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09/08/26

Marcello e Francesco

Due amici perduti d’un colpo, uno vicino e uno lontano. Magari invisibili, però stavano sempre con noi.

Tra loro non si frequentavano. Due storie diverse, due “lavori” diversi [pure due stazze diverse, uno la metà dell’altro]. Come noi, entrambi amavano i gatti e le farfalle.

Marcello testardo contadino, artigiano ribelle, scultore di pensieri. Autoctono, di qui.

Francesco immenso cantautore d’antan, scrittore, “rivoluzionario garbato”.

Né di Bologna né di Modena, diciamo di quelle parti. 

Due umani rari. Raccontavano storie, nostre storie. Francesco con la musica e i libri, Marcello costruendo figure e anime con la roba che trovava, e metteva in “Pietraia”.

Due artisti speciali, due poeti. Mai succubi del mercato. Due “locomotive” morali e popolari (non una!) lanciate contro l’ingiustizia. Francesco agitando la fiaccola dell’anarchia, Marcello quella della Fede più semplice e forte che c’è.

Ricorderò il Marcello leggero sulla sua bicicletta a ruote fini, i suoi buffi berrettini… 

Ma anche le sue lacrime mentre mi raccontava dei terribili uomini-del-gas che gli trucidarono pure i suoi cari antichi vitigni… ‘sti delinquenti, Iddio li perdoni!

Ricorderò il Francesco giovanissimo che incontravo a Bologna nel ‘65 in via Riva Reno (avevamo due eskimi uguali!), e quello recente di un 15 anni fa quando lo scarrozzavo per S. Benedetto a un Festival Ferré… Non so guidare, non ho la patente, ma va’ piano!

       

      Di loro ci resta tanto.  Noi che ci sentiamo un po’ i vagoni di queste due locomotive li ricorderemo ogni giorno. Ma non lo diremo.

 

giorgio

 

7 agosto 2026

09/08/23

Marcello Sgattoni è un gatto


 

I FIORI DEL III MILLENNIO

sculture di Marcello Sgattoni 

San Benedetto Tr. - ex Cinema delle Palme     5 agosto – 30 settembre 2023    

 

        Quando un artista indaga d’istinto l’anima dei gatti, è lui stesso un gatto.

Gatti di legni di barche e di venti di mare, conoscitori di pesci

Gatti di Pietraia dei Poeti, gatti di Piazza Bice Piacentini, gatti di Via del Consolato

Gatti in finta posa, che guardano e ascoltano

Gatti di presepe (mai qualcuno che li nomini…)

Gatti di cultura, di studi antichi e futuristi 

Gatti architettonici, costruttori di piramidi

Gatti del pensiero e del silenzio, come fiori

Gatti di pace, di Ucraina e di Russia

Gatti  ladri di stelle e di jazz

Gatti onesti, non fanno politica.

        I gatti di gatto-Marcello, nel III millennio e oltre.

 

PGC - 8 agosto 2023

03/08/23

"I fiori" di Marcello Sgattoni

 

 

(Piccolo scambio tra Marcello e me, martedì 1° agosto 2023):
“France’, i’ so’ pazz’ più di te (aggiungo io: forse per la differenza d’età e quindi per le minori opportunità avute finora per incorrere in delle ‘pazzie’).
“I’ so’ già morto… forse non so’ mai nato!”
- Marcello, tu sei stato sempre su questa Terra anche prima di esserci. Sei il custode delle 'cose' che furono e saranno. Sei il nostro oracolo, e la tua arte ce l’ha a volte sussurrato, più spesso gridato, da sempre -.
 
***
 
Se dovessi paragonare Marcello Sgattoni a un animale, lo paragonerei a un elefante indiano. Ti avvolge con la sua proboscide piena di attenzioni, ti ascolta e accarezza con le infinite orecchie e ti spinge con la forza della sua testa.
Un altro animale che forse lo definisce ancora di più, o lo completa (siamo pur sempre doppi) potrebbe essere l’aquila, con la sua maestosa capacità di volare in alto senza sforzo, planando a spirale e volteggiando finché trova correnti ascensionali. Ti scruta e nel contempo ti descrive, ti indaga, scopre le tue paure e se decide di ‘ferirti’ lo fa per riportarti a terra perché non sopporti la ‘vertigine’ del cielo.
Le sue parole sono lampi, come le sue opere. Schegge di natura morta ridata alla luce con spruzzi di colore, solo per rivelarsi, per farsi accettare per la tonaca francescana della sua corteccia.
 
