Un tempo culla di civiltà, quella Grecia le cui colonie in Italia meridionale si dissero orgogliosamente Magna Graecia, nel nostro martoriato presente è anch’essa ormai - come noi d'altronde - non più magna, ma piccola e opaca.
Da quando il suo governo ha consentito, inerte, che in acque cretesi pirateggiasse impunito Israele da stato terrorista qual è.
E da terrorista sequestrasse, malmenasse, deportasse e torturando detenesse, violando ogni diritto internazionale, l’equipaggio di Global Sumud Flotilla.
Da quando tra Grecia e governo genocidario d’Israele veleggiano vento in poppa golosi accordi per forniture e cooperazione in ambito militare [650 mln di euro per artiglieria missilistica e 3 miliardi per acquistare da Israele lo Scudo di Achille (sic), sistema anti-missilistico israeliano].
Non che da noi si stia messi meglio: legami economici e strategici con i governi terroristi di Israele e Usa e con la fraterna coppia di criminali Trump e Netanyahu, più codardia, inettitudine politica e ipocrisia, rendono il nostro governo - ieri come oggi, a Gaza come in Iran - COMPLICE.
Silente e inerte davanti allo sterminio della popolazione di Gaza come all’aggressione israelo-americana in Iran e dintorni.
E ora la Flotilla: boicottata e sbeffeggiata mesi fa da istituzioni e media la prima spedizione; per questa seconda appena un belato di protesta contro l’azione illegale di Israele e l'abbordaggio piratesco dell'imbarcazione italiana.
Anzi peggio: con la seconda carica dello Stato - tale Ignazio Benito (nomen omen) La Russa - e il suo incredibile Hanno avuto la fortuna di essere fermati d Israele così da poter gridare alla tortura.
Anzi ancor peggio: con Mattarella - il presidente che si porta su tutto signora mia - e i suoi discorsi edificanti buoni per ogni inaugurazione/commemorazione/funerale che dio manda sulla terra, e su questa vergogna (e su altre) il suo starsene muto come il monumento al milite ignoto.
Allora perché meravigliarsi che questo governo accetti l'obbrobrio del Board of peace; che la banda che il mondo ci invidia - la Fratelladitaglia, lo statista Tajani e l’androide Crosetto - facciano un unico blocco per impedire sanzioni a Netanyahu; che ci si accodi pedissequamente al delirio guerrafondaio e al fanatismo ignorante delle massime cariche in EU; che la militarizzazione crescente, prona alle farneticazioni belliciste delle marionette al potere in Europa e in Italia, stia trasformando le nostre economie in economie di guerra; che si avvicini ogni giorno il baratro verso il quale la nostra civiltà svenduta si dirige con la coerenza dei folli?
Perché sorprenderci d’esser diventati ciechi, ciechi che, pur vedendo, non vedono?
Domani 8 maggio, da Creta, riprenderanno il viaggio verso Gaza le 36 barche della flotta civile scampate all’abbordaggio.
E sarà ancora grande, questo mare antico e greco.
Gaza
i nodi al pettine la storia
al capolinea
(…)
Gaza
il mio dolore si ferma alla strozza
come non volesse uscire dalla carne
una condanna che mi porto dentro senza esibizioni
o gazzarre o bandiere
segnali sempre di atroci spartizioni
(Giarmando A.Dimarti, il viatore, 2025)
Sara Di Giuseppe - 7 maggio 2026