giovedì 12 novembre 2020

L’Assessore alla Idrossiclorochina

        Era nell’aria, che la “felliniana surreale parade” a mezzo stampa dei nuovi destrorsi assessori regionali marchigiani non sarebbe finita presto. E infatti.

        Dopo l’Assessore alla Coturnice 59-a-14, dopo l’Assessora-Istruzione-e-Cultura in deficit di congiuntivi e sindrome da esterno ergo sum, è il turno dell’Assessore all’Idrossiclorochina, ovvero Assessore alla Sanità.
        Giunto all’incarico regionale da luminosa carriera nella Polizia di Stato e nell’ambito investigativo - in ambedue com’è noto si acquisiscono solide competenze medico-scientifiche, preziose per il Servizio Sanitario Pubblico - e forte di curriculum extralarge (sindaco di Cingoli, senatore forzista marchigiano eletto in… Sardegna, docente universitario, e via largheggiando), giusto qualche giorno fa il Nostro esterna (ergo est) la volontà di chiedere all'AIFA la validazione dell’idrossiclorochina, nonché dell’ozono (e del plasma dei guariti dal virus) come protocolli anti-Covid: bocciatissime, tanto l’idrossieccetera quanto l’ozonoterapia, da numerosi autorevoli studi internazionali e bloccate dall’ OMS come non solo “inutili ma per molti aspetti anche dannose nella profilassi anti Coronavirus”
[A quando l'infuso di prezzemolo fra i protocolli anti-Covid?]
       Si dichiara, il Nostro, seguace di Trump, e convinto della validità della profilassi anti-virus propagandata dallo psicopatico, che infatti poi è stato ricoverato per Covid.
 
        E dunque. Questa nostra sciagura istituzionalizzata che sono le Regioni, dagli strapoteri ampliati e consolidati nei decenni, la cui catastrofica indegnità la pandemia ha messo impietosamente a nudo (ma che nessuno, anche in passato, poteva fingere di non vedere) si arricchisce oggi nelle Marche di nuovi soggetti, abili strateghi nella distribuzione di poteri e cariche da dove le mani possano posarsi ovunque,  mentre competenze, qualità, intelligenze sono ingombranti optionals.


Potrebbero farci sganasciare dal ridere, questi personaggi con le loro esternazioni ergo sunt, se di ridere avessimo ancora una qualche voglia.
D’altronde neanche il papero(ne) americano - di cui qualcuno tra questi si proclama seguace – diverte nessuno, col suo gatto morto e giallo in testa, con la diagnosticata sindrome psicotica del “narcisista perverso”, con la sua licenza di sparacchiare ovunque e comunque.
 
        Ci ammaleremo, è probabile, di sconforto e tristezza: per la qualità delle nostre vite mortificata dalle scelte di politici locali - eletti, va detto con stupore e inquietudine, da una maggioranza di votanti! - che affidano qualcosa di sacro come la res publica, di costituzionalmente inviolabile come il diritto alla salute, a meccanismi da intramontato manuale Cencelli; i cui risultati sono proprio come Trump, anche lui con i suoi allarmanti 71 milioni di voti: una barzelletta macabra che non fa ridere nessuno.
 
 
Sara Di Giuseppe - 11
Novembre 2020


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