16/06/14

La pazienza tra mitologia e cultura. L'appuntamento dell'Associazione Giardini San Michele

L’Associazione Giardini San Michele, in collaborazione con Alchimie d’Arte e UT, organizza l’incontro “La pazienza tra mitologia e cultura”. Giampietro De Angelis, presidente dell’Associazione Giardini San Michele e prolifico animatore socio-culturale, curerà l’introduzione. Americo Marconi, medico diplomato in filosofia orientale e comparativa, proporrà il quaderno La pazienza di sant’Agostino. Si terrà una proiezione di diapositive dal titolo La pazienza virtù universale.
L’appuntamento è per sabato 21 Giugno alle ore 17,30 nella sede dell’Associazione Giardini San Michele: tipica costruzione colonica color ocra, tra le colline del nostro entroterra, situata in Contrada S. Michele a Ripatransone.
L’ingresso è libero. Per raggiungere il luogo, consultare il sito web www.giardinisanmichele.it.
Nella sua evoluzione l’uomo, dopo aver assunto la posizione eretta e aver scoperto il fuoco, centomila mila anni fa si chiese il senso della morte e diede sepoltura ai propri simili. Per questo gesto di autoconsapevolezza e per la dimensione raggiunta dal suo cervello fu chiamato homo sapiens. Iniziò a incidere e dipingere rocce, a coltivare la terra, allevare animali, vivere in comunità. Nelle abilità e nella condivisione, apprese ad essere paziente: perciò oltre a homo sapiens era divenuto homo patiens. Sviluppò capacità cognitive e simboliche che lo portarono a scrivere e creare sistemi di pensiero. Fu allora che riuscì a definire la sua pazienza come una vera e propria virtù.
Fin dai primi discorsi il Buddha, che fu un riformatore dell’Hinduismo, raccomandava la pazienza, con la compassione, la non violenza e l’amore come gli unici mezzi per prendersi cura di se stessi e degli altri.
Tra i tanti proverbi dell’Antico Testamento, il saggio re Salomone enuncia: «Il paziente val più di un eroe, chi domina se stesso val più di un conquistatore di città» Pr 13,32. Ma è il primo libro sapienziale, quello di Giobbe del V secolo a.C., a rimanere scolpito nella memoria. Giobbe, un uomo buono e giusto, perde ogni bene con tutti i suoi figli e, come se non bastasse, una piaga maligna lo ricopre costringendolo a grattarsi con un coccio tra la cenere. I suoi lamenti, i suoi «Perché?» risuonano alti da duemila e cinquecento anni ed hanno impegnato Agostino e Tommaso d’Aquino, Kant e Kierkegaard.
Nel messaggio evangelico il Cristo, simbolo dell’amore, sopporta alla fine dei suoi giorni scherni, torture, la crocefissione. È il Christus Patiens che, essendo uomo a differenza del Padre, patisce nel corpo e nell’anima. Qualche decennio dopo, in piena epoca di persecuzioni, Paolo di Tarso suggerirà nelle sue lettere, alle neonate comunità cristiane, la pazienza più e più volte. Agostino da Tagaste, sulle tracce dell’apostolo, definisce la pazienza un autentico dono divino. Dono che permette l’accettazione delle difficoltà del corpo e dello spirito, al fine di conquistare una perenne felicità futura.
Quanto alla nostra epoca, fondata sulla velocità e il rapido decadimento di ogni bene, la pazienza è termine che fa quasi sorridere. Il paziente, nei confronti dello scattante impaziente, fa la figura di un tontolone lento ed impacciato che accetta, per mancanza di reattività, la sua sorte. Eppure, soffermandoci un attimo, capiamo che l’individuo contemporaneo dotato di pazienza ha una maggiore capacità di superare gli ostacoli imprevisti. Ed aprirsi alla speranza con una visione nuova della vita. Ancora oggi dunque vale l’antico detto: «Il più paziente è il più sapiente».

