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19/08/26

MASSIGNANO PASSO DOPPIO

Ma ieri 14 agosto 68ma Sagra delle Frittelle, prima la mostra o prima le frittelle?

     Domanda retorica. L’altro giorno se lo chiedeva (per scherzo) pure Giorgio, mentre ci spiegava in ogni dettaglio la sua preziosa mostra PASSO DOPPIO. Anzi lo chiedeva pure a noi: a ‘sta Sagra delle Frittelle, orgoglio del paese e del territorio, pensate mai che qualche spudorato entri prima in chiesa alla mia mostra - magari con frittella in bocca, cartellino rosso assicurato - e solo dopo vada alla sagra? Dai, certo che no. 

Però, mettiamo che per ghiribizzo della sorte succeda quello che non succede mai, che il 14 agosto il popolo venga prima  in chiesa e dopo vada a mangiar frittelle. [Clamoroso, se ne accorgerebbero perfino i giornalisti!] 

Come in SAGGIO SULLA LUCIDITA’ di J. Saramago (2004): in un paese ics, alle elezioni politiche, i cittadini votano in massa scheda bianca! Quando da sempre i partiti della sinistra (p.d.s.), della destra (p.d.d.) e di mezzo (p.d.m.) insieme prendevano, con alterne fortune, oltre il 75%. (l’altro 25% erano voti persi, nulli, o schede bianche). Invece stavolta i seggi restano tutto il giorno deserti - piove che dio la manda, sarà per questo? - la gente ci andrà solo all’ultimo momento. E allo spoglio la sorpresa: sono quasi tutte schede bianche! Mai successo! L’elezione era ormai un tremendo fiasco politico, e dopo ne succederanno, di cose… Tranquilli, nel libro. [Capitasse a noi italiani un terremoto elettorale del genere, a noi che votiamo votiamo votiamo - ora un po’ meno - per ritrovarci amministratori sempre più scadenti e pericolosi! Beh, l’ho detto].

 

     Improbabile che ieri 14 agosto a Massignano sia andata così (vedrò i giornali lunedì), il tema “Fare e collezionare bellezza” l’avrebbe meritato, anche per avere valanghe di visitatori-con-frittelle. 


La bella chiesa campagnola a mattoni rossi dal meraviglioso pavimento di legno intarsiato longitudinalmente divisa in due: da un lato alcuni lavori dello stesso Giorgio Voltattorni (non solo incisioni), dall’altro una selezione di opere di notevoli artisti contemporanei o quasi, suoi maestri, colleghi, amici, su cui ha scritto anche libri. Pezzi unici collezionati in decenni, che Giorgio “racconta” uno per uno ai visitatori! 

Cuanta pasiòn en la vida, Es una historia infinita, una illusion temeraria, un indiscreto final. Ay, que vision pasionaria (Paolo Conte - 2016). 


     Domani è il 16, la chiesa chiude, la mostra è finita, andate in pace. Ma non finisce qui. Giorgio ne ha fatte di mostre e ancora ne farà. Ha quadri, sculture, disegni in quantità, gli manca il museo intorno. Tanta roba.

 

PGC - 15 agosto 2026

23/02/24

Enrico Pierotti “GUARDARE GLI ALBERI”

A cura di Alex Urso

Ripatransone  FIUTO ART SPACE     17/2  12/4 2024

 
Guardare gli alberi e quello che c’è intorno
 cancellando case fabbriche strade macchine e gente
 

      Guardare gli alberi, ramo per ramo. E insieme guardare i prati filo d’erba per filo d’erba, guardare i fiori petalo per petalo, guardare l’acqua goccia per goccia… Poi, col pensiero, guardare il silenzio e “ascoltare il suono che fa” (Debussy), questo nostro paesaggio senza i suoi assassini [case fabbriche strade macchine e gente], che Enrico Pierotti ben cancella con la sua arte gentile “tra astrazione e figurazione”


