giovedì 19 aprile 2018

Nascondete i premi

Nascondete i premi, o se li prende Alberto Cecchini


       Circola questa voce nel mondo della fotografia. Quando nei più prestigiosi concorsi fotografici internazionali partecipa lui, tranquilli che quasi sempre va sul podio o vince. Come al Fine Art Photography Awards di Londra, con migliaia di concorrenti.

A San Benedetto ci siamo abituati, non fa quasi più notizia. Mentre il suo medagliere va riempiendosi tanto che fra poco dovrà cambiare appartamento.

       Ma perché il nostro Alberto vince? Sappiamo che oggi, con tutta la tecnologia a disposizione, è agevole realizzare una buona foto. Scegli il soggetto, spari una raffica di scatti (a costo zero), guardi il visore, fai una cernita, scarti, scegli. Facile e veloce. Meglio se hai una buona attrezzatura, la compri anche su Amazon. 

      Una volta, invece Intanto non ti doveva tremare la mano. Poi dovevi essere bravo e svelto a fare le canoniche misurazioni luce-apertura-tempi-distanza, capire se mettere il tele, quando cambiare macchina, obiettivo... E poi i combattimenti con i rullini, e lo sviluppo, e la stampa e altro ancora: quante aspettative tradite. Pochi erano i concorsi fotografici, pochi i partecipanti, pochi i vincitori (cadevano subito nel dimenticatoio). 

       Ma oggi, che siamo tutti fotografi compulsivi (fotografo-dunque-sono), con il mondo infestato da immagini usa-e-getta e conseguente moltiplicazione dei concorsi, rimediare qualche premio - magari per caso - che importanza ha. 

       La fotografia vera però è diversa, come quella di Alberto: e se, partecipando seriamente ai più vari concorsi - come lui fa da anni, con costanza - ti piazzi sempre bene e spesso vinci, il motivo cè. 

       Le sue premiate immagini del terremoto di Amatrice, per esempio, coshanno di speciale? Macerie a volontà, crolli, distruzioni, vittime, angoscia forse sarebbe bastato andar lì il giorno dopo, anche il mese dopo, e scattare ad esaurimento pile. Senza neanche mirare. Invece Alberto ci si è gettato dentro, respirando la polvere e la paura come uno del posto, solo che non gli è caduta una trave in testa. Le sue sono testimonianze vibranti della tragedia appena provocata dal killer invisibile: fotografie dure, che gridano dolori infami, che odorano di disperazione non ancora rassegnata. Non mostrano solo danni.      

       Non è rituale cronaca giornalistica. Certo, sono tecnicamente ineccepibili, ma non basta per vincere premi. E che i lavori di Alberto Cecchini sono diversi, contengono e trasmettono emozioni vive, che le giurie gli riconoscono.

       Per lui è una meritata fortuna, per i suoi colleghi no: a lui i premi alti, a loro quel che resta. Allora nascondete i premi, o


PGC - 16 aprile 2018



Sezione Fotogiornalismo 2018, 1° classificato: Alberto Cicchini
Terremoto Centro Italia ( Serie ) 
24/08/2016, Terremoto nell'Italia centrale. Un terremoto di magnitudo 6,2 ha colpito le regioni Lazio e Marche scatenando il caos nel centro Italia. In particolare la città di Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e Arquata, per un totale di 299 morti, circa 400 feriti e 2.500 sfollati. 
https://fineartphotoawards.com/winners-gallery/fapa-2017-2018/professional/photojournalism

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