09/09/14

"Stato civile: fantastica marionetta. Sabatino Polce presenta la sua prossima mostra al Kursaal di Grottammare

    Mi laureo a Venezia in Architettura, ma a case e tecnigrafo preferisco sin da subito l'argilla, il legno e la musica; la voglia è di progettare giochi… carillon per l’esattezza. Nasce così il laboratorio La Gatta (inizialmente a Padova, poi in Abruzzo, ora nelle Marche) e sono ormai 25 anni che insieme a mia moglie ideiamo e costruiamo carillon originali distribuiti nei migliori negozi italiani e non solo.

08/09/14

Popsophia. Parli il Tango? Lo spettacolo di tango e mimo dei Los Guardiola



Ah, non so ballare il Tango
Ma cosa conta, è un ballo antico, complicato, argentino…
ci sono balli più “importanti”.

Poi, perché il Tango a Popsophia,
farà ridere? Ah, Ah #Oppureno…
e tu che mi chiedi se lo “parlo”…

Invece, al Castello della Rancia,
una sera succede che non solo si “parli” il Tango,
ma che si arrivi a capirlo.
Perfino chi non lo conosce.

Mister Guardiola – non l’allenatore
e Giorgia – non la cantante:
Col Tango raccontano
Col Tango divertono
Col Tango commuovono
Col Tango parlano!

Ci voleva un’ora così, per capire il mistero del Tango
Peccato non parlarlo…
Bisognerebbe tutti studiarlo,
mica perder tempo con l’Inglese.

PGC


05/09/14

Popsophia. Spettacolo di tango e mimo: “Organito del suburbio”

#Oppureridi: l’aforisma di Morreall divenuto hashtag calza a pennello a questa serata in cui un tango che non ti aspetti unisce l’umorismo, la maschera, la parodia, alla seduzione antica di una danza che non è solo “pensiero triste che si balla”, ma è anche divertimento, allegria, libertà.
L’apertura è gradevolmente “seria”, con Lucrezia Ercoli che nel consueto stile misurato e competente intervista Massimo Donà filosofo (ma anche musicista ma anche jazzista) intorno al tango.

02/09/14

Popsophia. Maurizio Ferraris intervistato da Armando Massarenti: “… Non prendetemi per un altro”. Comicità e orrore in Friedrich Nietzsche

Forse nessuno meglio di un filosofo torinese come Maurizio Ferraris avrebbe potuto guidarci, con eleganza umorismo e ironia, dentro quell’ilaro-tragedia che fu l’esistenza di Nietzsche il quale, nei suoi viaggi di apolide attraverso Germania, Italia, Svizzera, proprio a Torino soggiornò amando quella città con entusiasmo (a partire dalla cucina: la migliore, per lui, quella piemontese). E’ questa una delle “prossimità” con Nietzsche su cui Ferraris scherza prima di inoltrarsi nei temi della comicità e dell’orrore; l’altra, più curiosa, è il suo “incontrare” Nietzsche almeno due volte l’anno, quando visita lo studio del proprio commercialista, nello stesso appartamento in cui nel 1888 il filosofo scrisse Ecce homo.

26/08/14

Paolo Angeli a Giulianova. Un satiro sardo a due passi dal mare

Il satiro danzante ha chiuso un concerto straordinario, un bis (ma non di più) concesso in una serata che ha regalato al pubblico di Giulianova (TE) un Paolo Angeli in forma strepitosa, nonostante un tour estivo faticoso e la crisi di fame che lo ha torturato la sera precedente facendolo boccheggiare. Lo avevamo ascoltato a Grottammare più di un anno fa grazie a “quelli” di Note di Colore, che riescono a proporre sempre eventi piccoli quanto straordinari e di grande qualità. Ieri sera, sarà stato il mare (a destra), i pescherecci alle spalle, l'odore di salsedine e l'aria tipica di un molo portuale, ma la location giuliese ha caricato il chitarrista sardo come non ci saremmo mai aspettati. Angeli era felice di suonare e di dialogare con gli spettatori raccontando aneddoti sulla sua terra, compreso quello incantevole dell'incontro sulla spiaggia con Peter Gabriel. Così, fra un aneddoto e un brano, la serata è corsa via veloce, impregnata com'era delle note a cascata di un chitarrista che abbiamo finalmente scoperto in tutta la sua pregevole tecnica.