       Peccato sia difficile per noialtri astrarci dalle vergogne edilizie e ambientali cui siamo abituati, e magari bastassero 8 quadri: mancano coscienze pulite, menti libere, mezzi ed energie, per arrestare la distruzione spinta del paesaggi. [In realtà i quadri sono 8 più 3: esci da FIUTO, fa’ 30 metri di bolina a babordo (eh, spesso c’è vento), entra nel nuovissimo spazio soft della Cantina dei Colli Ripani a farti un buon rosso e potrai guardare altri 3 piccoli amabili paesaggi-senza-paesi, come quegli altri ma diversi].


       Quadri sorridenti, non guardano la televisione, non leggono i giornali. Quadri di design primitivo, senza prepotenze geometriche o pretese di moderne utilità. Quadri di ingenua libertà, dai confini morbidi segnati dal verso dell’erba pettinata dal vento. Quadri di bellezza involontaria che non invecchia e non si trucca. Quadri di facili paesaggi difficili da trovare. Quadri ruralmente eleganti ma non competitivi. Poco mercantili. Fatti “per sottrazione”, con residui di sogni, cancellando tutto quello che disturba. Quadri realistici con dell’irreale nei colori anche (im)puri e (in)saturi (quel verde malachite, quei gialli post-impressionisti…). Quadri che sembrano un po’ pensieri dipinti (un’architettura dell’illusione), invece sono contemporanei e comprensibili, non hanno bisogno dell’incomprensibile critico.

   

      Quadri di paesaggi con qualcosa di tuo, che trasportano emozioni e hanno dentro l’ambiente e la vita, e perciò hanno forse innata anche la musica. Non qualsiasi musica, non canzonette. Piuttosto classica, o (quasi) jazz (compresa la sublime brodaglia di Keith Jarrett…). Come si legge in Paesaggi sonori – v. ultimo numero di “Robinson” – a proposito di Claudio Abbado: che traeva ispirazione immensa dalla natura e per ore, di fronte alla finestra, se ne stava “intrecciando con la bacchetta i suoni di rami, foglie e fiori”; e di  Debussy che immaginava una musica “che si rincorra e plani sulle cime degli alberi nella luce libera dell’aria”: una Sinfonia della Natura.

 

PGC - 22 febbraio 2024                                                                                         https://www.fiutoartspace.com/

 

 

21/01/24

Oggi a spasso senza Dorfles*

 *A spasso con Dorfles 
Biennale Internazionale del Design - Ascoli Piceno 7.5.2010


 Ascoli Piceno, 19 gennaio 2024. Esterno giorno, ore 11, sereno, assenza di vento, 22° C (!)

      Sono a spasso perché la mostra di Omar Galliani a Palazzo dei Capitani è chiusa, pensavo fosse aperta, che stupido. Così gironzolo nel centro di Ascoli, ma per forza tra i cantieri deserti: tra gru dai mutandoni di cemento, impalcature, palizzate, tabelloni pubblicitari, transenne, tubi-innocenti, avanzi di travertini e asfalto, cataste di palletts, reti, calcinacci… più in Piazza del Popolo quei giganteschi gazebo bianchi in attesa di antichi e le palme, frittimisti e feste del cioccolato

In giro solo sfaccendati e silenzio. Vagando con sprezzo del pericolo mi consento una tregua di classe al Caffè Meletti - cappuccino e cornetto €7.50, compro il giornale - faticando a trovare un’edicola, e depresso faccio delle foto. Povera Ascoli, sembra L’Aquila dopo il terremoto. 