Marcello Sgattoni è un artista che, prima di farsi conoscere con le proprie opere, si fa apprezzare come uomo di puro concentrato, tra poesia, empatia e saggezza. Un profondo conoscitore delle ‘piccolezze’ come delle grandezze dell’animo umano, da sempre un punto di riferimento di un’intera comunità... la nostra e non solo. Forse ecco spiegato il titolo baudelariano: il suo è un continuo richiamo ad osservare e operare nella bellezza per superare le angosce dell'esistenza.
 
Francesco Del Zompo per Marcello Sgattoni "I fiori del III° millennio", 5 agosto - 30 settembre 2023, ex Cinema delle Palme, San Benedetto del Tronto.

14/06/23

Lancia, lancetta e lancettuccia

San Benedetto T.  -  Circolo Nautico Ragn’a Vela    11 giugno 2023

       Se ho capito bene, la “nostra” lancettuccia – se fosse una biciclettuccia – sarebbe una Graziella. Invece quella del Ragn’ a Vela si chiama Pupina. E non è pieghevole. Però era anche lei agilissima e versatile da matti, quando navigava. Beh, navigava… pescava sottocosta qua davanti a vista di terra e di paranza. Faceva un po’ come il pendolo, dall’alba al tramonto. 4 metri e mezzo, la lunghezza di una macchina, ma se ci andavano in 4 non c’era spazio per i bagagli: i pesci. 

Aveva una rudimentale vela a trapezio-quasi-triangolo detta “al terzo” (1/3 della vela sporgente oltre l’albero verso prua) con boma, colorata e con disegni facili facili. Niente motore (neanche i pedali, infatti nessuno la chiamava Graziella). Sulla grezza vela, continuamente bagnata con acqua di mare per irrobustirne la trama, l’importante era l’immagine - il Torrione, il gallo, l’ancora, Gesù, una stella marina, un gabbiano, una sirenetta… - oppure il simbolo del soprannome della famiglia proprietaria: siccome il padrone della Pupina lo si chiamava LIO’, Marcello Sgattoni gli dipinse un leone sulla vela rossastra. 

Lance, lancette e lancettucce si riconoscevano benissimo così, senza numeri, senza marchi, senza sponsor, senza traccia di design. Ed erano belle. Lo stesso le grosse paranze dagli occhi teneri, che però avevano spettacolari vele triangolari senza boma e un piccolo fiocco a prua detto “mezzanella” per le andature di poppa, qualche volta.

       Eh, sono ormai storie, oggi resta poco o niente. Per colpa nostra: con l’ultima lancetta, il Circolo dei Sambenedettesi ci fece allegramente la focara; l’ultima paranza - il glorioso San Benedetto Martire, primo peschereccio in legno che si spinse nell’Oceano a pescare sulle coste dell’Africa - fu “ruspato” in pubblico senza a né ba’ nel 2010; delle povere lancettucce ne restano solo 3 o 4, di cui la Pupina del Ragn’a Vela pluri-restaurata da Gino pare la meglio e da oggi ha la sua bella vela rimessa a nuovo col Leone Lio’ di Marcello Sgattoni.

C’è stata una festarella, si capisce. Con cosiddette autorità e prete benedicente, spumantino tiepido e un po’ di mangiare.    

PGC - 12 giugno 2023

31/08/22

Marcello Sgattoni e il "Guardiano di stelle"


Arte e poesia sono la stessa cosa e l’uomo (noi tutti) le delega agli artefici della creatività, di ciò che non sappiamo né vedere né concepire. Agli artisti la società affida l’avventura, la scoperta dell’immaginario, dell’irreale, l’indagine dell’ignoto, ciò che non riusciamo a comprendere o a cogliere, presi come siamo dalla quotidianità e dall’ordinario. 
 
L’introspezione, la protesta, l’asserzione che non siamo al mondo per un puro calcolo del caos ma nati anche per riflettere e contemplare. Tutto questo Marcello Sgattoni lo sperimenta da sempre, da un’intera vita, sino a… ‘riveder le stelle’ in ogni buio, cercando di catturarne una flebile luce. 
E chissà quanta, dentro di sé, ne custodisce ancora da donarci? Molta, a giudicare dalla maestosità del suo “Guardiano di stelle”.


Francesco Del Zompo
Pietraia dei Poeti, 28 agosto 2022
https://www.pietraiadeipoeti.it