24/08/14

AMARChORD Duo: Ljuba De Angelis (chanteuse) - Filippo Poderini (chitarra acustica) alla “Rosa dei venti”. Lecce - San Benedetto T. - Bologna - Parigi

LECCE - SAN BENEDETTO T. - BOLOGNA - PARIGI: mi ricordo… sì, era - mi pare - lo scorticato cartello metallico della carrozza ferroviaria sulla quale salivi per andare “solo” a Bologna. Ci incontravi la gente di Puglia, che ancora a Bologna non la smetteva di guardare dal finestrino. Certo, mica andavano a Parigi. Sarebbero tutti scesi a Milano, o Torino, massimo in Svizzera. Ma tu fantasticavi di come era facile andare a Parigi, bastava non scendere mai… ah Montmartre, ah la Senna… e la Tour Eiffel, e i concerti di Aznavour, di Léo Ferré…
Questo tanto tempo fa, perché già da prima del 2004 quel lungo treno non c’era più (o comunque a San Benedetto non fermava). Da Lecce a Parigi, con la modernità, c’andavi a palla allazzata con Ryanair, e da San Benedetto a Bologna ovviamente in macchina, sulla A14. Per cui, nel fatidico 2004, quando a Bologna la chitarra acustica dell’umbro (poi naturalizzato leccese) Filippo Poderini“ s’intreccia” con la voce della sambenedettese (poi naturalizzata parigina) Ljuba De Angelis, chissà com’è andata.

22/08/14

Gli uccelli*, ovvero Matteo Renzi e i Gufi. Il grande Aristofane insegna

È nota l’avversione di Matteo Renzi per la specie dei Gufi. Meno noto è che l’astuto boy-scout ha cercato di neutralizzare l’influenza esercitata dagli odiati volatili sulla pubblica opinione e di acquistarne il favore convincendoli con subdoli stratagemmi della possibilità di riacquistare un presunto potere regale sottratto loro dagli dei nella notte dei tempi, e di creare nello spazio aereo che è il loro regno una potente città fortificata, dal fantasioso nome di “Nubicuculia”, sospesa tra il mondo degli uomini e quello degli dei, dalla quale poter dominare sugli uni e sugli altri.
Questi alcuni significativi momenti, fortunosamente intercettati, dei primi approcci con un autorevole rappresentante dei rapaci, e della trattativa successivamente intercorsa.

*Libero saccheggio da Aristofane, Gli Uccelli, 414 a.C. (trad. Alessandro Grilli)

