lunedì 20 maggio 2013

Torino: tanti fogli bianchi, pennellati di nero tipografico, eppur colorati

Sarebbe felice Gutenberg, nel constatare che cosa ne è stato della stampa dopo di lui. Forse si aggira con noi tra i corridoi del Salone del Libro di Torino 2013. Giovedì pomeriggio h 16.00. Case editrici, spazio Regioni, sale colorate per e dai dibattiti, corner, allestimenti, cataloghi cerchiati di appuntamenti da non perdere, la Rai in diretta, Fahre, sempre la 3: tante donne e tanti uomini, ragazzi e scolaresche tutti ospiti del medesimo spazio, numerato per non perdersi, dedicato quest’anno alla “creatività”. Tutti carichi di un peso leggero, quello della cultura, vanno e vengono, tornano, si spostano, si fermano, esplorano, toccano, guardano, scelgono, osservano, cercano, ascoltano. Pensano. Si pongono domande. Cercano risposte. 
Creatività è anche UT quest’anno a Torino, la nostra rivista d’arte e di fatti culturali. Ospitata nello spazio della Regione Marche al J10/K09.
Una scrittrice nuova, Silvia Rosa, del numero appena uscito sull’Ipocrisia già in loco; una collaboratrice che abita a Verona, la sottoscritta, ha preso il treno e nonostante il diluvio è solare; l’artista dell’Infinito Piero Crida, lui desidera discretamente appartenere al pubblico; uno dei tre indispensabili fondatori Francesco del Zompo, l’art director ed editore, si siedono insieme  in carne e ossa sulle sedie dell’appuntamento annunciato. Sullo schermo Emanuela Pelacchi, recente preziosa collaboratrice che ha dedicato a UT Torino 2013 il suo video: www.youtube.com/watch?v=ghkNzC-7TCM. E dentro le immagini si personificano Massimo Consorti, il direttore e Pier Giorgio Camaioni, il supervisor gli altri due storici fondatori. Presenti. Allora si può incominciare. 

Una ventina di minuti per spiegare cos’è UT. Servirebbe un tempo infinito per dire cosa, come e perché. Sette anni sono passati in un attimo... 
Sicuramente un po’ d’agitazione, la mancanza d’abitudine di parlare in pubblico, qualche inevitabile problemino tecnico ci fa omettere qualcosa di importante. 
E invece alla fine dell’intervento, appena compiuto il tempo stabilito e volato, scopri che non è così. Si ferma qualcuno, passato di là casualmente e rimasto in piedi ad ascoltare e ti chiede: “come è possibile che si faccia una rivista fatta a mano nel nostro oggi?” oppure “interessantissima questa rivista che abbraccia tante arti: letteratura, poesia, fotografia, arte pittorica, grafica, persino le vignette ci sono”... e ancora: “ma lo combiniamo un evento a Torino solo per UT?”.
La considerazione più poetica per le orecchie arriva da una ragazza giovane: “grazie che date spazio ai giovani, a chi non ha voce perché sconosciuto, non ha il santo in paradiso e nemmeno lo manda Picone”. In quel momento ringrazi di appartenere a questo gruppo, e sussurri felice: “siamo ilmondodiut, tutto attaccato, se vuoi scriverci online, ecco il segnalibro. Per Te.”
Si allontana con un sorriso sulle labbra. Una nuova amica...
Le Marche, San Benedetto del Tronto, UT: oggi sono tutto il mondo che abbiamo camminato da seduti appoggiati al tavolo bianco, incorniciati da un video nero, colorato di menti variopinte. Affinché...

Michaela Menestrina



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