giovedì 13 giugno 2013

Francesco Baccini al Festival Ferré di San Benedetto del Tronto. La conferenza stampa.

Più che una conferenza stampa è un piacevole monologo di Francesco Baccini, cantautore genovese (che grande scuola!), a San Benedetto del Tronto per il 18 Festival Ferré, cantautore francese (che grande scuola!). Baccini è un cinquantenne che di anni ne dimostra 20. Curioso, arguto, ironico, attento, un po' guascone, fuma nella sala della giunta comunale: tabagista reo-confesso e poco attento alle regole. C'è molta storia. La passeggiata con De Andrè, una spruzzata di Gino Paoli, una nota su Umberto Bindi, una citazione di Giorgio Gaber, Fossati che entra di struscio, i capelli ricci di Bruno Lauzi e le morti eccellenti di Jannacci e Califano, tornati ai vertici delle classifiche dei dischi venduti, ma post-mortem; se uno si tocca gli attrezzi, non bisogna prenderla a male. “La morte che diventa cultura”, dice Francesco nascondendo le mani. Poi parla di un'altra cultura, quella cantautorale, che non vive più: non ha spazi, mercato, passaggi televisivi e radiofonici e anche su YouTube non è che sia messa tanto bene.
Dice che a Sanremo hanno tagliato i fondi al Premio Tenco, costringendo Enrico De Angelis a emigrare a Novara: “Novara è una città che ha accolto fra le braccia il Premio Tenco, ma che c'azzecca?”, si domanda giustamente Baccini. E infine parla della sua musica, e di quel mix fra canzoni sue, di Luigi Tenco e di Léo Ferré che comporranno la scaletta (inventata sul momento), del concerto che terrà domani sera (ingresso gratuito ma occorre prenotarsi) al Teatro Concordia. Come sempre, prima di esprimere un giudizio, aspettiamo il riscontro del palcoscenico. Il resto sono parole, anche piacevoli, anche piene di senso e di significato, ma sempre parole restano. E noi da un cantautore, vogliamo anche la musica che le accompagna.


Massimo Consorti

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