domenica 7 maggio 2017

Vecchio TOMMASI, il jazz che crea un’atmosfera. L'ultimo concerto della stagione del Cotton Club di Ascoli Piceno


Stasera il Cotton Lab è una nave. Quando il grande Tommasi alla fine “scende” dal pianoforte, scende anche dalla nave. E dietro, dalla nave del jazz, sbarchiamo noi – equipaggio e passeggeri.

      Per l’ultimo concerto stagionale del CottonJazz (più Premio alla Carriera), jazz essenziale, intimo, primordiale, comprensibile. Da Storia del Jazz, da “Leggenda del pianista…”. (Il piano ha fatto il piano, il contrabbasso ha fatto il contrabbasso, la batteria ha fatto la batteria).   
      Suoni naturali, veri, seri: quelli degli strumenti quando furono inventati. Quindi familiari, riconoscibili, puri. Senza additivi. Ma musica infinita, “da non vederne mai la fine”. Jazz sterminato, “dove dentro c’è tutto”.
 
      Eppure Tommasi avrà usato, al massimo, 30 degli 88 tasti a disposizione, e senza mai agitarli. Bastava che gli sussurrasse BLUESSWING… e quelli BLUES, SWING… Da sognare.
Pochi tocchi, molti sguardi. Per noi, atmosfere di vecchia Trieste e profumi di Oceano. All’orizzonte, al Perigeo, Chet Baker, Ennio Morricone…

      Amedeo Tommasi è un quadro sul muro. Ben saldo.

      Il Premio è alla sua carriera infinita, “non si riesce a vederne la fine”.

PGC

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