martedì 30 settembre 2014

Chiusa la mostra-festival di Sabatino Polce a Grottammare. Questione di fili


Quando ad una (piccola) mostra
ci vai quattro volte,
vuol dire che non ti attirano “solo”
i dipinti, i disegni, i carillons, le marionette e gli spettacoli.
Sarà che è sembrato pure un gioco,
invece era tutto vero.
Una mostra coerente ma creativa,
leggera ma pensosa,
allegra ma elegante,
intima ma democratica,
semplice ma inimitabile.
Un filo logico legava i quadri e i dipinti,
un filo di musica legava i carillons,
un filo invisibile legava le storie e le fiabe,
le immagini e i silenzi,
le sorprese e le ombre cinesi.
Poi, i fili delle marionette:
fili di vita, di energia, di pensiero, d’ironia;
fili con sentimenti, fili senza solitudine;
fili di comunicazione istintiva e immediata;
fili di nostalgia, di speranza.
Fili forti, ma fragili come cristalli.
Quando ad una (piccola) mostra
ci vai quattro volte,
vuol dire che hai trovato il filo giusto.

PGC



lunedì 29 settembre 2014

Mariagrazia Maiorino e "L'azzurro dei giorni scuri". Il 4 ottobre a San Benedetto del Tronto la presentazione del libro


Con
Americo Marconi
Giampietro De Angelis

Letture a cura di
Raffaella Milandri

Interviene
Mariagrazia Maiorino


“Pe sempe”. La Napoli che c'era la Napoli che c'è nelle canzoni di Anna Crispino

Dice Anna Crispino: “Tutto è per sempre se vissuto intensamente. Un incontro sincero, autentico è per sempre”. Un progetto cullato venti anni, e senza essere Alexandre Dumas, merita una conclusione nobile: un CD, una interprete, musicisti, arrangiamenti e canzoni che sono entrate ormai nell'album dei classici senza tempo, “Pe sempe” appunto. Anna Crispino, cantante di Napoli che vive Napoli nel profondo dell'anima, è riuscita a rendere attuale un modo di concepire le canzoni che il tempo nobilita sì, ma spesso impolvera. Il risultato, quindi, è un soffio d'aria fresca che la voce di Anna Crispino rende una folata di vento impossibile da imprigionare in una scatola, destinata com'è a volare su mari e cime, distese verdi e deserti.

sabato 27 settembre 2014

Pasolini secondo Abel Ferrara: “Un capriccio dolcemente robusto”

Un “capriccio dolcemente robusto”. Parole di Pasolini che tornano alla mente davanti a questo film. “Il gusto del dolce e grande manierismo che tocca col suo capriccio dolcemente robusto le radici della vita vivente; ed è realismo.” (La Guinea, 1962)
Scamarcio/Ninetto e Ninetto/Eduardo stremati, uno carico di valigie, l’altro grande grosso e ormai tutto canuto, riprendono fiato seduti su quella scalinata verso il Paradiso che sembra non finire mai. Ferrara gira scene del film mai girato da Pasolini.

giovedì 25 settembre 2014

Stato civile: fantastica Marionetta. Prosegue la mostra di Sabatino Polce al Kursaal di Grottammare

    La mostra fin qui si è svolta, con notevole successo d’interesse e critica, la prima parte della mostra; il tema della marionetta è rappresentata dall’autore con dipinti e disegni sicuramente originali, accompagnati nella sala espositiva dalle surreali marionette della Compagnia del Rospo Rosso. Nella seconda sala (“delle proiezioni”) vi è una zona video, dove vengono proiettati originali immagini di teatro di figura e corti su opere e carillon dell’autore.

domenica 21 settembre 2014

Alessandro Baricco al FestivalFilosofia. All’ombra di Omero: “La fama di Achille”

Come dormire
all’ombra tormentata
d’un vecchio sul confine della morte,
o con le lacrime d’Achille
nell’anima?…
(Eugénio De Andrade, All’ombra di Omero)

Baricco è Baricco, riempie oltremisura le piazze dei Festival: lo sai e lo eviti, ma come resistere all’ombra del pelìde Achille, all’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei? Troppo ci occupò l’immaginario fin dal liceo, e pazienza se Hollywood gli ha dato il bicipite anabolizzato e il ceruleo broncio bradpittico in Troy, il kolossal più fumettoso e letale dai tempi di Ben Hur.

mercoledì 17 settembre 2014

“Vanagloria”. La lectio magistralis di Umberto Galimberti a FestivalFilosofia. Cappelli al sole

Duemila persone sedute, quasi altrettante in piedi lungo il perimetro e nei vuoti della sterminata Piazza Martiri a Carpi, sotto il sole giaguaro delle 11.30 (ma in attesa da almeno un’ora prima) diventano una distesa di cappelli fai-da-te dei muratori una volta, prima dell’era Nike: perfette allo scopo le paginone del Sole24ore (lo danno gratis, ma sono le copie di domenica scorsa: gran signori questi del Sole, invece di buttarle via le regalano a noi…); però funzionano benissimo anche Repubblica o il Corriere di oggi, invece di pulirci i vetri di casa [loro utilizzo primario].

