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06/12/24

ALBERGO DIFFUSO (forse) anche nel Piceno a 494 m s.l.m. (per esempio)

Non sarà "ancora alberghi", questo “ALBERGO DIFFUSO”

 

          Il progetto sociale dell’ALBERGO DIFFUSO (A.D.) può finalmente essere anche per noi l’innovativa saggia opportunità di investimento pubblico/privato nel “Turismo Sostenibile”, e non soltanto e banalmente attività alberghiera (di rapina), nè (furbi) B&B a go-go nè forme dilaganti e spopolanti di “affitti brevi” (Airbnb).

Ri-utilizzando, con sapiente e corale gestione centralizzata, solo strutture e immobili già esistenti “diffusi nell’autenticità locale” - semplici abitazioni appena da ricondizionare, palazzetti storici dimenticati [dismessi o in (s)vendita], case sussurranti di paese, casolari tipici sorridenti, ex luoghi di lavoro o d’impresa ecc. - l’A.D., in sinergia tra residenti e turisti, valorizzerebbe diversamente e con successo i nostri borghi storici espulsi dalle zuccherose rotte turistiche. Senza costruire il solito albergo (l’albergo in più o l’albergo che non c’era), senza cacciare gli abitanti, senza insistere nella violenza del territorio.

Borghi e colline restano integri, gentili. Per il turista emergente che cerca nuovi stimoli, addio stress nelle ospitali dimore-soft a misura d’uomo di albergo diffuso mimetizzato nel jazz dell’ambiente, conservate ad arte per lui.

          Conservare qui non significa congelare, bensì rivitalizzare rigenerando con cautela e rispetto: solo che ormai è compito delle anime volenterose del borgo snaturato e svilito da certa modernità, bonificarsi dal kitsch delle brutture sovrapposte, frutto dell’abitudine all’incuria dei propri amministratori e dell’ignavia dei troppi sudditi votanti. Presane tristemente coscienza, tocca a loro subito reagire, macinar idee, pianificarle con luminosa intelligenza, progettare, organizzarsi, restaurare come si deve. Perché, come in acustica la qualità d’ascolto è compromessa dal più scadente dei componenti, così un borgo si mostra brutto-e-cattivo e respingente al visitatore se anche uno solo dei suoi elementi importanti resta sciatto e scadente: solo ricondizionandone tutte le parti critiche con cura, impegno, sentimento, armonia e spirito sociale, il borgo diventerà attrattivo e funzionerà. Servizi, viabilità, segnaletica, traffico, sicurezza, trasporti, illuminazione… cose così, a tutto campo.

Il turista/viaggiatore che sceglie l’A.D., statisticamente meno corsaro, più leale e sensibile della cieca massa vacanziera, guarda con occhi come fionde, pensa, confronta, giudica, pretende. Torna a casa sua e racconta. Ma pure dà. E quel che dà - specie in esperienza, socialità, cultura - è patrimonio regalato che resta al territorio, è curriculum che non si disperde.

-          Se (per es.) il comprensorio del borgo a 494 m s.l.m. vuol degnamente competere con le forme tradizionali di ricezione alberghiera del circondario con un A.D., ri-conosciuti in coscienza i propri punti di debolezza, vi rimedi! Ricordandosi che il suo cliente potenziale prediligerà sempre - migliorandole - la calma, il silenzio giusto, la quiete dell’antico, la pulizia urbana, l’informazione, i prezzi morigerati e sorvegliati, l’aria buona, la genuina cortesia di paese.

Ma non basta.       

          Non basta perché occorre aggiungere un connotato speciale a questo A.D.. Certo per distinguerlo, ma anche per cogliere l’opportunità di dare al settore vacanziero corrente (che normalmente ne è lontano) qualcosa di autenticamente culturale. Sta diffondendosi l’arte di viaggiare: spinta dalla curiosità, dalla voglia di esplorare, di imparare o da chissà cosa, c’è sempre più gente che vuol scegliere “dove” andare e “perché”. Un borgo meno nevrotico e più umano certamente  attira, poi se offre una certa panoramica culturale originale attuale è meglio.

            Per cui, agganciandomi non per caso alla cronaca di questi giorni, il polverone mediatico sulla banana con scotch di Maurizio Cattelan venduta all’asta alla cifra folle di 6,2 milioni di dollari, bassa cronaca giornalistica che sbeffeggia l’Arte Contemporanea centrifugandola coi soldi dei mercanti, degli speculatori e di galleristi più spregiudicati che competenti, propongo l’idea di dare alle varie dimore-soft del borgo a 494m s.l.m. (sempre per esempio) adibite ad A.D. i nomi di noti artisti/performer internazionali di Arte Contemporanea*.  Se i siti fossero 10, sceglierei

BANSKY  CHRISTO  KOONS  PAOLINI  KOUNELLIS  HOCKNEY  KIEFER  CASTELLANI  GILARDI  CATTELAN

E di ognuno “arrederei” gli interni (possibilmente pure gli esterni) con manifesti, stampe, cataloghi, adesivi, modellini e multipli di opere dell’artista di cui quell’A.D. ha preso il nome. Come se lì ci abitasse davvero lui, l’artista famoso, ah ah…  

Ovviamente, a prezioso supporto dell’operazione, si progetti una comunicazione adeguata che informi, racconti, spieghi, insegni, appassioni. Ma, per favore, in un italiano preciso e brillante, non medicinal-burocratico-pomposo come fan tutti. Anche in oxfordiano inglese (non maccheronico o all’amatriciana, che poi ci ridono dietro…), e in spagnolo, cinese e russo. Sììì! Non è strano, serve!

