In fondo, anziché indignarci per l'indubbia cialtroneria dei nostri rappresentanti al governo, dovremmo esser grati a costoro per i momenti di comicità gentilmente e gratuitamente offerti; tanto più necessari in questo nostro tempo avaro di allegrie.
Se è difficile stilare una graduatoria del comico, numerosi essendo i soggetti pari merito (dal Tajani che il ponte sullo stretto servirà ad evacuare gli italiani in caso di attacco da sud, al campione di categoria don Lollò-brigida - quello che bisogna diminuire le tasse sulle ostriche e che produce scempiaggini a ritmi da catena di montaggio della Volkswagen - alle epilettiche marionette saltellanti sui palchi elettorali), si può peraltro segnalare il contributo più recente alla causa: che ci viene – sì proprio da lui, avete indovinato – dall’impareggiabile Nordio-tutto-spritz, ministro - ahinoi e ahilei - della Giustizia.
Fondamentale il contributo al cabarettismo nostrano nell’intervento del sullodato alla Conferenza internazionale contro il femminicidio.
Con lui, il Ministro della Giustizia che l’orbe terracqueo ci invidia, possiamo oggi e per sempre spazzar via tabù e pregiudizi - nemici della verità - sulle radici profonde della violenza di genere.
Riassumendo infatti i capisaldi del Nordio-pensiero: alle radici del deprecabile fenomeno c’è una sola fondamentale ragione, ed è che quella svalvolata di madre natura “ha dotato i maschietti di una forza muscolare maggiore di quella delle femminucce dai primordi dei tempi [e perciò] quest' unico criterio di superiorità ha diciamo fondato il cosiddetto maschilismo”. Da questo deriva “una sedimentazione che si è formata in millenni di sopraffazione, di superiorità”. Testuale.
Non ci è dato sapere se l'italiano da Bar Sport con torneo di briscola esibito dal ministro della Giustizia migliorerebbe senza lo spritz. Contano le idee, come si dice, e queste ci sono: o meglio, ce n’è una sola, solida come il quarzo e vale tutte le altre.
Ed è che esiste una “gerarchia naturale” (!) tra i sessi dunque un codice genetico inscritto nel subconscio maschile (!) che resiste “all’accettazione da parte maschile della parità formale e sostanziale nei confronti della donna”
Ecco svelata grazie al Nordio-pensiero l’origine biologica di un problema che estende la sua cupa ala fino ai nostri giorni, ed ecco si spiega “come siamo arrivati a questa prevaricazione […] dell’uomo nei confronti della donna”.
Lui l’ha capito (e il bagliore di cotale disvelamento deve averlo colpito nel profondo, da cui quella faccia un po' così quell'espressione un po' così) dopo essersi drammaticamente interrogato - racconta allo scelto pubblico - “da modesto studioso anche di storia”, ed è “una risposta se vogliamo un po’ darwiniana della legge del più forte”.
Che facciamo adesso? Gli spieghiamo che alle scuole serali s’è perso un bel po’ di lezioni che avrebbero spazzato via la subcultura di genere di cui è illuminato alfiere? Che non esiste nessun codice genetico da cui far derivare una gerarchia naturale tra i sessi?
Gli diciamo, senza traumatizzarlo troppo per carità, che teorie come quelle sono rovinose perché ancora radicate nella mentalità di un sacco di gente? che è per teorie come quelle che i rigurgiti maschilisti e la stessa violenza di genere sono vivi e lottano con noi?
O gli lasciamo, col fiasco, la rassicurante certezza che comunque la mettiamo, alla fin fine signori miei “l’uomo è cacciatore” ed è il testosterone la forza che move il sole e l’altre stelle?
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(…)
siete tutti colpevoli di questa infamia incoronata
dell’amore sostituito calpestando ogni sillabico
timore
(…)
non sciorinate all’aria in fretta dimentica
i segni imbecilli del vostro apparecchiato
spettacolato dolore
(G.A.Dimarti - canto della fanciulla deflorata non amata
In: "È tutto sotto controllo", 2009)
Sara Di Giuseppe - 26 novembre 2025
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