08/12/19

ESPOSTO

Alla Provincia di Ascoli Piceno
Alla Polizia Provinciale di Ascoli Piceno
Agli Organi di Informazione
 

ESPOSTO


Nella mattinata di ieri, 5 dicembre 2019, nelle campagne vicine a Ripatransone si è svolta l’ennesima battuta di caccia al cinghiale, coordinata da funzionari della Polizia Provinciale.
Massiccio dispiegamento di uomini e mezzi che neanche ai bei tempi del banditismo sardo, cacciatori sguinzagliati anche sulla strada e molto vicino alle abitazioni, rumori di spari che hanno terrorizzato per tutta la mattinata gli animali, domestici e non.

A margine di questa barbarie - ma tutto è in regola, eh, come ti sbagli… - a pochi metri da casa mia, due auto in sosta, di cacciatori impegnati nella battuta: dall’interno del piccolo carrello agganciato ad una delle due - una Fiat Panda - completamente chiuso (v.foto) senza che fosse visibile alcun pertugio o fessura, provenivano rumori inconfondibili: erano CANI CHE SI AGITAVANO, ABBAIAVANO, UGGIOLAVANO DISPERATAMENTE.

Per quanto cercassi, non ho potuto incontrare nessuno per parecchio, e solo dopo oltre un’ora si sono materializzate due persone, una delle quali funzionario della Polizia Municipale.
A quest’ultimo ho segnalato la situazione: i cani, ormai da tempo rinchiusi lì dentro, continuavano ad agitarsi e lamentarsi (e intanto un sole pieno, era ormai mezzogiorno, batteva sulle lamiere del carrello).
La cortese risposta del funzionario è stata di non preoccuparmi: “il carrello è omologato per lo scopo” e “ci sono delle prese d’aria” (così piccole da essere pressoché invisibili), e “i cani si agitano perché vorrebbero anche loro…” eccetera (insomma: i cani impegnati erano troppi e non servivano tutti…sic).
Ho continuato nella mia protesta su una simile barbarie, ma è tutto in regola (toh!), semmai si può chiedere di cambiare la legge (sic) e “al massimo si potrà invitare il proprietario dei cani a portarne di meno durante le battute”, è stata la risposta definitiva.

Mi aspetto:
- che da parte della Provincia e di tutti gli Organi responsabili ci siano sanzioni per comportamenti  che configurano palesemente il reato di maltrattamento (dalla mia foto si ricavano le targhe dell’auto e del carrello).

Mi aspetto:
- che nella gestione di queste folli battute al cinghiale (nelle quali giocano ben altri interessi che quelli ambientali), la Provincia e tutti gli Organi responsabili introducano pratiche più civili (se civiltà può mai esserci - e non ce n’è - nella barbarie legalizzata che è la caccia): l’ampiezza di manovra che una normativa sciagurata concede all’attività dei cacciatori nelle battute al cinghiale (perfino la possibilità di sparare vicino all’abitato) crea gravissimi rischi per gli umani e per la fauna di ogni specie - domestica e non - che popola queste zone, con ricadute facilmente immaginabili sulla qualità della vita nelle contrade ripane già seriamente segnate da incuria, incompetenza, sciatteria amministrative a tutti i livelli e gradini di (ir)responsabilità.

6.12.209 - Sara Di Giuseppe

Contrada Sant’Egidio 4  -  63065 Ripatransone



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