giovedì 4 ottobre 2018

NEO DI BELLEZZA

[Ascoli e il Partigiano che diviene “Artigiano”]
 

       Per certa stampa locale è stato un ”unico neo” in una cerimonia altrimenti “perfetta” (Cronachepicene.it, 2 ottobre) il fatto che all’inaugurazione del giardino a lui dedicato, il grande Partigiano ascolano William Scalabroni sia divenuto Artigiano sulla targa commemorativa. A questo si potrà porre rimedio in poche ore, chiosa sorridente il gaio giornalista (magari, com’è stato fatto, con una P aggiunta a pennarello da un volenteroso, v.foto).
       Con solo qualche eccezione (es.,Picenooggi) la stampa s’è allineata sul peccatuccio veniale; al più, curioso incidente a suo modo pittoresco; imbarazzante, okkei, ma niente di che.

       Riflettiamo. “Unico neo” poteva essere un imprevisto scroscio di pioggia giù dall’immancabile nuvola di Fantozzi, o uno dei notabili che fosse inciampato e cascato lungo nel momento solenne.
Non una castroneria oltraggiosa e grottesca, impietoso segno di tempi superficiali e ignoranti, irredimibili.

       Perché quella targa non si è prodotta in un amen: è stata attraversata da stuoli di mani, pur sapienti nel mestiere; ha subito procedimenti lunghi, complessi, numerosi, attenti, prima di finire su quel palo in giardino (coperta, fino al momento topico, da inqualificabile sacco nero immondizia-style).


       Quella P mancante NON è un refuso: questo può sì passare inosservato alla più attenta revisione, non quell’Artigiano. Che è coerente con gli ossimori di un sindaco Castelli che celebra un grandissimo Partigiano, e di una Ascoli fresca di plebiscitario leghismo che commemora con strombazzamento mediatico la battaglia partigiana di Colle San Marco del 3 ottobre ’43.

       Quel “neo” tutt’altro che di bellezza sulla faccia(ta) di una delle nostre province più reazionarie, dice anche del naufragio del nostro anestetizzato presente, privato di coscienza storica e critica, accecato da imbonitori d’ogni risma, assordato dal frastuono di grancasse politiche e mediatiche: così tanto da scambiare, con triste coglionaggine, un grande Partigiano per un…“artigiano della qualità”.
 


Sara Di Giuseppe - 4 Ottobre 2018




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