sabato 29 giugno 2013

Matei copil miner/Matei child minder di Alexandra Gulea, vince il 49° Pesaro Film Festival

Alexandra Gulea
La giuria del Concorso Pesaro Nuovo Cinema Premio Lino Miccichè composta da Anna Foglietta, Massimo Lastrucci, Vincenzo Marra (presidente), Federico Pontiggia, Costanza Quatriglio all'unanimità ha scelto come film vincitore: Matei Copil Miner / Matei Child Miner di Alexandra Gulea (Romania, Germania, Francia, 2013) con la seguente motivazione: "Un'opera prima che rivela uno sguardo potente e libero, capace di indagare il rapporto tra habitat e vicende personali con leggerezza e profondità. Una drammaturgia matura e sensibile". La giuria ha deciso di attribuire una Menzione speciale al film La chupilca del diablo di Ignacio Rodriguez (Cile, 2012)con la seguente motivazione: "Nel raccontare il passaggio di consegne tra un vecchio e un giovane, il regista ventiquattrenne, alla sua opera prima, riesce a distillare un microcosmo privato in un racconto sottile ma critico sul Cile contemporaneo". Il Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè si è contraddistinto quest’anno per una forte componente femminile - quattro donne registe e molti ritratti di donna - e una età media degli autori molto bassa, a partire dal ventiquattrenne Ignacio Rodriguez. I sette film in concorso: la slovacca Mira Fornay con My Dog Killer, intenso dramma filmato con notevole realismo sul razzismo, sui conflitti etnici e, soprattutto, sulle scelte sbagliate. Arriva dalla Romania Alexandra Gulea, con Matei Child Minder, incentrato sul piccolo Matei che vive col nonno e vuole scappare di casa, mentre i genitori lavorano in Italia. Halley, una storia gotica ambientata ai giorni nostri diretta dal messicano Sebastián Hoffman, nel quale il protagonista è uno zombie umano che si va spegnendo. Nel corpo in disfacimento rimane una mente lucida. Kayan della regista di origine iraniana Maryam Najafi, è un potente ritratto femminile, incentrato su una donna proprietaria di un ristorante dove si riunisce la comunità libanese di Vancouver. L’Italia era rappresentata quest’anno da ben due opere,a cominciare dalla seconda regia di Stefano Tummolini, L’estate sta finendo, che racconta un “tranquillo week-end di paura” di un gruppo di ragazzi in una casa al mare, dove un incidente imprevisto trasformerà la loro vacanza in un incubo e l’esordio di Fabiana Sargentini, Non lo so ancora: scritto a quattro mani con Morando Morandini, racconta una storia liberamente ispirata alla loro "amicizia a prima vista”. L’ultimo film in Concorso è il cileno La chupilca del diablo di Ignacio Rodriguez, nel quale un uomo, giunto alla fine dei suoi giorni, tenta di riconciliarsi con la famiglia dopo una vita passata in solitudine, cercando al tempo stesso di salvare la sua piccola distilleria di liquori.
Premio Pesaro Cinema Giovane.
La giuria giovani della 49a Edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ha raggiunto la decisione con non poche difficoltà vista la presenza in concorso di film davvero notevoli sotto molteplici punti di vista. Il premio è andato a maggioranza, per il contenuto e la tematica trattata, al viaggio interiore di un bambino di soli undici anni nel film Matei Copil Miner / Matei Child Miner della regista rumena Alexandra Gulea. Matei riesce a superare gli ostacoli e le sfide che la vita gli pone davanti, trasformandole in opportunità, nonostante il peso delle responsabilità di cui si trova a farsi carico. È un film che riesce a dipingere un’intera nazione da una prospettiva diversa, fatta di coraggio e voglia di riscatto.
La Menzione Speciale viene assegnata al film della regista iraniana Maryam Najafi, Kayan, per il suggestivo e particolare modo di affrontare un viaggio interculturale, rimanendo in un unico spazio chiuso. La forza e l'emancipazione della donna si concretizzano nella figura di Hanin, ideale punto di connessione tra la cultura orientale e quella occidentale. Un apprezzamento particolare va infine a un film che è stato a lungo al centro del nostro dibattito, Non lo so ancora di Fabiana Sargentini, per la tematica centrale affrontata in modo originale e per la fotografia che incornicia alla perfezione le emozionanti scene del film e i suoi magnifici interpreti. La giuria giovane si augura inoltre che il consenso dimostrato dal pubblico durante la proiezione, sia replicato anche all’uscita dell’opera nelle sale italiane.

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