Piazza Arringo dopo Piazza del Popolo: la situazione non migliora, e la nuova pavimentazione di pietra indiana per elefanti fa cadere un anziano che piange per il dolore e si vergogna pure, poveretto… Ma chissà perché passo qua, ero a Palazzo dei Capitani, la macchina sta dall’altra parte, cammino pure svelto… ah, queste impressioni incrociate mi fanno ricordare di quando mi capitò d’accompagnare di corsa (!) il centenario Gillo Dorfles, che dopo la conferenza s’era intestardito a voler visitare l’antico Battistero di San Giovanni (sec.XII). E di  come s’incazzò trovandolo chiuso; e di come s’incazzò ancor di più quando - trovate rocambolescamente le chiavi - vide lassù le brutte tendine delle monofore tra le ragnatele; e di come s’incazzò ancor di più per quella lucida balaustra di plexiglass intorno alla fonte, a strattoni voleva demolirla - lui, centenario! Ah, le sue “irritazioni”

      Mi dirigo verso il Battistero, toh il portone è aperto, entro. Orrido gran bazar di locandine, cartoline, ciarpame turistico, prezzi. Uno sberleffo all’atmosfera sacra del luogo, Gillo Dorfles si sarebbe infuriato come un turco (ma i Turchi, s’infuriano?) Ma il peggio è fuori, il lato opposto del quadrato di base, l’altra facciata, quella che ti trovi davanti quando entri nella Ascoli “magica”. Purtroppo non è un’allucinazione il grande totem in polistirolo di BABBO NATALE alto come mezzo Battistero! Non è allucinazione il solido pannello pubblicitario luminoso (che libereranno dall’involucro poco dopo) inchiodato alla strada a 30 cm dal sudicissimo incrostato monumento! Non sono allucinazione i baldacchini volanti del Comune (Ascoli-explorer) e delle specialità mangerecce di una locanda! E tanto altro. 

Chi vuole ho le foto. Disastro Ascoli.


      Meno male - per lui - che non sono a spasso con Dorfles.

 

PGC - 20 gennaio 2024



15/01/24

A GRANDE RICHIESTA la mostra “Prospettiva Van Orton” CHIUDE

 

 

San Benedetto del Tronto – PALAZZINA AZZURRA

14 luglio 2023 – 7 gennaio 2024  [6 mesetti]

     

      Per il grande insuccesso, ci s’aspettava prolungassero la mostra per altri 6 mesi per chiuderla il 14 luglio 2024 con Macron a San Benedetto, mica alla Bastiglia. Invece no, A GRANDE RICHIESTA SI CHIUDE! Gli stessi gemelli Van Orton avrebbero inforcato lesti la propria moto Ducati-Scramber “customizzata” esposta in Palazzina e sarebbero ripartiti per Torino. Nottetempo, chi li ha visti. 

Ma il rumore della moto ha molto allarmato le (ormai nostre) 30 anatre profughe dell’Albula dietro alla Palazzina - temevano che venissero ancora ad avvelenarle - che si son messe a starnazzare come fossero 300. Terrorizzati, i Van Orton son dovuti scappare come ladri a tutta birra verso nord in senso vietato, per fortuna non erano in servizio i vigili-pistoleri della Colonna Mobile Blu dei Monti Azzurri. 

Sull’Adriatica è iniziato lo strano inseguimento, tra la Ducati e 30 anatre assatanate dietro al culo (ai culi), tra Cupra e Pedaso si sarebbero goduti la scena un sacco di vongolari! ZAC-ZAC-ZAC ZAC-ZAC… beccate multiple, feroci, dolorose. Quelli, col cavolo che tornano!

     A GRANDE RICHIESTA però riappariranno nel supplemento del nostro celebre Calendario delle Miss 2024. Da inaffidabili notizie confermate ma anche no - la fonte è labile - pare che i Van Orton abbiano firmato un contrattone con la minorenne Ilona Van Oorschot (sicura miss Olanda e miss Universo 2024) e la stiano già dipingendo bavosi a 4 mani in PROSPETTIVA NUDA con il loro stile immersivo, iconico, caleidoscopico, simil gotico-cattedralesco, inter-generazionale, trasversale…  (seguono altri 19 super-aggettivi by Papetti-Mori-Berardinelli).

