martedì 7 aprile 2020

Un posto al sole (considerazioni a fior di pelle)

Certe esperienze che viviamo in prima persona, ci danno il senso vero di come vanno e potranno evolvere le cose, da oggi in avanti. O in che modo riusciremo veramente a superare questo periodo. Di come cioè ci ritroveremo a vivere una volta ripresa la 'normalità'. Si dice molto che tante cose cambieranno, dai rapporti personali a quelli lavorativi. Ma vorrei non illudermi e anzi vorrei già da ora vestirmi di una giusta 'corazza' che protegga i miei nervi dalle disillusioni. La sensazione è che le differenze aumenteranno (non solo tra ricchi e poveri, ma tra forti e deboli, tra tutelati e non protetti, tra "salvati e sommersi"), e che le aspettative create da uno Stato 'materno' e rassicurante a parole, più vicino ai deboli e meritevoli, avranno un effetto boomerang. "Nessuno sarà lasciato solo; Non ci scorderemo di nessuno; Tutti gli italiani avranno i mezzi per sostenersi…". 

Moltissima gente rimarrà delusa, a cominciare da chi ha vissuto e vive il dramma della perdita, sia dei propri cari che di possibilità economiche e lavorative. Non illudiamoci insomma. Sarà una guerra giorno per giorno, per la sopravvivenza e l'affermazione delle singole esistenze. Ognuno penserà a sé stesso, ai propri stretti familiari forse più di prima del coronavirus. Chi ha maggiori mezzi, è già fuori dalla mischia. Come se non bastasse molti verranno mortificati dalla burocrazia, e non solo da quella statale, ma anche da quella stratificata nella storia italiana del XX secolo, cresciuta fuori misura negli 'scaffali' di ogni ente. Tutti gli altri sgomiteranno per guadagnarsi "un posto al sole". 
L'Aquila, Amatrice, Pescara del Tronto, Arquata e tantissimi work in progress materiali e immateriali, doceo.

Francesco Del Zompo - 7 aprile 2020


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