Renzi
Per Eracle, e questa che bestia è? E quel piumaggio? Apollo, proteggimi tu, che becco spaventoso!
Gufo
Mi prendi in giro per il mio piumaggio e per il becco? Non mi sai dire niente di più gentile? Eppure anch’io, o straniero, ero un uomo. Ma dimmi un po’, tu chi sei? E qual bisogno ti ha spinto da queste parti? Perché volevi incontrarmi?
R.
Io? Sono un mortale. Volevo incontrarti, primo perché una volta eri un uomo come noi; ed eri pieno di debiti come noi; e ti piaceva non pagarli, proprio come a noi; poi, perché ti sei trasformato in uccello e ormai ragioni in tutto e per tutto come un uomo e come un uccello insieme; e poi, perché vedo un grande progetto per la stirpe degli uccelli, che vi darà il potere, se date retta a me. Potreste fondare una città nell’aria, cioè nello spazio degli uccelli, che sta a mezza strada fra il cielo e la terra; vi basta insediarvi in questo posto e fortificarlo: si chiamerà “Stato degli uccelli”, e da lì voi comanderete gli uomini e gli dei: comanderete gli uomini come le cavallette, e gli dei li sfinirete per fame.
G.
Evviva! Per la terra, per tutte le tagliole, le ragne e le reti! Non avevo mai sentito un’idea carina come questa; sì sì, voglio fondarla, questa città, se anche gli altri uccelli sono d’accordo.
Venite tutti qui, stirpi degli uccelli dal collo flessuoso! E’ giunto un giovane sagace e pieno di idee nuove e capace di opere nuove, un sottile ragionatore! Venite tutti qua a sentire! E’ una volpe sveltissima, uno che escogita, azzecca e che sistema, un fior di parlatore!
R.
(Per Apollo, che massa d’uccelli s’è radunata, da far paura! Ma… non ce l’avranno mica con me? Ahimè, mettila come ti pare, ma questi spalancano il becco e guardano proprio verso di me!)
G.
L’uomo è creatura infida sempre e comunque, per natura: ma vi dico che dalla terra degli uomini è venuto qui un giovane, e ci porta il cespite di un’impresa formidabile! Sarà anche nemico per natura, ma è venuto qua per insegnarvi qualcosa di utile. Ma parla tu stesso, avanti, sei venuto qui per convincerci di un tuo progetto: coraggio, parla! Un discorso collettivo, sicuro, giusto, utile e dilettevole.
R.
Ebbene… ehm… sì, ecco: sono a tal punto addolorato per voi che un tempo eravate re…
G.
Noi? Re? E di che? Questo proprio non lo sapevo, per Zeus!
R.
….E’ perché siete ignoranti e non avete studiato Esopo, che nelle sue favole dice che l’allodola è l’uccello che esisteva prima di tutti in assoluto: e se sono venuti al mondo prima della terra e prima degli dei, non sono loro i sovrani di diritto, in quanto più vecchi? E’ chiaro da molti indizi che un tempo non erano gli dei ma gli uccelli, a regnare sugli uomini: ad esempio potrei cominciare dal gallo, che è stato il primo sovrano e tiranno di tutti i Persiani, ecco perché ancora adesso è l’unico uccello che incede come il Gran Re, con la cresta tutta dritta. E all’epoca era così potente che ancora adesso per effetto della sua potenza di prima, basta che canti la mattina e tutti saltano in piedi per andare a lavorare: fabbri, vasai, conciapelli, calzolai, bagnini, e pure chi vende granaglie, tornisce lire o aggiusta scudi. Si mettono le scarpe e via, che è ancora notte. Dopo di che fu il nibbio a prendere il comando e a regnare sui Greci. Poi fu il cuculo a regnare sull’Egitto e su tutta la Fenicia. E ogni volta che faceva cucù, tutti i Fenici nei campi mietevano fave e piselli. Avevano allora un potere tale che, anche se regnava un qualche Agamennone o Menelao, un uccello gli si metteva sullo scettro per avere anche lui la sua parte delle regalìe. Ma la prova decisiva è che Zeus, che regna in questo momento, tiene sempre un’aquila sulla testa, anche se è lui il re; e sua figlia una civetta; e Apollo, come un attendente, un falco. E poi una volta nessun uomo giurava per gli dei, ma tutti per gli uccelli.
Ecco fino a che punto prima vi consideravano importanti e venerabili, mentre adesso vi trattano come i figli della serva, vi catturano e vi vendono dieci un soldo e una volta che vi hanno comprato vi fanno arrosto e vi portano in tavola; e vi grattano sopra pure formaggio, olio, silfio, aceto, poi anche un battuto dolce, bello unto, e ve lo spargono sopra caldo caldo, come su carogne rinsecchite.
G.
Quante cose tremende, terribili, ci hai raccontato! Ma tu sei giunto a salvarci, per fortuna e per volontà del cielo: ora vogliamo vivere così, affidando a te noi stessi e i nostri pulcini. Ma dicci cosa dobbiamo fare, per noi la vita non ha più senso se non recuperiamo ad ogni costo la nostra dignità di re.
R.
Allora innanzi tutto i Gufi devono riunirsi in un’unica città, e poi devono fortificare il cielo intero e tutta l’aria in mezzo con mattoni cotti, come a Babilonia; poi si chiede a Zeus di restituire il potere; se rifiuta e non viene subito a patti, gli si dichiara una guerra sacra. Agli uomini dovete mandare questa ambasciata: d’ora in avanti i sacrifici vanno fatti agli uccelli perché a regnare sono gli uccelli; agli dei si potrà sacrificare solo dopo, inoltre a ciascun dio va affiancato l’uccello che meglio gli si adatta.
G.
Ma come faremo a farli diventar ricchi? Sai bene che questa è la loro grande passione!
R.
Loro vanno sempre in cerca di auspici: dunque gli uccelli gli faranno trovare le miniere, e diranno agli indovini quali spedizioni renderanno bene, ecc. E se gli affari andranno bene, essi si sentiranno anche in salute, e gli uccelli gli allungheranno la vita anche di trecento anni!
G.
Per la miseria, eri il più odioso dei bellimbusti, ma adesso sei diventato quello a noi più caro! Nessuno ormai ci impedirà di tener dietro alla tua idea! Le cose più importanti gli uomini le devono tutte a noi uccelli; un auspicio, un uccello augurale è la prima cosa che andate a cercare per qualsiasi progetto, che si tratti di un viaggio d’affari, d’un acquisto di beni, d’un matrimonio. Insomma, se ci considerate degli dei potrete contare su di noi, vi staremo vicini e vi daremo ricchezza e salute, pace e abbondanza, allegria e gioventù, danze, feste e latte di gallina. Vi sfiniremo a forza di regali, a tal punto vi faremo ricchi, tutti quanti.
Ma prima di tutto bisognerà dare alla città un bel nome che sappia di nuvole e di spazi celesti, una roba bella gonfia. Che ne dite di Nubicuculia? Sì, magnifico, ho trovato proprio un nome bello e grande. Sarà un lavoro splendido e imponente, il muro sarà così grosso che ci potrà passare anche Prossenide di Sparalagrossa con due carri tirati da cavalli come quello di Troia! E lo faranno gli uccelli, tutto da soli! E se Zeus ci darà fastidio, chiamerò le aquile flammigere e gli ridurrò in cenere la casa!
E a te, Matteo, tutti i popoli rendano onore e ti incoronino per la tua sapienza, per aver fondato nell’aria questa gloriosissima città! Alata stirpe degli uccelli, tre volte beata, prospera in tutto, accogli il tiranno nella sua casa felice. Eccolo che avanza. Mai stella lucente brillò tanto nella sua corsa dorata, né mai splendore raggiante del sole altrettanto rifulse. Un profumo indicibile si spande in alto nel cielo, brezze leggere muovono il fumo che si leva dagli incensi. Schieratevi in fila, fate spazio! Volate intorno al fortunato e portategli fortuna. Grandi sorti davvero arridono alla stirpe degli uccelli per mezzo di quest’uomo: suo è il tuono che scuote la terra, le saette infuocate di Zeus, il lampo terribile della folgore. Venite dunque alla festa! Alalà, urrà, peana! Vittoria! Evviva il vincitore, dio supremo!