PGC - 15 gennaio 2024

30/10/23

Succede a Ripa

[ Rigenerazione di uno spazio triste e mostra Domenico Sfirro/Architetti 1998-2023 ] 

 
 
 
Ripatransone, piazza XX Settembre, sala Condivi – da Ottobre 2023 in poi
 

Minimalismo ponderato, geometrie sperimentali, modernità militante, evoluzioni sostenibili, spazi in rotazione (non solo dei 33 quadri), cromatismi in ascolto, sterzate culturali, tende di colori, disegni rigorosi, trasfigurazioni europee, panorami di emozioni, impalcature di sogni, sintesi accelerate (o rallentate), soluzioni sartoriali, dialoghi tra storia e design, paesaggi morigerati, atmosfere potenti ma di pace, architetture capaci di critica e pensiero, spazi ingentiliti, atmosfere retrofuturiste, levigatezza di dettagli, giochi di scale, case che respirano con cieli in molte stanze. L’architettura come impegno civico. (c’è pure un po’ di jazz…)

Un’impresa stimabile, in questi tempi bassi di Ripa.

Però quell’antica piazza davanti segata a morte dal ferro inox del 43°parallelo, offesa dal ferro carcerario delle serrande, ammantata dal ferro multicolor delle auto, paralizzata dalla ferrosa rampa marron… Cari Sfirro/Architetti pensateci voi, please.

PGC - 29 ottobre 2023

15/08/23

Sì, viaggiare*

 
 

Primapersonaplurale

Giacomo Giovannetti  (a cura di Alex Urso)

RIPATRANSONE – FIUTO ART SPACE     12.08 – 04.11 ‘23


       Lei mi tira il braccio per entrare, ma Alex Urso e Giacomo Giovannetti stanno ancora presentando la loro mostra. Così le dico (le comando) aspetta, fra poco entriamo e guardi e tocchi tutti i quadri che vuoi, sono di quell’uomo alto con la barba lunga marron e le braghe buffe che parla, li ha fatti assieme alla figlioletta Nina: pensa, bambina che dipinge giocando-lavorando col suo papà… Fortuna non va per le lunghe, così ci fiondiamo nell’ART SPACE quasi per primi, anche se del buffet inaugurale poi non sarebbe rimasto niente…

       Primapersonaplurale, noi. Tredici quadri sottovetro e sottoplexiglass, col plexiglass dipinto sovrapposto che fa parte dell’opera e protegge il mondo-di-sotto (quasi tutto dipinto da Nina) infantilmente primordiale e pauroso: misteriose facce irregolari, macchie amare, segni un po’ sgarbati, immagini stravolte o abusive. 

Ma qui viene il bello, il dialogo artistico col papà che coniuga queste imprigionate paure bambine con le proprie, adulte: sono progetti, storie, lezioni di viaggi lontani, di emozioni fuori casa. Mappe di Lombardia e d’Argentina, carte geografiche d’antan, fasci di frecce, segnali grafici volanti, tigri in gabbie per uccelli, barchette in tazze di caffè con elefante nel piattino, cuori anatomici grandi come l’India e il suo oceano. Tracce di vite e culture passate.

Colori d’acquerello alternati a chiazze che si spandono ad arcobaleno, pesci aerodinamici, statue a china, tabelline figurate, alfabeti russi e cinesi, occhi polizieschi, piramidi senza pietre, intarsi rubati di giornali, oggetti, studi di magliette. Fotogrammi plurali. Quadri affollati quasi senza verso (hanno senso anche capovolti), ma con innata disordinata armonia. Se fossero musica sarebbe jazz. Sanno pure di letteratura di viaggio, di Terzani e Rumiz, di Kapuscinski e Arminio, quando da reporter raccontano dell’ignoto che vanno ad incontrare per conoscere, di sapori forti, di luoghi rischiosi ma pensanti, rasserenanti, avventurosi, talvolta divertenti… Ah, che rebus**, questi quadri fitti fitti.