       Ma ancora non basta.

-          Al “nostro” ALBERGO DIFFUSO necessita pure un marchio/logo esclusivo. Eccolo:

 

*P.S.    Ah… ci vuole un certo fiuto per orientarsi nell’Arte Contemporanea. Ripa ce l’ha.

PGC  Messico e nuvole - 1 dicembre 2024



04/03/24

ZEUS a RIPA


      Andando giù lungo il Corso di Ripa, tutti immagineresti di incontrare meno che ZEUS. Sempre che d’improvviso non esploda un temporale tosto – oggi si chiama bomba d’acqua – e pioggia grandine tuoni fulmini e saette come da copione. Allora sì, potresti intravvedere ZEUS volteggiare come un drone tra le nuvole nere dietro il campanile della cattedrale, o più ad ovest verso i Sibillini (sul monte della Sibilla, ovvio), o a cavallo di un missile russo che sfiora le vallate… 

Visioni, sì, meglio farsi subito visitare da uno bravo eh. Però che strano, ZEUS non ti apparirebbe a colori, ma come di consueto con tutte le tonalità del grigio: palestrato a torso nudo (come da contratto) ben abbronzato di grigio, barba e capelli folti (mai conobbero barbiere) e grigi, occhi fiammeggianti grigi. Incazzato nero. Età sui 55. Lo ZEUS regista di un film tipo “Il nubifragio”. Magari attorniato da aquile reali, tori sacri, querce immense come baobab… beh, hai fatto indigestione di mitologia greca, non ti è bastato il catechismo. E’ che lassù, al posto di ZEUS, da cattolici si tende a vedere quell’altro, potente lo stesso anzi di più, forse solo meno teatrale e scenografico. Che se pure lui scatena il finimondo sulla tua vigna, di mestiere compie miracoli, pochi ma buoni. Poi non parla solo greco, col vocabolario della fede ti par di capirlo.

      Ripa è speciale, però, perché ha uno ZEUS speciale, che in Corso Vittorio Emanuele ci sta di casa (paga l’IMU), col buono e col cattivo tempo. La meteorologia non gli interessa. Si può controllare: da quando Mario Vespasiani lo ha dipinto, niente bombe d’acqua, neanche a Roma dove è andato a farsi guardare e premiare. Questo ZEUS cioè è facile da vedere. 

È uno ZEUS diverso, laico e libero direi, “DIVINTA’ EROI E PERSONAGGI LEGGENDARI” stanno nei quadri più in là. Lui sta al centro. Guarda dritto. E spicca perché ha tutti i colori - meno quell’antico noioso grigio-topo d’ordinanza - uniformemente distribuiti in facili geometrie quasi euclidee: nel volto, nei capelli, nella barba (come appena uscito dal barbiere). Un volto (apparentemente) senza sguardo, che ricorda certe maschere veneziane del ‘700 ma non ti turba: ti cerca, ti guarda, ti interroga, ti ipnotizza. Eppure ti rassicura, sembra proteggerti. Sarà per quella (un po’ nascosta) spirale portante che dal baricentro del volto (cioè del quadro) si sviluppa in sezione aurea, sarà per gli occhi blu-caverna senza pupille, sarà per l’atmosfera più romana che greca. 

ZEUS-ETERNALS”, ma moderno. Tra gli altri dipinti-parlanti (nonché ammonitori), che con le loro profonde suggestioni impensieriscono e quasi intimoriscono chi li guarda, il “nostro” ZEUS nella sua intensità pittorica mi sembra il più agile e senza tempo. Quasi un marchio, un brand.

 PGC - 4 marzo 2024


15/01/24

A GRANDE RICHIESTA la mostra “Prospettiva Van Orton” CHIUDE

 

 

San Benedetto del Tronto – PALAZZINA AZZURRA

14 luglio 2023 – 7 gennaio 2024  [6 mesetti]

     

      Per il grande insuccesso, ci s’aspettava prolungassero la mostra per altri 6 mesi per chiuderla il 14 luglio 2024 con Macron a San Benedetto, mica alla Bastiglia. Invece no, A GRANDE RICHIESTA SI CHIUDE! Gli stessi gemelli Van Orton avrebbero inforcato lesti la propria moto Ducati-Scramber “customizzata” esposta in Palazzina e sarebbero ripartiti per Torino. Nottetempo, chi li ha visti. 