Sara Di Giuseppe



17/08/14

“Alleg(o)rie”, la mostra di Gianluigi Capriotti in Palazzina Azzurra. La Divina Commedia sotto i mari

Non ho potuto accaparrarmi nessuna “cartolina” di queste ALLEG(O)RIE di Gianluigi Capriotti, come invece avevo agilmente fatto all’altra sua indimenticata mostra“VAN DOG” una quindicina di anni fa, sempre qui alla Palazzina Azzurra. Forse Gianluigi ne ha stampate poche e sono andate via come il pane, o forse proprio non le ha fatte. Ma può anche essere che io abbia frequentato un po’ meno la mostra, d’altra parte la Palazzina Azzurra senza Adelchi non è più la stessa…

13/08/14

Il Laboratorio Teatrale Re Nudo a Grottammare: “All’alba un palpito di mare”. Noi siamo solo andata

“E faceva spavento, respiro di quella belva che era il mondo, il suono del mare…”: l’incipit del racconto di Sciascia - Il lungo viaggio - saluta il sole già saldo sulla linea dell’orizzonte con il gruppo di migranti siciliani, ignoranti e ingannati, convinti di arrivare in America (duecentocinquantamila-lire-metà-alla-partenza-metà-all’arrivo al trafficante) e sbarcati dopo undici notti di “traversata” a Santa Croce Camerina, Sicilia (“Si buttarono come schiantati sull’orlo della cunetta perché non c’era fretta di portare agli altri la notizia che erano sbarcati in Sicilia”).

11/08/14

Presentazione di UT Il Viaggio. Mercoledì 13 agosto ore 21.30, Ragn'a Vela


UT/2/2014/8°anno

Il viaggio
quarantaquattresimo numero di UT

mercoledì
13/08/’14/21.30
day / month / year / hour

Circolo Nautico “Ragn’a Vela"San Benedetto del Tronto (Lungomare Sud – tra conc.71 e 71bis)



Saranno presenti personalmente o con i loro testi e opere:
Francesco Accattoli, Theocharis Bikiropoulos, Georgia Chaidemenopoulou,
Emily Forlini, Enrica Loggi, Alceo Lucidi, Mariagrazia Maiorino, Americo Marconi, Alessandra Morelli, Michele Ortore, Gino Piergallini, Giuseppe Piscopo, Ivan Pozzoni, Ambra Simeone, Dante Marcos Spurio, Nima Tayebian,
e... il trio di UT.
*Prenota una o più copie di UT ‘Il viaggio’ rispondendo a questa mail fino al giorno della presentazione.
Potrai averla a € 10,00 anziché € 15,00. 

Vedi tutti i numeri precedenti al
http://www.ilmondodiutblog.blogspot.it/p/le-copertine.html