       Sto chino su di lei (veramente la tengo anche un po’ in braccio, però la schiena mi fa male lo stesso) che instancabile mi indica ogni centimetroquadro di quadro. Fino a quando arrivano i lanzichenecchi dal buffet. Chiede (nella sua lingua), parla, pretende risposte: io buffamente spiego e “traduco”, come posso. Fattostà che passiamo alla TAC tutti e 13 i quadri. Quando mi ricapita, di condividere gioiosamente e utilmente una mostra d’arte contemporanea con una sveglia bimbetta contemporanea di meno di 2 anni: Irene, un’amica. 

 

        *Sì, viaggiare / evitando le buche più dure / senza per questo cadere nelle tue paure…   (Lucio Battisti, 1977)


  **Cercando di te in un vecchio caffè / ho visto uno specchio e dentro / ho visto il mare e dentro al mare /  una piccola barca per me… (Paolo Conte Rebus, 1979) 

 

PGC, 15 agosto 2023


 

09/08/23

Marcello Sgattoni è un gatto


 

I FIORI DEL III MILLENNIO

sculture di Marcello Sgattoni 

San Benedetto Tr. - ex Cinema delle Palme     5 agosto – 30 settembre 2023    

 

        Quando un artista indaga d’istinto l’anima dei gatti, è lui stesso un gatto.

Gatti di legni di barche e di venti di mare, conoscitori di pesci

Gatti di Pietraia dei Poeti, gatti di Piazza Bice Piacentini, gatti di Via del Consolato

Gatti in finta posa, che guardano e ascoltano

Gatti di presepe (mai qualcuno che li nomini…)

Gatti di cultura, di studi antichi e futuristi 

Gatti architettonici, costruttori di piramidi

Gatti del pensiero e del silenzio, come fiori

Gatti di pace, di Ucraina e di Russia

Gatti  ladri di stelle e di jazz

Gatti onesti, non fanno politica.

        I gatti di gatto-Marcello, nel III millennio e oltre.

 

PGC - 8 agosto 2023

28/07/23

"PROSPETTIVA VAN ORTON"


Su questa Grande Mostra avevamo scritto al Comune le nostre perplessità [lettera protocollata il 17.7.'23 con n°55757], anche relativamente al suo costo e alla sua lunghissima durata senza senso, ma nessuna risposta dal Palazzo.

Il 15 luglio, giorno dell'apertura, alcuni di noi erano anche presenti - con dei cartelli addosso - all'esterno della Palazzina Azzurra (e poi un po' anche all'interno) per "informare" gli intervenuti coi nostri educati ed esaurienti volantini. Il sindaco però ci ha scansati, "lascia perde...". Pazienza!

Ora la mostra è iniziata, come volevasi dimostrare non ci va (quasi) nessuno [figuriamoci a settembre - ottobre - novembre...], ma la Palazzina resterà okkupata dai gemelli di Torino.

Allora, fiduciosi ma non troppo, rimandiamo nuovamente al Palazzo (divulgandola a mezzo stampa) la stessa lettera con i nomi di tutti i partecipanti al dissenso. Voi ci conoscete, siamo artisti educati, indigeni e non, un po' bravi e un po' no, ma tutti con certi desideri, aspettative e diritti sui quali giustamente crediamo. Se siete educati, ci risponderete questa volta?
Cordialmente.

