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20/04/22

Russia/USA/Ucraina di Michaela Menestrina


RUSSIA.
Sul terreno di guerra sedicente
fraterno, un giovane soldato
russo uccide sotto i cingoli del carro
armato il suo comandante.
È impazzito perché ha capito
che l’hanno fregato a 20 anni.
L’hanno portato in Ucraina
con l’inganno. I suoi amici: morti.
Per lui la corte marziale?

USA.
Sul palcoscenico di Hollywood
si consuma uno show imprevisto.
Il comico presentatore 
fa una battuta infame su 
una donna malata. Si alza il marito
e lo schiaffeggia. Standing ovation?
Eh no, non si usa violenza!
Dimissioni dall’Accademia.
La pace è salva.

UCRAINA.
Un presidente attore comico
al quale invadono lo stato
sovrano, diventa il capo di stato
più famoso del mondo.
Da venti di corruzione a tempeste
di dignità e valore 
in presenza sul campo
per il suo popolo.
Statista 2.0 contro imperialismo?

 

Michaela, 7 aprile 2022 

23/03/21

"Lisa e Orso", buon compleanno

Gli amici di Milano, Franco Toselli e Franca Bernardini, entrambi strettissimi amici e collaboratori di Lisa Ponti, ci ricordano che oggi, 23 marzo 2021, Lisa avrebbe compiuto 99 anni. Ne ha mancati, ai nostri occhi, appena due. È il suo compleanno insomma, e noi lo festeggiamo ricordandola con un suo amorevole ed elegante disegno rigorosamente in A4: "Lisa e Orso", che ci promettono che torneranno. Fantastico!

Auguri Lisa Ponti, anche da parte dei 'marinai senza paura', ma solo perché tu c'hai spronato.

Lisa Ponti, Lisa e Orso


16/11/20

Da Aylan a Joseph...

Cinque anni son trascorsi
da Lesbo al mare di mezzo
grigio piombo
lurido profondo cimitero
senza pace
dove bambini senza futuro
vengono a morire al freddo e
al gelo dell’indifferenza
collettiva. Postuma.
I lose my baby
un grido di dolore solitario
senza utopia di risoluzione.
Piccolo Joseph
figlio putativo
senza padre celeste
sei nato
vissuto e morto
senza alcun risorgimento
in una bara adeguata di fretta
decorata dal cuscino
della nostra vergogna.
Quale vergogna?


Michaela Menestrina

 

N.d.R.  
Il link di seguito è a descrizione del fatto di cronaca trattato dalla poesia di Michaela:
https://dilei.it/editoriali/mi-chiamavo-joseph-avevo-sei-mesi-e-ieri-sono-morto/758182/ 
 

 


02/11/20

Gigi Proietti uno splendido Signore

 

E si è infilato nella lista, senza avvisarci, uno splendido Signore: 
Gigi Proietti.
 
Nel 2011, all’università di Verona, ci fu una serata in cui ci raccontò un po’ della sua vita. Lui è sempre stato grande e modesto, bello e rassicurante, probabilmente non si prendeva sul serio, ma professionalmente parlando lo era eccome, serio e bravo e maestro per chi voleva intraprendere la sua professione di mattatore a tutto tondo.

Poteva e ha potuto insegnare a tutti, suo è stato un dono, un privilegio che ha restituito senza risparmiarsi soprattutto ai giovani. Il teatro Tenda a Roma: con il suo sorriso sornione che accusava, senza pronunciarsi direttamente, la mancanza di muri avvolgenti e solidi per il teatro. Ha accettato un tendone e ne è diventato il re.
Un mattatore sempre provvisorio, al pari dell’esistere, al ludibrio dei guizzi del tempo culturale sospeso, ma indispensabile, pieno di dignità e naturalmente positivo.
 
Grazie Gigi, sono felice di averti conosciuto. Eravamo in molto più di mille e ci hai fatto ridere, sensazione magnifica, ci hai fatto riflettere, sensazione indispensabile, ci hai fatto provare consapevolezza, sensazione che si allontana sempre più.

Ma tu hai un posto speciale nel mio cuore.
Per sempre.

Buon viaggio a Te.


