Ripatransone ci riprova.
Sfumò la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2026 dopo la buca dello show estivo di Fabrizio Corona (misteriosamente evaporato per ragioni sconosciute ai mortali, dopo tanto tutto pronto per / cresce l’attesa per / si va verso il sold out per / l’estate entra nel vivo con, dell’osannante grancassa della stampa locale – il fascino discreto del pregiudicato, sapete - ).
E tuttavia la città eroicamente non si perse d’animo e decise di concorrere ancora per il 2027 con un’altra perla.
Stavolta, c’è da scommetterci, ce la farà.
Perché niente può dare più prestigio ad un’amministrazione, ad una città, alla cittadinanza tutta, del sostituire la bella e funzionante Biblioteca “Aldo Gabrielli”(*) con una Scuola di Ballo – Liscio, Ballo da sala, Danze Caraibiche, Kizomba - più “Yoga in Biblioteca”, recita la locandina appiccicata in vetrina.
Tu pensi: magari la Biblioteca funziona lo stesso, magari di sera per il ballo spostano i tavoli come quando da liceali facevamo le feste nel garage di casa.
Macchè, signori miei, qua si fa sul serio. Qua si abballa come dio comanda.
Infatti passi lì davanti e vedi al di là dei vetri che l’accogliente, bella Biblioteca non c’è più.
Nel senso dei libri.
Non li hanno buttati via (forse, più avanti…) hanno solo addossato alle pareti gli scaffali - coi libri, questi intrusi – quasi appiccicandoli l’uno all’altro, piazzandoci davanti - come in garage o in cantina - i tavoli che prima occupavano il bel salone e accoglievano lettori, studenti piccoli e grandi, maestri e prof…, e corsi di qualche cosa.
E adesso avanti a tutto liscio e kizomba (kizomba!?). Altro che Shall We Dance? e J.Lo e Richard Gere…
Intendiamoci: non è che a Ripa manchino spazi belli e ampi e inutilizzati: ne è piena, anzi, spopolata com’è e ricca di notevoli ambienti pressoché dimenticati.
Ma vuoi mettere: in una biblioteca balli da dio, e senza l’impiccio dei libri.
E se mai per concorrere una seconda volta a Capitale Italiana della Cultura occorresse un rinforzino, ecco che Ripa, dopo essersi liberata della noiosa biblioteca - che è già un bel passo avanti - ti sforna sulla piazza principale - nei canonici giorni dell' ottobre, appunto - una OKTOBER FEST che a Monaco di Baviera già ce la invidiano e mandano studiosi a osservarla.
Manifesto dai colori “ucraini” - chissà perché - elencante le meraviglie di stinco e dintorni, e antica piazza dalle quinte di edifici storici e severi decorata dai gazebo gastronomici impiccati su pali di ferro, e chilometriche panche da riempire di mangiatori di würstel, canederli e strüdel (piatti tipici, come tutti sanno, della cucina locale) e bevitori di birra delle nostre vigne.
Noi attendiamo fiduciosi: il titolo praticamente è già nostro, la cittadinanza gradisce e non fiata.
Gongola - gli si legge nello sguardo fiero - il Leo Ripanus svettante sopra il fantasma della nuova comunale pompa di benzina/prezzi modici, chiusa come una vecchia chiesa.
(*) Letterato e lessicografo nato a Ripatransone nel 1898
Nessun commento:
Posta un commento