—————

Al Sindaco della Città di San Benedetto del Tronto
Antonio Spazzafumo

All'Assessore alla Cultura
Pasqualina (Lina) Lazzari


Oggetto: lettera di protesta per la mostra "Prospettiva van Orton" in Palazzina Azzurra

In relazione alla mostra d’arte “Prospettiva van Orton”, con la curatela di Stefano Papetti, in corso dal 15 luglio 2023 al 7 gennaio 2024 in Palazzina Azzurra di San Benedetto, i sottoscritti cittadini contestano fortemente questa Vostra scelta che a noi pare una vera e propria cessione dello spazio pubblico a favore di una specifica associazione e del loro progetto. Seppure controversa per discutibili ragioni di valenza artistica-culturale (aspetto che vorremmo tralasciare perché pertinente a un campo più propriamente critico e di settore - l’arte è per natura molteplice, ma sarebbe bene che i luoghi a lei dedicata fossero coerentemente gestiti), i sottoscritti osservano e sottolineano con forte e convinto dissenso, le condizioni poste dall'evento stesso che crediamo costituisca un precedente per nulla replicabile, e più precisamente per:

 1) Il tempo smisurato dedicato all’esposizione (paragonabile a quella in corso della Collezione di Capodimonte al Louvre);

 2) L’esborso di denaro pubblico a suo sostegno con svariate migliaia di euro;

 3) L’ingresso del pubblico condizionato dal pagamento di un biglietto
(non riportiamo cifre per non essere inesatti rispetto ad eventuali cambi intervenuti, in più o in meno).

Ci bastano e dovrebbero bastarVi questi solo tre punti per comprendere questa nostra protesta. Sono punti che costituiscono un unicum nella storia della Palazzina Azzurra, che dal 1996 costituisce un riferimento importante per moltissimi artisti non solo ‘locali’, sia per esporre che da visitare.
Per non apparire ‘provinciali’ e chiusi in una visione locale dell’arte, dichiariamo che mostre di estremo prestigio e interesse vi si sono sempre svolte e spesso seguite con attenzione da parte di tanti appassionati o semplici curiosi del “bello e del ben fatto”. La sorte di certe strutture, come la Palazzina Azzurra, è sempre somigliante a un grafico con picchi e discese, ma resta un trend che ci segnala la bontà di tenere in piedi una simile Storia.
Se creiamo però dei precedenti che snaturano la sua funzione, allora rischiamo di perderla e che diventi un’altra ‘cosa’ (forse privatistica e commerciale come un wine bar), sia per noi sambenedettesi che per il suo territorio, ma soprattutto per i nostri amati e tanto sospirati turisti, che sono sempre più attratti da arte e luoghi curati e dinamici.
 Sappiamo che il Comitato Comunale delle Arti Visive, organo interno al Comune stesso e a capo delle attività di programmazione della Palazzina Azzurra, si è espresso in senso contrario all'adozione di quest'ultima "Prospettiva van Orton". Forse per le stesse nostre ragioni?  
La speranza non è nel Vostro accoglimento, ma in una Vostra profonda riflessione in merito per il prossimo futuro. Senza ciò si rischia di portare questa città a un maggiore degrado culturale con sempre più sfiducia nei suoi rappresentanti e amministratori pubblici.
 
Distinti saluti

San Benedetto del Tronto, 17 luglio 2023
 
Di seguito i nomi degli aderenti a questa protesta, sottoscritta per ora in modo informale, ma con il loro consenso informato.

Alfredo Celli, Alice Agnelli, Americo Marconi, Andrea Capecci, Bianca Massi, Bruno Benatti, Carlo Gentile, Daniela De Carolis, Daniela Santoni, Daniele Olivieri, Domenico Parlamenti, Emidio Mozzoni, Fabrizio Mariani, Filippo Massacci, Fiorenzo Massacci, Flavia Marcella Mandrelli, Francesco Del Zompo, Giacomo Lelli, Giancarlo Orrù, Giorgio Voltattorni, Grazia Carminucci, Lina Lanciotti, Luciano lacoponi, Luigi Troli, Marcello Lucadei, Marcello Sgattoni, Maria Teresa Urbanelli, Mario Lori, Marisa Marconi, Massimiliano (Max) Censi, Michele Ortore, Nima Tayebian, Ondina Miritello, Paolo Annibali, PGC, Pier Giorgio Cinì, Remo Croci, Rino Bernasconi, Rossella Piunti, Sara Di Giuseppe, Teresa Ciarrocchi, Vittorio Amadio.

