sabato 28 giugno 2014

I TAU (Teatri Antichi Uniti) “letti” da UT

Accattivante programma quello offerto dalla 16a Rassegna del teatro classico (TAU / Teatri Antichi Uniti) nell’edizione 2014 - dal 27/06 al 9/08 - con il suo cartellone ampliato a 19 appuntamenti e in spazi di pregio storico-archeologico più numerosi rispetto alle passate edizioni.
Senza pretesa di esprimere giudizi sugli spettacoli prima ancora di avervi assistito, appare interessante il percorso, che si muove agilmente fra tradizione classica e scelte drammaturgiche attualizzanti, aggregandosi intorno ai temi della tragedia, della commedia, della filosofia classiche quali passaggi ineliminabili per la comprensione del presente.
La scelta degli autori - da Sofocle ad Aristofane, da Euripide a Seneca, da Racine a D’Annunzio, da Brecht ad Anouilh - e le modalità di rappresentazione annunciano una suggestiva contaminazione di testi e generi letterari, di epoche storico-culturali e di approcci interpretativi. Percorsi che in gran parte declinano al femminile la riflessione su passato e presente: eroine del mito e protagoniste del dramma antico si fanno portatrici di temi universali, come la Medea di Pamela Villoresi, la Fedra di Galatea Ranzi, o il trio di figure tragiche in bilico tra antico e moderno, Carmen-Medea-Cassandra, nella suggestiva forma del teatro-danza.
La collaudata formula dei Teatri Antichi Uniti e l’utilità di iniziative che come questa vedono in sinergia Regione, Soprintendenza, Comuni e AMAT, non devono far dimenticare quanto numerosi siano siti di interesse storico-artistico sparsi sul nostro territorio, pochissimo o per niente utilizzati e valorizzati per “produrre” cultura. L’antico teatro di Ripatransone, per esempio, restaurato ben due volte con risorse pubbliche e tuttora inspiegabilmente chiuso; i teatri di Grottammare – antichi e moderni – quasi mai aperti: due esempi appena, per brevità, dei numerosi che si potrebbero citare.
Utilizzare con sistematicità e intelligenza i molti pregevoli siti che il nostro territorio offre, chiusi quasi sempre o sempre, potrebbe essere un obiettivo da porsi seriamente, per promuovere cultura come antidoto alla distrazione dell’oggi, da “consumare” 365 giorni all’anno e non solo entro uno spazio geografico e temporale piuttosto “turistico” e molto circoscritto (non di soli spettacoli estivi si vive…).
Sul versante delle interpretazioni, si può osservare che se l’affidarsi a compagnie ed interpreti di vaglia, noti e apprezzati a livello nazionale (anche se in qualche caso sopravvalutati e in eccesso di visibilità) è formula sicura e garanzia di successo, varrebbe però la pena di puntare - almeno in parte - anche sulla scelta di compagnie e attori/registi locali: ve ne sono, di notevole livello professionale e artistico, relegati in ombra e mortificati da dinamiche di mercato e da miopie istituzionali, e malgrado ciò entusiasticamente attivi nell’improbo tentativo di scuotere il sonnambulismo della nostra cultura.


Sara Di Giuseppe

Nessun commento:

Posta un commento