venerdì 12 agosto 2016

Teatro tra treni. “Amleto, ovvero il Tumulto dei Padri” (Tratto da W. Shakespeare) di e con Vincenzo Di Bonaventura attore solista


 Ho visto treni pensare mi fermo o non mi fermo?
        [ una sorta di “Essere o non Essere” ]
        Ma poi hanno pensato tutti e cinque uguale: non mi fermo,
        tiro dritto, io sono un treno merci, non porto gente, io lavoro, non è per me il teatro.
        Eppure hanno indugiato, qualcuno sferragliando ha pure frenato,
        un solitario macchinista ha guardato l’ora, se non fossi in ritardo…

               Succede questo da un po’, ma solo il martedì sera, e solo a Grottammare:
               il più bel teatro che c’è, quello di Vincenzo Di Bonaventura,
               ha messo casa in un deposito della Stazione, a pochi metri dai binari dei treni
               e a meno ancora da centinaia di auto, che qui almeno stanno zitte e ferme.

             Teatro “testimoniale”: disubbidiente, irriverente, sorprendente.
             Ma anche teatro rigoroso, innovativo, coraggioso, profondo, serio, divertente.
             Sì, teatro urgente. Che provoca “tumulti”. Dentro. Nei padri e nei figli
             E perfino nei treni merci (nei treni passeggeri non c’è speranza) che, ne sono certo,
               un martedì fermeranno. Non sorprendersi se i 70-80-100 Fiat Ducato
               nuovi di fabbrica trasportati sui vagoni accenderanno i fari, per vedere meglio…  
                       e apriranno le portiere, per sentire meglio…

PGC

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