lunedì 24 giugno 2013

Partito il Pesaro Film Festival. Cosa succede oggi, il programma di domani

Kayan di Maryam Najafi
Ha preso il via oggi la 49 edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro con tutte le sue principali sezioni, dopo l’anteprima di ieri (No-I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larraìn) nel segno del Cile, protagonista di quest’anno. La Mostra, pur col solito entusiasmo e la professionalità che la contraddistinguono, che le permetteranno nel 2014 di tagliare il prestigioso traguardo del mezzo secolo di vita, non può però tacere della situazione sempre più deteriore per la scena culturale italiana e per i festival – e questo festival – in particolare. Già lo scorso anno il direttore artistico Giovanni Spagnoletti avvertiva sulle difficili condizioni nelle quali versava la Mostra, ma a un anno di distanza il suo auspicio per un’inversione di tendenza non si è realizzato, al contrario afferma: “Siamo stati costretti a tagliare un intero giorno di proiezioni, ad eliminare una prevista sezione documentaria molto promettente, ad affrontare l’aumento (non piccolo) dei costi imposto dalla necessaria ristrutturazione tecnologica per adeguarci agli attuali standard di proiezione e tutto ciò senza rinunciare all’alto livello di qualità che ci ha sempre contraddistinto e unanimemente riconosciuto. Lo diciamo con orgoglio ma anche nell’amara consapevolezza per quanto avremmo potuto fare in altre condizioni finanziarie.”
Tornando a quello che più ci interessa, ovvero il (nuovo) cinema, nella mattinata sono stati presentati i primi corti del 27° evento speciale del cinema italiano (“Fuori Norma”), dedicato alla “via” sperimentale nella produzione nostrana del nuovo millennio. Un cinema che grazie al digitale e alla distribuzione in rete sta trovando nuove ed efficaci forme di diffusione, permettendo ad alcuni autori di arrivare nei festival internazionali e nelle sale italiane. Ad aprire le danze, è il caso di dire, è stato Musical Fantasy Light (2006) di Danilo Torre, un autore che utilizza immagini in Super8, originali o “trovate”, trasferendole poi in digitale per rielaborarle, creando in questo caso “un falso ricordo innestato in una creatura non organica, che ripercorre la vita di un'ipotetica donna, nei ricordi privati di scene balneari e combustioni artigianali”. A seguire Miserere (2004) di Antonello Matarazzo, videoartista che predilige la commistione tra i media, con un lavoro che è un particolare viaggio in una zona dismessa, il cosiddetto “cimitero delle ciminiere”, simbolo di un Sud irredimibile. Mirco Santi è tra i co-fondatori dell’Associazione Home Movies che si occupa della raccolta e del riutilizzo di materiali video amatoriali, dalle VHS al Super8. A Pesaro ha presentato Lido (2000-2003), un lavoro a metà strada tra il documentario scientifico e l’astrazione lirica, in una esplorazione microscopica dello spazio naturale. In Games IV (2000), di Giulio Latini e Silvia Di Domenico, gli oggetti, le persone, la natura, si presentano come fotogrammi in rapida fuga che il soggetto cerca di cogliere, lottando contro la loro inarrestabile labilità. Panorama_Roma (2004) degli Zimmerfrai - ovvero Anna de Manincor, Anna Rispoli e Massimo Carozzi - fa parte della serie dei panorami che include anche Venezia e Bologna, serie di panoramiche realizzate con una videocamera che ogni ora compie una rotazione di 360°, tutto condensato in pochi minuti con l’accelerazione delle immagini. Piazza del Popolo diventa così il palco di un piccolo teatro dell’assurdo. La mattinata di corti sperimentali si è conclusa con Articolazioni (2006) degli Aqua-Micans Group (Paride Donatelli, Andrea Gallo, Alessio Spirli), collettivo romano di video makers e interaction designers che lavora prevalentemente in ambito teatrale e negli eventi culturali. Il lavoro presentato è un video pensato come accompagnamento scenico alla danza, un’animazione coreografica che modella le articolazioni visive.
Il programma di domani, martedì 25 giugno, si apre alle 10 al Teatro sperimentale con il secondo programma dedicato all’animazione russa al femminile, con una serie di corti realizzati tra le altre da giovani registe come Nina Bisjarina, Vera Makisheva, Anna Shepilova e Natalija Chernishova. Alle 11 un programma dell’evento speciale dedicato al cinema sperimentale italiano del nuovo millennio con la proiezione di: Trilogia sull'amore, fotografie d'amore di Luca Ferro, Gente che conta di Francesco Cabras e Alberto Molinari, Dalla testa ai piedi di Simone Cangelosi, Identità nascoste di Giuseppe Baresi e J'attends une femme di Chiara Malta. Alle 15 il pluripremiato documentario Nostalgia de la luz di Patricio Guzman per la retrospettiva sul nuovissimo cinema cileno, mentre alle 16.30 spazio al Concorso Pesaro Nuovo Cinema con My Dog Killer di Mira Fornay dalla Slovacchia. Alle 18.30, per l’animazione russa, omaggio a Irina Margolina, con la proiezione di cinque affascinanti opere tratte dal ciclo Storie del vecchio pianoforte. Alle 21 inizia la personale sul regista cileno Sebastian Lelio, con la proiezione della sua opera prima, La sagrada familia. Il programma al Teatro Sperimentale si conclude alle 23 con un lungometraggio “fuori norma”, Flòr de Baixa di Mauro Santini, presente alla proiezione.
In Piazza del Popolo alle 21.45 verrà proiettato Kayan di Maryam Najafi, opera in Concorso, mentre a Palazzo Gradari, il dopofestival di Round Midnight propone tre cortometraggi d’animazione russa, tra i quali Ninna nanne dal Mondo di Liza Skvortsova, per dare una buona notte anche ai più piccoli.

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