sabato 15 agosto 2015

Il nuovo "must" uttiano: Annunciazione, annunciazione

A metà degli anni ''70, l'affermatissimo trio "La smorfia" diede vita a uno degli sketch che contribuirono a renderlo immortale. Lello Arena era il semi-cieco arcangelo Gabriele che, inviato da Dio sulla terra per dare la buona notizia della gravidanza a Maria, sbaglia completamente indirizzo e la porta (sempre la notizia), a una ignara moglie di un pescatore, Massimo Troisi (la moglie e non il pescatore). Gioco degli equivoci comicissimo (Enzo Decaro, cherubino, viene scambiato da Troisi per un venditore di libri), lo sketch passò alla storia per il tormentone "Annunciazione, annunciazione" che Lello Arena urlava, aiutandosi con il suono di una trombetta, a Massimo Troisi scambiato per Maria. Ironia soft e per nulla blasfema, lo sketch, che si intitolava ufficialmente "Natività", prendeva lievemente in giro la religione con un tono tanto sostenibile che non costò nulla al trio che, considerati i tempi, avrebbe rischiato la galera per vilipendio alla religione di stato. A distanza di quarant'anni, UT ripropone "Annunciazione, annunciazione" perché stanca e ossessionata dal termine "presentazione". Oggi tutti presentano tutto, non solo l'amante alla moglie spacciandola per la cugina, ma anche quelli che scrivono cose destinate solo a disboscare impunemente i boschi e la foresta amazzonica (cellulosa a gogò). Per non cadere nel tranello dei termini usati [a sproposito], UT ha deciso di rinverdire l'arcangelo Gabriele interpretato da Lello Arena. Infatti, iniziando dal numero 50 cominceremo ad Annunciare e non più a Presentare. Ogni velleità profetica, però, è rigorosamente bandita.

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