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02/12/19

I pali pendenti di Ripa*

-         Dicono i maligni che si sono storti per il temporale-lampo di domenica scorsa, i nuovissimi pali dell’ENEL in contrada Petrella, contr. Sant’Egidio, contr. Sant’Andrea, contr. Carmine, contr. Penne… eccetera. 

Ma non è vero, non ci posso credere.

La verità è che li mettono già così, pendenti, pendenti come la Torre di Pisa, che fa più artistico e portano turisti. Inclinazione variabile secondo le caratteristiche del territorio, delle correnti e dei venti. E’ l’aerodinamica, bellezza! “Resisteranno meglio alle intemperie”, quanto siamo ignoranti… Era un segreto militare, ma l’ENEL li stava studiando da parecchio. Non potevamo mica andare ancora avanti coi vecchi pali di legno noiosamente dritti, che cadendo a 90° ammazzano le macchine. Questi qua invece, giacchè l’angolo è più piccolo, cadranno sì prima ma saranno carezze!

Certo ci vuole più studio e tempo a metterli, continue misurazioni, algoritmi… Sono mesi che nelle nostre agricole contrade compaiono quei cartelli colorati “AVVISO DI INTERRUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA”, un giorno alla settimana, tutto il giorno, una settimana sì e l’altra pure!
Ne ho l’intera collezione, mi manca solo il cartello azzurro - rarissimo - di metà ottobre, andarono persi quasi tutti, forse se ne andarono via col vento… È così elettrizzante, poi, scommettere da contrada a contrada se davvero la corrente tornerà a las cinco de la tarde, e correre a far scorta di candele, tranne quando non lo sai che resterai al buio perché i cartelli o non avevano voglia di metterli o saltando di palo in frasca ne hanno attaccati due o tre in tutto.

-          Dicono poi i maligni che ‘sti pali li mettono i somari, gente che non sa lavorare, o come minimo improvvisata: colpa dei sub–sub-appalti. Ma non è vero, non ci posso credere. Non ci sono i controllori? Squadre di tecnici sguinzagliati di nascosto tra boschi, vigne, calanchi e colline a verificare che tutto sia realizzato a regola d’arte? Nessuno li vede perché si mimetizzano come i cacciatori, ma è sicuro che ci sono: come trovano un solo palo dritto fanno rapporto alla Direzione Galattica di E-Distribuzione e sono dolori.

-        Dicono ancora i maligni che… questi nuovi pali - giustamente storti - potrebbero purtroppo mettersi dritti al primo temporale, al primo scirocco, alla prima bomba d’acqua. Ma non è vero, non ci posso credere. Anche se, con tutti questi “cambiamenti climatici”…


*(vedi foto)


PGC - 2 dicembre 2019



07/05/19

Stiamo freschi!

Gli affreschi della Petrella dureranno sempre. [forse]

La tesi di Tania Bonanno

Ripatransone Sala Consiliare del Comune    4 maggio 2019  ore 17



        Santa Maria della Petrella, unantica chiesetta di campagna del genere povero, come tante. Tuttavia lavrebbe, una propria dignità architettonica, se qualcuno un po se ne curasse. Invece, nonostante vecchi e inadeguati restauri-ormai-bisognosi-di-restauri, è praticamente abbandonata. Finto-terremotata. Chiusa. Quando ci passi manco la guardi più. E solo un facile punto di riferimento: passata la Petrella, pe Ripa so 3 chilometri

        Se la chiesetta se la passa male, i suoi preziosi affreschi non stanno meglio. Hanno anche loro gli acciacchi delletà, ma non hanno mai visto medico. Tania, che li ha amorevolmente studiati tanto da farci la tesi di laurea, nel partecipato incontro di sabato ce li ha mostrati uno per uno: quelli in basso sono quasi scomparsi per colpevole consunzione fisica o per i violenti graffitaggi ignoranti; quelli in alto resistono, ma appaiono stanchi, mutilati, quasi morenti. Li stiamo perdendo. Eppure, per la particolare tecnica con cui furono dipinti, loro durerebbero sempre. E questi della Petrella hanno appena 500 anni, dei giovinetti! 

        Per ridargli fiato, forse si potrebbe cominciare così:

-      Via quegli orribili banchi attaccati alle pareti (ormai poco) affrescate. A protezione, si costruisca una semplice ma solida balaustra di ferro.

-      Eliminare la spaventosa nicchia posticcia che contiene la statua di una madonna abusiva. Lei cosa centra? Mica era unappestata che cercava ricovero. Perbacco, lì cera un affresco, perduto per sempre.

-      Spiccare loffensivo lampadario centrale, portarlo a LAntico e le Palme, o a casa di qualcuno, o in ricicleria, sempre 3 km da qua. Per lilluminazione, 6 invisibili led di Brico.

-      Via quegli ingressi posticci con serrande-Novelli da garage. Chiuderli con dei vecchi mattoni.

-      Imperativamente rimettere al suo posto il magnifico affresco furbescamente sottratto (e ben restaurato) che ora sta al Museo. Fare piano che si rompe.   

Fin qui basterebbero un 5 mila euro. Il Comune dirà che non ce lha, non credetegli. Ma comunque, visto che a messa si usa dar qualcosa, perché il prete non fa circolare un piattino raffigurante un affresco della Petrella e raccoglie soldi per quello? A ogni chiesa di Ripa un piattino con un affresco diverso. Con tutte ste messe 

Poi certo bisognerà continuare, fare tante altre cose per rivitalizzare come si deve la chiesetta e gli affreschi, forse Tania ci guiderebbe”… Ma diamoci noi una mossa subito, sennò stiamo freschi!


PGC - 6 maggio 2019