domenica 29 novembre 2020

“LE VITE DEGLI ALTRI”, ma non è un film

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"A ciascun pianerottolo (...) il cartello con la faccia enorme riguardava dalla parete. Era una di quelle fotografie prese in modo che gli occhi vi seguono mentre vi muovete. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta appostavi sotto."

(G.Orwell, "1984")
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Era una minaccia vera il “Controllo di Vicinato”, infatti adesso ce l’abbiamo e San Benedetto diventa un popolo di spioni. Perché un “popolo”? 

Spiego:
 
-    La città viene divisa in 13 aree (o “Gruppi di Controllo di Vicinato”).
 
-    In ognuna di esse sono stati individuati 25 Coordinatori, per un totale di 325.
 
-    Ogni Coordinatore è l’interfaccia tra i “cittadini segnalatori” e le Forze di Polizia. Quindi: se mediamente in ogni area ogni coordinatore ha anche solo 5 cittadini-segnalatori avremo un totale di 1625 spie
Se mediamente ne ha 8, saranno 2600 spie3900 se mediamente ne ha 12. E così via.
La crescita diventa esponenziale (altro che quella del Covid). Proprio un popolo.


Poiché qui a San Benedetto ogni area grossomodo corrisponderà a un popoloso quartiere, verosimilmente non saranno pochissimi i cittadini benpensanti che correranno ad arruolarsi nei rispettivi “Controlli di Vicinato”, occhiuti organi di sicurezza comunali che presteranno attenzione a quello che avviene nella propria area di competenza nella vita quotidiana.

Avremo chissà quanti cittadini-segnalatori a controllare “le vite degli altri”, dei vicini, degli amici e dei nemici, “per favorire la coesione sociale e la partecipazione” (sic). Quando uno di loro, secondo la sua coccia, vede o sente qualcosa di sospetto, fa la spia, fotografa, filma, ZAC, avverte il superiore. Col telefonino, mica siamo ai tempi della STASI. Come sotto le armi, ma qui il superiore si chiama coordinatore. In pratica i “Controlli di Vicinato”, peggio delle Ronde che almeno le vedi, terranno la popolazione sotto il giogo subdolo di un controllo reciproco che soffocherà la libertà di ognuno.
 
Se non fossimo in democrazia (lo siamo?) potremmo parlare, anche gerarchicamente, di unità terrestri paramilitari. A capo dei - per ora disarmati - 325 coordinatori (quasi un Battaglione) ci sarebbe un paraMaggiore, a capo delle migliaia di spie semplici (quasi o più di un Reggimento) un paraTenente Colonnello o un paraColonnello, nelle città grandi addirittura un paraGenerale.


    A proposito, perché le vere Forze dell’Ordine non dicono niente? Perché tollerano che gli si affianchino intere marmaglie “cooperanti” di spioni abusivi e non vanno invece ad arrestare i politici che partoriscono impuniti queste pensate pericolose?
 
Sarebbero paraculi se fossero complici...

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 "...A sei anni (...) era entrato a far parte delle Spie, a nove comandava il suo plotone. A undici aveva denunciato uno zio alla Psicopolizia perchè l'aveva sorpreso a parlare di certe cose che gli erano parse tradire una tendenza criminale".

(G.Orwell, "1984")
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PGC - 29 novembre 2020

 

1 commento:

  1. ... Spero non sia vero. Spero che sia una fake news. Spero sia un incubo elaborato da una psiche scossa dal Covid. Spero sia un pesce d'aprile fuori stagione. Spero sia un'ipotetica esercitazione post catastrofi naturali antisciacallaggio. Spero sia una trombosi collettiva in ambito amministrativo. Spero sia una 'velina' fuoriuscita da un archivio della Stasi post comunista. Spero che il cronista sia stato costretto a scriverlo sotto minaccia di morte, dopo un colpo di stato-comunale. Spero di leggere domani una rettifica e con tante scuse... Altrimenti chiederò un TSO per i '325' spioni e tutta la giunta al completo.
    Ma do' (...) siamo arrivati!

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