sabato 27 marzo 2021

“Insaccano il fumo con il ventilatore” ma sono superpremiati

“Insaccano il fumo con il ventilatore” ma sono superpremiati
“Da 8 a 17 mila euro in più per i dirigenti comunali di San Benedetto” *
Anche in tempo di Covid!
 

        “Insaccano il fumo con il ventilatore”: è il pittoresco detto popolare che capto per caso in viale De Gasperi da un gruppetto di indigeni anziani scappati di casa (distanziati così-così, mascherina a mezz’asta…) che commentano gesticolando l’articolone dell’impassibile Alessandra Clementi sul Corriere Adriatico. Ah, mi tocca comprare il giornale.
        “Insaccano il fumo con il ventilatore” dicono gli scappati di casa. Ma ai 6 dirigenti del Comune non bastano gli stipendioni (vedi tabelle nell'articolo C.A.): “normale” allora che si spartiscano il superpremio annuale “di risultato” (!), “tesoretto” di ben 63.209 euro
Mediamente più di 9.000 euro a testa, però alla fortunata dirigente, particolarmente dotata giacchè avrebbe due teste (Catia/Politiche Sociali, Talamonti/Lavori Pubblici), spettano ben 2 premi: quasi 18.000 euro.
 
        “Insaccano il fumo con il ventilatore”, questo sarebbe il lavoro dei dirigenti - secondo gli scappati di casa, of course - ma è vero che faticano tanto, eh. Su di loro poi incombe una rigida commissione interna che valuta ogni loro performance in base alle percentuali di raggiungimento degli obiettivi fissati nei piani annuali di gestione, e che assegna punteggi, dà pagelle, stila classifiche. Competizione vera. Ma guarda un po’: tutti vicini ai 100 punti, quindi tutti promossi e premiati con migliaia di euro, spicci in più per il “primo della classe”, forse una coppa. Nessun rimandato o bocciato. Al massimo, affumicato…   
        “Insaccano il fumo con il ventilatore”. Per dirlo, i nostri scappati di casa certo li conoscono, ‘sti dirigenti, mica come me. Devono essere proprio bravi, perchè prendono ricchi premi tutti gli anni. Pure l’anno scorso e quest’anno, in tempi di Covid. Anzi quest’anno gli importi sono considerevolmente lievitati. Dunque una ragione deve pur esserci. Infatti c’è: la legge prevede il superpremio e loro la applicano.
        E cosa vuoi che gliene importi, a chi si fa le leggi pro domo sua, di cose astruse e fumose (ops) che si chiamano etica pubblica e decenza. Non sta agli illuminati dirigenti comunali sapere che fuori dei vetri (sporchi) della Civica Residenza c’è una crisi economica che galoppa al ritmo stesso del Covid, che mettersi in saccoccia migliaia di euro per presunti meriti - maddechè? - è uno schiaffo ai drammi individuali e collettivi che si consumano fuori dai loro ben arredati uffici, e somiglia tanto alla collaudata filosofia dell’io so’ io e voi non siete un cazzo del sordiano Marchese del Grillo.
        In altri tempi, in altri luoghi, si ritroverebbero i forconi sotto il palazzo. Macchè: qui passa tutto liscio, i cittadini abituati colpevolmente a mandar giù ogni cosa, ingoiano anche questa; i giornalisti riportano impassibili notizia e cifre e non alzano manco un sopracciglio.
        In altri tempi, in altri luoghi, rinunciare al “tesoretto” - alla “torta” - o devolverlo tutto a favore di categorie già svantaggiate e che il Covid ha messo in ginocchio, rimedierebbe in parte all’indecenza di leggi, norme, disposizioni degne di regimi borbonici e di apparati feudali.
        Ma si chiama etica pubblica, e i Nostri sanno tenersene ben lontani.
 
*  I “Superpremi di risultato”, per legge, li elargiscono tutti i Comuni d’Italia - grandi e piccoli - che hanno  dirigenti. Se si considera San Benedetto un Comune-medio, viene fuori la cifra di 500 milioni di euro.
 
PGC - 27 marzo 2021
 
 

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