venerdì 3 novembre 2017

La casa che mi hanno dato... terremoto, ricostruzione e dintorni



"Che niuno se ne vada da la terra de Arquata e da lo suo contado con l'intenzione di non tornarvi mai più" sentenziò lo " Magnifico Messere " davanti alla sua " Corte dei Miracoli ". 
Decise allora che per far tornare il suo popolo, villico e sottomesso, doveva far costruire tanti villaggi di piccole casine, tutte uguali in apparenza ... ma di dimensioni diverse a seconda delle esigenze di ciascuna famiglia. E qui cominciò la solita corsa ai favoritismi ed ognuno si recò a corte per avere la casa più grande di tutti ...!
Una favola potrebbe cominciare così... ma non è una favola.
Scrivo queste righe con un po' di rabbia e un po' di amarezza. La rabbia per una ricostruzione che non è mai cominciata, l'amarezza perché dopo una lotta continua ed estenuante, durata varie settimane, non sono riuscito a ottenere una sistemazione abitativa adeguata per me e per la mia anziana madre.
Questo perché chi decide le sorti del nostro essere terremotati e sfollati ha deliberato che nelle Marche due persone hanno diritto a una casa di 40 mq con un'unica stanza da letto a prescindere che esse siano madre 84enne malata e figlio adulto. Anche se poi, come ormai accade troppo spesso in Italia, ci sono state delle situazioni "particolari" per cui qualcuno ha avuto casette di 60mq mentre altri no...
Inoltre le abitazioni che ci assegnano sono anche difettose, piccole, inadeguate. Ci mandano a vivere in casette ballonzolanti, con pavimenti che si gonfiano, pareti delle docce che cadono su chi le fa scorrere, maniglie che restano nelle mani di chi le impugna, finestre che si staccano, rubinetti che si rompono, posate che si piegano, pentole che si bucano, coperte e lenzuola che graffiano la pelle.
E pensare che costano più di un attico a San Marco a Venezia, tra spese di urbanizzazione e costo vivo quasi 7.000 euro a mq e in alcuni casi la manodopera che le ha realizzate è stata sfruttata con lavoro nero, con orari di lavoro irregolari da aziende che tramite studi compiacenti ottengono attestazioni professionali ideologicamente false, altro che lavori rapidi e sicuri...
Eppure a un anno dal terremoto, non sono ancora state consegnate e, ironia della sorte, quella che mi sarà assegnata è inadatta e inadeguata alla mia attuale situazione familiare. A chi ho chiesto spiegazioni di questo, mi ha risposto: " abbiamo fatto degli errori" ... e già, "loro" i crimini contro chi vuole una vita dignitosa li chiamano: "errori".

" Eppure il vento soffia ancora, spruzza l'acqua alle navi sulla prora
... e sussurra canzoni tra le foglie e bacia i fiori, li bacia e non li coglie.
Eppure sfiora le campagne, accarezza i fianchi alle montagne
... e scompiglia le donne tra i capelli e corre in volo in gara con gli uccelli
"

Vittorio Camacci  

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