BREAKLIVE – Ascoli Piceno 17 aprile 2026
Quando passa una già rarissima “cometa doppia”, che per contratto splende come deve e sa - e tu te l’aspetti - non limitarti a guardarla. Se è la MIKE STERN / DENNIS CHAMBERS ti conviene soprattutto “sintonizzarti” (dal vivo) sulle sue frequenze: lei è unica, lei suona, lei è un centro mistico, lei fa jazz!
Stasera il suo tour (in orbita ellittica) inizia nientemeno che nel cielo di Ascoli, allo zenit del BREAKLIVE. Ma purtroppo fra due ore questa leggendaria jazz band suonando se ne va, parte per i cieli di Roma, Bucarest, Oslo e più lontano ancora. Chissà se tornerà, è una super cometa doppia, mica una stella cadente…
La sua (di Mike) bella chioma luminescente - per la gravità di Giove che ne attira il nucleo al Sole - stasera ci appare solo più grigio-argento di quando tanti anni fa (il tempo passa pure per le comete…) la sua orbita periodica a corto periodo (< 100 anni) attraversò in jazz i nostri cieli.
Resta inalterato e intenso invece il tradizionale ma composito scintillio della “coda”, non tanto perché le code delle comete mancano della chioma per definizione, ma perché - nell’essenza artistica - questa ha ancora e sempre con sé l’immarcescibile DENNIS CHAMBERS col il suo fortino-batteria Pearl dalle scaglie di luce, dalle timbriche lunari (negli improvvisi cambi di tempo in terzine), dalla perforante massa sonora dei colpi, dalle ginniche percussioni sui piatti, dai carezzevoli suoni talvolta inudibili, pieni di poesia.
E già, Dennis non molla Mike, Mike non molla Dennis.
Nelle costellazioni musicali del jazz (“il suono è all’origine del cosmo”), la cometa terrestre MIKE STERN / DENNIS CHAMBERS - quasi seguisse una sua personale Stella Polare - nel suo lungo girovagare pare proprio non conosca tramonto. Sarà che nella sua “coda” orbitano scelti musicisti che sono a loro volta simil-stelle, “variabili” solo in apparenza: Leni Stern (la voce più intima e affettuosa di Mike), Bob Franceschini (dai fraseggi dal pathos stellare, nei soul di blues), Gary Grainger (sempre vigile, sorridente e instancabile nel basso veleggio spaziale a fotoni).
Poi sarà che non si lascia intrappolare dalle misteriose nebulose in agguato: guardandola da vicino (come stasera) la si ascolta costantemente nitida, brillante, giovane, sicura, libera… Niente polveri di note, niente barbatrucchi tecnologici ad oscurare la fantasia inesauribile, la naturale tecnica virtuosistica, le vibrazioni ritmiche di Mike (sempre abbracciato alla sua iconica Yamaha Pacifica SC di sempre) e la sua band. Ma sarà anche che nessuno di questi 5 musicisti-viaggiatori cosmici, pur nella sottile complessità delle traiettorie e degli intrecci di suoni e di stili, esce mai dalla cometa.
Una formazione stellare infinita i cui suoni sono una potenza divina.
Si mettano il cuore in pace i cacciatori di comete.
La musica [jazz] è come il cibo, non puoi farne a meno (TRILOK GURTU)