26/06/23

“Prospettiva San Benedetto - Porto d'Ascoli”

Mostra impersonale dei 10 gemelli VAN SAMBEN: 10 artisti gemelli

nati in date diverse nonché personaggi in cerca d’autore, quindi unici.

SAN BENEDETTO T. - Palazzina Azzurra     14 luglio 2023 – 7 gennaio 2024

 

      Cresce l’attesa per questa mostra semestrale di livello mondiale. Nulla è stato lasciato al caso. Ma prima, dal 1° al 14 luglio 2023, ci sarà un mini-evento prototipo, un ballon d’essai, come quando prima della star conclamata mandano sul palco comici, musici, maghi, vecchie miss e politici sfatti per “scaldare” il pubblico:“PROSPETTIVA VAN ORTON”, avventurosa mostra-mercato dei due volenterosi gemelli piemontesi Shiavon - la coppia più bella del mondo - con la loro fiammeggiante illustrata mercanzia: si va da una strana motocicletta in technicolor a dei barattoletti di tè (caldo o freddo) in plastica riciclata. Tutt’un rosario di meraviglie allestito con soldi pubblici e sponsor. Badilate di “cultura” però a pagamento: ticket 5 EURO. Verrà gente, con la Palazzina Azzurra sempre opacizzata dalle algide vetrate mal-verniciate bianche, così da fuori non si vede cosa, ormai tutti la scambiano per una clinica per malati in vena di eutanasia…

Ma dal bastiglioso 14 luglio -“le jour de gloire est arrivé” - arriveranno finalmente in mostra i 10 gemelli VAN SAMBEN con “PROSPETTIVA SAN BENEDETTO - PORTO D’ASCOLI” per restarci 6 mesi fino al 7 gennaio 2024. Anche la Palazzina tornerà festosamente “trasparente”: le grandi vetrate bianche, appena frantumate a pezzettini, saranno state generosamente regalate dal sindaco-capocomico ai ragazzi-gemelli VAN ORTON, che pare si divertano a colorarle come anticamente usava nelle cattedrali gotiche…

-          Ma chi sono i 10 personaggi in cerca d’autore alias gemelli VAN SAMBENSono 10 rinomati artisti locali e marchigiani (un po’ flaneur, un po’ romantici, un po’ “ma come fanno i marinai… con le loro facce stanche…”) nati in date diverse (!) che, per la prima volta riuniti in cooperativa non edilizia ma d’arte e di pensiero, espongono nella “loro” Palazzina i loro migliori lavori caleidoscopici nonché vulcanici. CON INGRESSO LIBERO (però un panino e birra o gazzosa sono graditi) metteranno in scena - luuunga scena, 6 mesi! - il dramma espositivo della loro intensa vita artistica. [Ah, niente tragedia finale, nessun commediante si spara o annega nella vasca…]
-    Ma  per ora, per una suspense tutta sambenedettese, i “nostri” 10 gemelli VAN SAMBEN compaiono solo con i loro alti pseudonimi van qualcosa, le loro vere generalità saranno rivelate giusto il 14 luglio -“le jour de gloire est arrivé” in un luogo segreto ma vicino-vicino alla Palazzina Azzurra. Sarà un improbabile, terribile, artistico, giocoso, rivoluzionario e corsaro flash mob, anche per “salutare” la ripartenza dei colleghi gemelli VAN ORTON (un po’ dégonflés…).

 

gemello n° 1     van Dick
gemello n° 2     van Gogh
gemello n °3     van Trotten
gemello n° 4     van Eyck
gemello n° 5     van Doesburg
gemello n° 6     van Duck
gemello n° 7    van Hoek
gemello n° 8     van Kraft
gemello n° 9     van Stock
gemello n°10    van Bruggen               curatela di van Truppen
 

25 giugno 2023              Messico e nuvole