sabato 9 novembre 2019

Alì Babà e i quaranta palloni

            Istruzioni per la lettura (cfr. stampa locale):
-          Rubati quaranta palloni alla squadra di calcio Sambenedettese. Si cercano i ladroni, forse quaranta. Come acciuffarli, prima che ne rubino ancora? [Furto gravissimo ma “affettuoso” e creativo: senza palloni non giochi, se non giochi non perdi]

-          A San Benedetto, Grottammare e Cupramarittima si stanno costituendo legalmente - su iniziativa dei 3 sindaci e benedizione della Prefetta - i “GRUPPI DI VICINATO”. In pratica: RONDE DI CITTADINI SPIONI, “con 8 coordinatori già individuati(sic). Stiamo sereni.

Alì Babà e i quaranta palloni, dicevo, ma che c’entra? 

      E’ che ci vorrebbe un Alì Babà per ritrovare i quaranta palloni trafugati dai ladroni: e potrebbe riuscirci uno degli “8 coordinatori appena individuati” dall’Amministrazione di Grottammare, o qualche agente-scelto della relativa squadraccia. 

       Impresa non difficile - non si tratta di ori e gioielli persiani… - e perfetta come allenamento per i “Gruppi di vicinato”: basterà che questi scagnozzi girino con ostentata nonchalance per i campetti di calcio del “perimetro di competenza concordato” e osservino con cannocchialetti sapientemente mimetizzati i palloni con cui giocano i ragazzi; buttino l’occhio vigile sul vicino che d’improvviso palleggia con la moglie in giardino; controllino se la vetrina del negozio di fiducia di articoli sportivi ha troppi palloni in sconto… 
Oppure bussino direttamente alle porte del proprio quartiere (“Apriti Sesamo” e ogni porta si aprirà) e… ”quanti palloni avete in casa?” Se ce n’è più d’uno, ZAC, subito avvertiranno i Carabinieri a mezzo whatsapp, come gli hanno insegnato negli “incontri formativi” e come sta scritto nel “Protocollo d’intesa con la Prefettura”. Per il vicino saranno cazzi, ma questo è il Progetto sociale che favorisce la rinascita e il consolidamento dei rapporti e la reciproca assistenza tra vicini (sembra una barzelletta ma proprio così dice Pierre-Gallin, e i giornalisti da riporto riportano).

        Ulteriore missione degli Alì Babà nostrani sarà scovare chi in casa accende forni e camini contravvenendo all’ordinanza sindacale che lo vieta severamente ma con deroga: “salvo che per cucinare salsicce alla brace e grigliate” (pare una barzelletta ma proprio così scrive sindacopiunti nell’ordinanza).
Svariati Alì Babà in borghese, pertanto, perlustreranno il quartiere di riferimento col naso in su, guardando i comignoli e annusando l’aria come i bravi di don Rodrigo, e al minimo sospetto ti entreranno in casa (con o senza la formula magica “Apriti Sesamo”) puntandoti addosso non la pistolona, per ora, ma lo smartphone: per il vicino saranno cazzi, se sorpreso senza la salsiccia in bocca.
 
        I “Gruppi di vicinato appena istituiti, dunque: comitati di controllo o ronde, comunque li si voglia chiamare, altro non saranno che la STASI de noantri. Giusto 30 anni fa la mandavano finalmente al diavolo, la terribile Polizia Segreta della DDR, che aveva la sua forza nell’immensa rete di collaboratori più o meno segreti adescati tra i cittadini.
 
Per l’anniversario la resuscitiamo noi, proprio nei giorni in cui dappertutto viene ricordato ciò che fu quel fetente regime poliziesco caduto con ignominia, a furor di popolo; che cosa fu lo spietato controllo di ogni atto, di ogni respiro dei suoi cittadini. “Le vite degli altri” fatte a pezzi.
 
        I 3 sindaci invece già si appuntano la medaglia, nell’assordante silenzio di opinione pubblica e mezzi d’informazione: non un lamento, un soprassalto di preoccupazione, un moto d’indignazione da parte di cittadini comuni, di sedicenti intellettuali, politici sinistrorsi militanti o a riposo, giornalisti e porgimicrofono, presenzialisti di professione, finte opposizioni politiche, associazioni asservite, preti vescovi e chiesa tutta, artisti, opinionisti e bellagente.
Non un fiato da nessuno di costoro, non una parola, non un pensiero, non una riga per denunciare questa deriva pericolosa, moralmente distorta, militaresca e fascistoide; per lanciare l’allarme sul cupo spionaggio istituzionalizzato e astutamente mascherato da “reciproca assistenza tra vicini”. Nessun “dissidente”. Indifferenza, apatia, viltà, silenzio.

        Un’opinione pubblica che supinamente accetta scelte come queste, lesive di libertà, dignità, decenza, prodromi di derive impensabili, è irreparabilmente lobotomizzata, anestetizzata fino alla paralisi, e allora tutto può succedere. Nella storia recente è già successo.

        Oppure, e chissà qual è l’ipotesi peggiore, silenziosamente condivide queste politiche, se ne compiace, si sente al sicuro, tutelata da un grande fratello occhiuto e prepotente, che con l’alibi della solidarietà e partecipazione sguinzaglia i suoi spioni a controllare il modo in cui vivi.
        E i sindaci continueranno a gonfiarsi come i palloni della Samb, santi subito saranno acclamati da stampa, da cittadini adoranti e complici, da nani e ballerine: santi degli spioni, patroni del buco della serratura.
        E pensare che gli è bastato cominciare con dei piccoli ma fedeli Alì Babà che corrono dietro a 40 palloni rubati…
 
 
PGC - 9 novembre 2019




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