile che faceva i giorni lunghissimi, senza ore, e le notti misteriose, da guardare con occhi a cannocchiale. Io non l’avevo inventato né manco lo pensavo l’Uomo Fiammifero, però i fiammiferi in tasca ce li avevo sempre, come munizioni, e non mancavano nei nascondigli segreti, che mai nessuno scoprì. Il fuoco era per noi un’ossessione, una calamìta irresistibile, dovevamo sempre bruciare qualcosa, di piccolo o di grande, e fare fumo, tanto. Radunavamo rami paglia pezzi di recinti o di tetti, qualsiasi cosa potesse ardere e crepitare. Costruivamo capanne per poi bruciarle come i barbari. Naturalmente era proibitissimo. Ma non eravamo mai stati noi…
La nostra campagna degli anni ’50 era quasi uguale a quella degli anni ’80 di Marco Chiarini. Le ultime “campagne campagne” da vivere totalmente, sempre silenziose salvo quando vi passeggiavano i temporali.

UT al Salone Internazionale del Libro di Torino






UT a Torino. Ci saremo. A breve, comunicheremo il giorno e l'ora della presentazione della rivista, presso lo stand della Regione Marche.
A proposito. Chi vuole collaborare con noi, può inviare i suoi racconti brevi, poesie, fotografie, fumetti, grafiche a:
info@edilandeditrice.com
I temi di UT/2013 sono consultabili cliccando sul link sotto indicato. Per tutte le informazioni, scrivete all'indirizzo email riportato.

Ilje, percussionista allo sbaraglio. Se piove ci sono le pentole. Se manca l'acqua, le taniche.


Ilje (nome inventatissimo), è un ragazzo rumeno di circa trent'anni. La sua presenza si sente, non si vede. Quando ti avvicini, perché quel ritmo sostenuto ha attirato la tua curiosità, ti trovi davanti un'attrezzatura da discarica e ripensi a quando anche tu, ragazzino, picchiavi violentemente sulle pentole e sui secchi di latta con il cucchiaio di legno di tua madre. Per noi ragazzini batteristi però, la storia finiva sempre male, nostra madre ci toglieva il cucchiaio dalle mani e ce lo dava sul culo. A Ilje no. Nessuno si permetterebbe mai, anzi. Lui è uno che il ritmo ce l'ha nel sangue. Nativo di Bucarest (tutti i rumeni sono di Bucarest), Ilje preferisce picchiare su pentolame e taniche varie, piuttosto che ricercare vie facili di guadagno con l'oro rosso.

domenica 5 maggio 2013

Le maratone di Vincenzo. Una Divina Commedia da Guinness dei primati.

Alle “infernali” maratone di Vincenzo Di Bonaventura siamo abituati. Ma quella di ieri è stata tra le più epiche entusiasmanti coinvolgenti massacranti istruttive e commoventi. I primi undici Canti dell’Inferno - quasi 1500 versi - a memoria in 2 ore e 11 minuti. Incluse le “istruzioni” all’ascolto e alla comprensione dell’opera poetica più maestosa e terrificante della letteratura mondiale. E dopo, ancora avventurose incursioni in altri Canti e Gironi. 2 ore 11 minuti è un tempo da maratone di NewYork Londra Boston Praha, ma prova a correrle senza una pausa, un ristoro, neanche un bicchier d’acqua! Fin dalla partenza Vincenzo è andato come un treno, ritmi altissimi, sfiancanti, potenti. Senza un cedimento.