Ma il rumore della moto ha molto allarmato le (ormai nostre) 30 anatre profughe dell’Albula dietro alla Palazzina - temevano che venissero ancora ad avvelenarle - che si son messe a starnazzare come fossero 300. Terrorizzati, i Van Orton son dovuti scappare come ladri a tutta birra verso nord in senso vietato, per fortuna non erano in servizio i vigili-pistoleri della Colonna Mobile Blu dei Monti Azzurri. 

Sull’Adriatica è iniziato lo strano inseguimento, tra la Ducati e 30 anatre assatanate dietro al culo (ai culi), tra Cupra e Pedaso si sarebbero goduti la scena un sacco di vongolari! ZAC-ZAC-ZAC ZAC-ZAC… beccate multiple, feroci, dolorose. Quelli, col cavolo che tornano!

     A GRANDE RICHIESTA però riappariranno nel supplemento del nostro celebre Calendario delle Miss 2024. Da inaffidabili notizie confermate ma anche no - la fonte è labile - pare che i Van Orton abbiano firmato un contrattone con la minorenne Ilona Van Oorschot (sicura miss Olanda e miss Universo 2024) e la stiano già dipingendo bavosi a 4 mani in PROSPETTIVA NUDA con il loro stile immersivo, iconico, caleidoscopico, simil gotico-cattedralesco, inter-generazionale, trasversale…  (seguono altri 19 super-aggettivi by Papetti-Mori-Berardinelli).

PGC - 15 gennaio 2024

26/06/23

“Prospettiva San Benedetto - Porto d'Ascoli”

Mostra impersonale dei 10 gemelli VAN SAMBEN: 10 artisti gemelli

nati in date diverse nonché personaggi in cerca d’autore, quindi unici.

SAN BENEDETTO T. - Palazzina Azzurra     14 luglio 2023 – 7 gennaio 2024

 

      Cresce l’attesa per questa mostra semestrale di livello mondiale. Nulla è stato lasciato al caso. Ma prima, dal 1° al 14 luglio 2023, ci sarà un mini-evento prototipo, un ballon d’essai, come quando prima della star conclamata mandano sul palco comici, musici, maghi, vecchie miss e politici sfatti per “scaldare” il pubblico:“PROSPETTIVA VAN ORTON”, avventurosa mostra-mercato dei due volenterosi gemelli piemontesi Shiavon - la coppia più bella del mondo - con la loro fiammeggiante illustrata mercanzia: si va da una strana motocicletta in technicolor a dei barattoletti di tè (caldo o freddo) in plastica riciclata. Tutt’un rosario di meraviglie allestito con soldi pubblici e sponsor. Badilate di “cultura” però a pagamento: ticket 5 EURO. Verrà gente, con la Palazzina Azzurra sempre opacizzata dalle algide vetrate mal-verniciate bianche, così da fuori non si vede cosa, ormai tutti la scambiano per una clinica per malati in vena di eutanasia…

Ma dal bastiglioso 14 luglio -“le jour de gloire est arrivé” - arriveranno finalmente in mostra i 10 gemelli VAN SAMBEN con “PROSPETTIVA SAN BENEDETTO - PORTO D’ASCOLI” per restarci 6 mesi fino al 7 gennaio 2024. Anche la Palazzina tornerà festosamente “trasparente”: le grandi vetrate bianche, appena frantumate a pezzettini, saranno state generosamente regalate dal sindaco-capocomico ai ragazzi-gemelli VAN ORTON, che pare si divertano a colorarle come anticamente usava nelle cattedrali gotiche…

-          Ma chi sono i 10 personaggi in cerca d’autore alias gemelli VAN SAMBENSono 10 rinomati artisti locali e marchigiani (un po’ flaneur, un po’ romantici, un po’ “ma come fanno i marinai… con le loro facce stanche…”) nati in date diverse (!) che, per la prima volta riuniti in cooperativa non edilizia ma d’arte e di pensiero, espongono nella “loro” Palazzina i loro migliori lavori caleidoscopici nonché vulcanici. CON INGRESSO LIBERO (però un panino e birra o gazzosa sono graditi) metteranno in scena - luuunga scena, 6 mesi! - il dramma espositivo della loro intensa vita artistica. [Ah, niente tragedia finale, nessun commediante si spara o annega nella vasca…]
-    Ma  per ora, per una suspense tutta sambenedettese, i “nostri” 10 gemelli VAN SAMBEN compaiono solo con i loro alti pseudonimi van qualcosa, le loro vere generalità saranno rivelate giusto il 14 luglio -“le jour de gloire est arrivé” in un luogo segreto ma vicino-vicino alla Palazzina Azzurra. Sarà un improbabile, terribile, artistico, giocoso, rivoluzionario e corsaro flash mob, anche per “salutare” la ripartenza dei colleghi gemelli VAN ORTON (un po’ dégonflés…).

 

gemello n° 1     van Dick
gemello n° 2     van Gogh
gemello n °3     van Trotten
gemello n° 4     van Eyck
gemello n° 5     van Doesburg
gemello n° 6     van Duck
gemello n° 7    van Hoek
gemello n° 8     van Kraft
gemello n° 9     van Stock
gemello n°10    van Bruggen               curatela di van Truppen
 

25 giugno 2023              Messico e nuvole