sabato 3 novembre 2018

Piovono nuvole, a Ripa

Vanno
Vengono
Ogni tanto si fermano
E quando si fermano    
Sono nere come il corvo
Sembra che ti guardano con malocchio… 



Vanno
Vengono
Ogni tanto cadono
E quando cadono
Sono bianche come agnelli
Sembra che guardano con vergogna... (PGC)


                                                                                          
        Fabrizio De André - e Mauro Pagani - che di nuvole s’intendevano, chissà come le avrebbero raccontate, le nuvole di Ripa di questi giorni. Anziché far piovere pioggia, piovono loro stesse.


        Si sdraiano sulle colline, ruzzolano morbide senza sporcarsi, s’incastrano ovattate negli alberi ma non ci giocano. Sbattono soft sull’insalata e i finocchi, pettinano le vigne invecchiandole. Scivolano al ralenti dai muri. Interrompono le strade senza sporcare. Visitano il cimitero senza portare fiori, accoccolandosi tra le tombe…


        Non prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia… Hanno forme edilizie gonfiate, quando scannerizzano il costruito. Sono fatte di niente, ma sanno nasconderti il cespuglio improvviso, tu ci inciampi e ti fai male lo stesso.


        Il paesaggio è capovolto, ma l’immagine è senza fantasia, né ti viene in mente Magritte. Troppo facile veder galleggiare paesi colline e montagne in un mare artico mosso e stagnante. Indecise sul da farsi, non consultano vento. Così non sono molto originali quando, per valli fossi boschi e agricole contrade, accompagnate dalle gazze, scendono bradipe verso mare. Senza arrivarci. Indugiano a giocare con cinghiali e caprioli, li proteggono nascondendoli alle bande di cacciatori…


        Quando gli va di piovere così, le nuvole di Ripa lo fanno in silenzio, non ti avvisano con rumore, né la terra si trema. Ti accerchiano quatte, come gli indiani. E ti ritrovi ancor più condizionato negli impicci della vita, ti vietano di vedere, di capire… ti sembra di non conoscere più il posto dove stai… Le “nuvole piovute” di Ripa non sono solo apparenza, sono pericolose. Lo diceva anche Aristofane, anche se non guidava…

        Sanno pure di mistico. Siamo a Ripa, bellezza.

PGC - 3 novembre 2018



        

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