giovedì 23 ottobre 2014

Servillo/Girotto/Mangalavite al Cotton Jazz Club di Ascoli Piceno: “Il calcio non dimostra niente”, il jazz sì

Mancava sul palco, come sfondo, solo una grande prima pagina del Manifesto di quegli anni, quanto sarebbe rimasto contento l’allora inviato-scrittore Osvaldo Soriano. Ma è andato lo stesso benissimo. Peppe Servillo ha letto (in)cantando molti pezzi dei suoi libri, raccontando – da Futbol - delle mirabolanti ruvide partite in Patagonia, dove agli arbitri regalavano una damigiana di vino, se si comportavano “bene”. Sennò ci rimettevano i due denti davanti. Elegìe di un calcio intenso e primitivo, quando “Pelé non c’era ancora”
Ma insieme tanto jazz arrembante spettacolare ed elegante, “accordato” a quel calcio. Già quei tre, a nominarli ritmicamente scandendo Servillo – Girotto – Mangalavite, ti viene in mente l’antica linea mediana di un’improbabile nazionale argentina, con l’oriundo(?) Servillo astuto e mobilissimo mediano centrale metodista, Mangalavite (argentino di Cordoba) fantasioso ma possente mediano-sinistro a spazzar via, e Girotto (anche lui argentino-del-nord, di Cordoba) pensante mediano-destro di spinta che ispira l’attacco. Me li immagino giocare da dio con la maglia della nazionale a righe bianco-celesti, quando il calcio era una cosa seria, quando Osvaldo Soriano era giovane, quando davano i film di John Wayne… ma il calcio non dimostra niente, il calcio non vuol dire niente…
Stasera invece ci dimostrano pure quanto vale il loro jazz, in un concerto durato giusto il tempo di una lunga partita di calcio ai supplementari, con al posto dell’intervallo di riposo tra i due tempi le magistrali nonché gustose “sorianesche” letture di Peppe Servillo. A “stadio” gremito quasi come nel ’50 al Maracanà di Rio per Uruguay-Brasile (ma con meno di 150.000 spettatori…). Con il “terreno di gioco” perfetto, si capisce - è il 25° compleanno del Cotton Club! - attenti solo a non buttar troppo in alto le note, che urterebbero l’impressionante soffitto scuro a grossi tubi neri dell’ex birrodotto. Tre “mediani” in perfetta forma fisica e mentale, dicevo, ci vuole fiato testa e muscoli a “giocare” a questi livelli. (Sarà già a revisione, il pianoforte di Giocondi)
Questo atletico trio Servillo/Girotto/Mangalavite “suona” bene in tutti i sensi, hanno sentenziato gli spettatori. Specie se l’arbitro è Osvaldo Soriano.

PGC


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