Ma ieri 14 agosto 68ma Sagra delle Frittelle, prima la mostra o prima le frittelle?
Domanda retorica. L’altro giorno se lo chiedeva (per scherzo) pure Giorgio, mentre ci spiegava in ogni dettaglio la sua preziosa mostra PASSO DOPPIO. Anzi lo chiedeva pure a noi: a ‘sta Sagra delle Frittelle, orgoglio del paese e del territorio, pensate mai che qualche spudorato entri prima in chiesa alla mia mostra - magari con frittella in bocca, cartellino rosso assicurato - e solo dopo vada alla sagra? Dai, certo che no.
Però, mettiamo che per ghiribizzo della sorte succeda quello che non succede mai, che il 14 agosto il popolo venga prima in chiesa e dopo vada a mangiar frittelle. [Clamoroso, se ne accorgerebbero perfino i giornalisti!]
Come in SAGGIO SULLA LUCIDITA’ di J. Saramago (2004): in un paese ics, alle elezioni politiche, i cittadini votano in massa scheda bianca! Quando da sempre i partiti della sinistra (p.d.s.), della destra (p.d.d.) e di mezzo (p.d.m.) insieme prendevano, con alterne fortune, oltre il 75%. (l’altro 25% erano voti persi, nulli, o schede bianche). Invece stavolta i seggi restano tutto il giorno deserti - piove che dio la manda, sarà per questo? - la gente ci andrà solo all’ultimo momento. E allo spoglio la sorpresa: sono quasi tutte schede bianche! Mai successo! L’elezione era ormai un tremendo fiasco politico, e dopo ne succederanno, di cose… Tranquilli, nel libro. [Capitasse a noi italiani un terremoto elettorale del genere, a noi che votiamo votiamo votiamo - ora un po’ meno - per ritrovarci amministratori sempre più scadenti e pericolosi! Beh, l’ho detto].
Improbabile che ieri 14 agosto a Massignano sia andata così (vedrò i giornali lunedì), il tema “Fare e collezionare bellezza” l’avrebbe meritato, anche per avere valanghe di visitatori-con-frittelle.
La bella chiesa campagnola a mattoni rossi dal meraviglioso pavimento di legno intarsiato longitudinalmente divisa in due: da un lato alcuni lavori dello stesso Giorgio Voltattorni (non solo incisioni), dall’altro una selezione di opere di notevoli artisti contemporanei o quasi, suoi maestri, colleghi, amici, su cui ha scritto anche libri. Pezzi unici collezionati in decenni, che Giorgio “racconta” uno per uno ai visitatori!
Cuanta pasiòn en la vida, Es una historia infinita, una illusion temeraria, un indiscreto final. Ay, que vision pasionaria (Paolo Conte - 2016).
Domani è il 16, la chiesa chiude, la mostra è finita, andate in pace. Ma non finisce qui. Giorgio ne ha fatte di mostre e ancora ne farà. Ha quadri, sculture, disegni in quantità, gli manca il museo intorno. Tanta roba.
PGC - 15 agosto 2026
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