2 novembre 2020 - Michaela Menestrina


 

18/04/20

La partigiana Carolina

La ricchezza delle partigiane
della guerra pandemica
sono macchine da cucire
ben oliate sui tavoli e usate a testa bassa.
A tempo indeterminato.
Aghi e fili, stoffe multicolori
artistiche che cambiano destinazione.
Archiviate coperte quiltate e arazzi per mostre
di là da venire, si passa alle mascherine, sì quelle
che le case di riposo non hanno.
Nell’RSA ci abitano i vecchi dimenticati
dalla sanità, esposti a loro insaputa
alla loro vita a termine. Oggi. 
Ma il termine l’hanno decretato le priorità, 
le disattenzioni, la mala organizzazione,
l’incapacità e la sottovalutazione dei potenti
di turno, quelli che abbiamo votato, 
non il tempo propizio a lasciare la vita terrena.
Questi signori responsabili 
potranno dormire sonni tranquilli, impuniti
hanno regalato a piene mani sonni eterni
anticipati e solitari a nonni e nonne italiani.
Due generazioni spazzate via.
Tamponi, sanificazione, mascherine,
guanti sono la nuova ricchezza.
Agli ultimi la ricchezza non è mai appartenuta.
E le donne, che ricche non sono mai state
ma infinite sì, assemblano nascoste in ritirata.
E si espongono di coraggio.
Organizzazione senza infrangere le regole:
ciascuna fa non più di 200 metri,
inforca una bicicletta o corre con zaino
in spalla; scambio veloce di aghi, perché 
si rompono, fili, perché finiscono,
elastici, anche quelli da mutande
dei tempi andati,
modelli di mascherina triplo strato
per campione, così i destinatari
potranno inserire un pezzo di carta forno
che è meglio di niente, o un assorbente
con la parte adesiva da mettere all’esterno.

Luci accese anche di notte nelle case delle partigiane
perché le richieste sono esagerate.
Migliaia di pezzi. Da confezionare per ieri.
Problemi? Nessuno.
La rete delle forniture si apre
di generosità, le pezze di stoffe
scendono dagli scaffali di negozi chiusi
perché certe chiusure si possono infrangere.
Eccome.
Le partigiane moderne sono figlie e nipoti
di quelle dimenticate negli ospizi.
Alle donne coraggiose senza camici e protezione
spetta la consegna di un pezzo di vita indispensabile.
Anche questa volta. E i pacchi giungono puntuali
a chi rimane vivo per miracolo. Voilà.
Grazie di cuore partigiana Carolina, sei per me simbolo
di ogni Nobel della vita. Di tutte le donne nutrienti come te.



Michaela Menestrina - 17 aprile 2020


Nuovo look al tempo del Covid19-20-21...

Guardo i pantaloni della tuta
divenuta ormai divisa condivisa dai più 
dietro troppi vetri chiusi, occupati
da sguardi più delusi che speranzosi
di Pierrot impregnati di lacrime calde.
Ma di nuovo supponenti di diritti. 
Troppo presto, abbiamo solo fretta.
Sono macchiate di rosa le tute
non seguono una texture
si formano casualmente
spruzzo dopo spruzzo da
miscela salvifica d’acqua e candeggina.
Fragranze orientaleggianti esclusive
hanno lasciato posto
all’acre odore della sopravvivenza
che disinfetta maniglie, chiavi, tavoli,
scarpe, bagni, cucine insieme
a una variegata massa di tutorial
ogni giorno, più volte al giorno.
Le macchie casuali sono nuova geografia,
ci ricordano grafici, cluster, morti 
che non vogliamo decodificare seriamente.
Noi a comporre i prossimi centomila? 
Quanti alla fine, perché fine non è! 
La fine è nelle mani dell’invisibile.
Fase un, due, tre, un due, tre.
Abbiamo paura, una fottuta paura
di annoverarci tra questo sgradito
contributo storico del secondo millennio.
Siamo vittime in attesa di questa guerra
silenziosa, eppur talmente assordante
perché ci toglie il fiato...
E allora spruzziamo finché ce n’è.
E corriamo dietro a noi stessi, 
ai nostri comportamenti smascherati.
Le macchie non volano caro Sepulveda,
non hanno coraggio. Si posano e
lasciano il segno, come pezze al sedere
nell’anima. Ma ci regalano memoria:
ci ricordano che libertà è pari a felicità:
attimi che abbiamo sprecato invano.


Michaela Menestrina - 17 aprile 2020