sabato 15 febbraio 2020

I segnavento di "Messico e nuvole"

ovvero: Non tutti i Punteruoli Rossi vengono per nuocere*

*parafrasando Dario Fo


   Ogni tanto ci si ricorda, a proposito delle stragi di palme e di paesaggio per colpa del famigerato Punteruolo Rosso, che prima di venire un po’ contrastato il fetente coleottero ha potuto per anni imperversare in libertà. Delle povere palme colpite, infettate, morte stecchite e alla fine mandate in discarica si pubblicano statistiche non sempre attendibili, anche perché ciascuno dei 3 Comuni colpiti che ci riguardano – San Benedetto, Grottammare, Cupra – vuole apparire il più bravo ad essere corso ai ripari e ad aver trovato la cura (che non si sa quanto funzioni). Leggiamo percentuali e numeri che spesso non stanno né in cielo né in terra.

   Fatto sta che il Punteruolo Rosso - da qualche tempo un po’ dormiente ma per niente debellato - non solo ci ha danneggiato il patrimonio cui tenevamo di più, ma ha lasciato (va ancora lasciando, man mano che continua il suo lavoro) cadaveri di palme in piedi, soprattutto perché le operazioni di smaltimento di ogni fusto residuo costano “da 400 a 1500 euro” (anche qua, numeri ballerini): così i tre Comuni spesso fanno finta di dimenticarsi di questi tristi totem sparsi qua e là sui lungomari, nei giardini pubblici e privati, nei posti più “turistici”. Quanta pena. E poi, fatta sparire la palma morta, al suo posto ne metto un’altra? Quanto devo ancora spendere? Dove trovo i soldi?

Come ultimi arrivati noi di Messico e nuvole, nel nostro piccolo, siamo quindi a proporre per San Benedetto (ma anche per gli altri due Comuni, spesso fratelli-coltelli) una facile soluzione pseudo-artistica, certo risparmiosa ed economica, per cambiare immagine a questi scomodi indesiderati totem e non farli più apparire avanzi di una tragica quanto necessaria operazione chirurgica ambientale.

Si applichi sulla cima di ogni fusto di palma morta un segnavento artistico: che sia funzionante, ma che al posto del solito scontatissimo gallo abbia la sagoma stilizzata di una delle tante sculture presenti in città. Guardare i rendering allegati: ogni brutto totem diventa bello, col suo segnavento-scultura colorato e personalizzato.
Ci sarebbero: quello con “La retara” di Sergiacomi; quello con ”Il saluto di Ubu” di Baj; quello con “Al gabbiano Jonathan Livingston” di Lupo; quello con “L’elefantino tra le palme” di Salvo; quello con “Al pescatore” di Capponi; quello con “Lavorare lavorare lavorare” di Nespolo; quello con “To see through is not to see into” di Kostabi; quello con “Il Principe” di Consorti; quello con “I sognatori” di Annibali; quello con “Vale & Tino” di Lodola; …

   Questa nostra proposta “Non tutti i Punteruoli Rossi vengono per nuocere”, giocosa ma seria (come “Quelli che il Ballarin” dell’anno scorso, caduta nel dimenticatoio…), potrebbe anche far sorridere i turisti. Vi pare niente?
       

15. 2. 2020     Messico e nuvole    messicoenuvole2@gmail.com


Nessun commento:

Posta un commento