lunedì 15 settembre 2014

Miyazaki Hayao. Si alza il vento, proviamo a vivere

Da Paul Valéry ("le vent se lève! ... il faut tenter de vivre!") a Tatsuo Hori, autore nel '36 di Kaze Tachinu (Si alza il vento), passando da Ryokan Taigu (Grande vento nell'alto dei cieli), Christina Georgina Rossetti (Who has seen the wind?) e La Montagna Magica di Thomas Mann, titolo che ricorre nei dialoghi, l’ultima fatica di Miyazaki Hayao sembra contraddire, con tante citazioni e così importanti, la cifra distintiva che lo ha sempre immunizzato da derive intellettualistiche e pretestuosi approdi letterari.

giovedì 11 settembre 2014

Mostra del Cinema di Venezia: "Belluscone. Una storia siciliana"

"Voglio dedicare questo premio a tutti coloro che lo hanno reso possibile mettendoci passione, dandomi in ogni momento fiducia e amicizia, il sentimento per me più bello e importante. Ma voglio dedicarlo anche alla mia Palermo, che tanto mi fa incazzare ma che resta dentro di me la città della mia vita, quella con la luce più bella del mondo".
Questo nel comunicato Ansa del 6 c.m. che parla del messaggio di Maresco, letto in sala stampa dal produttore Rean Mazzone per il premio speciale di Orizzonti vinto da Belluscone. Una storia siciliana.

martedì 9 settembre 2014

"Stato civile: fantastica marionetta. Sabatino Polce presenta la sua prossima mostra al Kursaal di Grottammare

    Mi laureo a Venezia in Architettura, ma a case e tecnigrafo preferisco sin da subito l'argilla, il legno e la musica; la voglia è di progettare giochi… carillon per l’esattezza. Nasce così il laboratorio La Gatta (inizialmente a Padova, poi in Abruzzo, ora nelle Marche) e sono ormai 25 anni che insieme a mia moglie ideiamo e costruiamo carillon originali distribuiti nei migliori negozi italiani e non solo.

lunedì 8 settembre 2014

Popsophia. Parli il Tango? Lo spettacolo di tango e mimo dei Los Guardiola



Ah, non so ballare il Tango
Ma cosa conta, è un ballo antico, complicato, argentino…
ci sono balli più “importanti”.

Poi, perché il Tango a Popsophia,
farà ridere? Ah, Ah #Oppureno…
e tu che mi chiedi se lo “parlo”…

Invece, al Castello della Rancia,
una sera succede che non solo si “parli” il Tango,
ma che si arrivi a capirlo.
Perfino chi non lo conosce.

Mister Guardiola – non l’allenatore
e Giorgia – non la cantante:
Col Tango raccontano
Col Tango divertono
Col Tango commuovono
Col Tango parlano!

Ci voleva un’ora così, per capire il mistero del Tango
Peccato non parlarlo
Bisognerebbe tutti studiarlo,
mica perder tempo con l’Inglese.

PGC


venerdì 5 settembre 2014

Popsophia. Spettacolo di tango e mimo: “Organito del suburbio”

#Oppureridi: l’aforisma di Morreall divenuto hashtag calza a pennello a questa serata in cui un tango che non ti aspetti unisce l’umorismo, la maschera, la parodia, alla seduzione antica di una danza che non è solo “pensiero triste che si balla”, ma è anche divertimento, allegria, libertà.
L’apertura è gradevolmente “seria”, con Lucrezia Ercoli che nel consueto stile misurato e competente intervista Massimo Donà filosofo (ma anche musicista ma anche jazzista) intorno al tango.

martedì 2 settembre 2014

Popsophia. Maurizio Ferraris intervistato da Armando Massarenti: “… Non prendetemi per un altro”. Comicità e orrore in Friedrich Nietzsche

Forse nessuno meglio di un filosofo torinese come Maurizio Ferraris avrebbe potuto guidarci, con eleganza umorismo e ironia, dentro quell’ilaro-tragedia che fu l’esistenza di Nietzsche il quale, nei suoi viaggi di apolide attraverso Germania, Italia, Svizzera, proprio a Torino soggiornò amando quella città con entusiasmo (a partire dalla cucina: la migliore, per lui, quella piemontese). E’ questa una delle “prossimità” con Nietzsche su cui Ferraris scherza prima di inoltrarsi nei temi della comicità e dell’orrore; l’altra, più curiosa, è il suo “incontrare” Nietzsche almeno due volte l’anno, quando visita lo studio del proprio commercialista, nello stesso appartamento in cui nel 1888 il filosofo scrisse Ecce homo.