13/06/14

UT "Il Tempo", n.1/2014, al Flauto Magico. Domenica 15 giugno, ore 18,30


UT/1/2014/8°anno
Il tempo
quarantatreesimo numero di UT
*
domenica
15/06/’14/18.30
day / month / year / hour

"Flauto Magico"
San Benedetto del Tronto 
(via Custoza/via Mentana)

Il flauto magico, interno, ph Dante Marcos Spurio

*Saranno presenti personalmente o con i loro testi e opere:
Paolo Annibali, Theocharis Bikiropoulos, Antonio Castronuovo, Georgia Chaidemenopoulou, Giampietro De Angelis, Emanuele Feliziani, Enrica Loggi, Tania Sofia Lorandi, Mariagrazia Maiorino, Bianca Maria Massi, Michaela Menestrina, Jacopo Narros, Bernardo Pacini, Gino Piergallini, Silvia Rosa, Patrizia Tocci e... il trio di UT.

*Prenota una o più copie di UT ‘Il tempo’ fino al giorno della presentazione.
Potrai averla a € 10,00 anziché € 15,00. 

Vedi tutti i numeri precedenti al
http://www.ilmondodiutblog.blogspot.it/p/le-copertine.html

Nella striscia: rivista, opera di Tania Lorandi, fotografia di Dante Marcos Spurio, vignetta di Giuseppe Piscopo
Communication and graphic
Francesco Del Zompo


PLAY AREAIn sala verrà distribuito un foglio-quiz con titoli di film, opere letterarie, d’arte e musica con tema il tempo, nelle varie declinazioni possibili.

A chi indovinerà il maggior numero di autori, andrà in omaggio una copia di UT. Preparatevi per tempo.









10/06/14

I Concerti-Saggio 2014 della Scuola di Musica Giocondi


LA SCUOLA DI MUSICA GIOCONDI
presenta
CONCERTI 2014
Da oggi Martedi' 10 a venerdi 13 Giugno partirà la rassegna dei concerti degli allievi della scuola di musica GIOCONDI

Enrica Loggi. Le poesie di “…A una rima di vento” alla Galleria Marconi

L’evento, che avrà luogo venerdì 13 alle 18,30, trova posto nella serie di iniziative culturali promosse da “Marche Centro d’Arte”. Introduce la giornalista e critico d’arte Nikla Cingolani.
E’ un incontro, quello con la Galleria Marconi, che è cresciuto nel tempo, dai giorni lontani in cui Franco Marconi, amico carissimo, aprì il suo spazio espositivo, fertile luogo d’Amicizia. Vi si trovava sempre qualcuno, e l’arte nasceva dalla semplicità delle nostre presenze. Dico l’arte con l’A maiuscola, quella che non è snob ma nasce dagli incontri, dalla prossimità, dalle canzoni che ognuno ospita dentro di sé. Oggi quello spazio non ha mutato nulla della sua accoglienza, anche se i tempi sono diventati più difficili per tutti. E’ stato Franco a chiedermi se volevo presentare il mio libro, non io a lui. Questa contiguità è quella che matura l’arte, intesa come modo di rispondere alla vita, di ricreare la vita e oggi, in questo tessuto liso della comune storia è nostro dovere portare la sarcitura, così che la veste del mondo conosca la nostra mano, il nostro tatto, una carezza.

27/05/14

Léo Ferré non l’hanno fatto santo. E nemmeno ha votato.



Basterebbe questo per “adorarlo”.
Lui lo sa, sono almeno 19 volte che torna da queste parti. Laico e ribelle.
Quest’anno, nel fragore del presente,
ancor di più sarà una ventata d’aria antica ma fresca,
dopo l’oscurantismo e il mercato.
E ritorna anche l’amico Ugo Nespolo
con un bel manifesto simil-etnico:
note, amori, danze, teatro, mistero…
Europa allargata ma intima,
visionaria e impossibile.
Col tempo tutto se ne va,
le ideologie, le classi,
la modernità, la storia…
(per fortuna anche la crescita)
Chissà la musica,
anche lei ha perso un po’ la tonalità
(no, non è colpa del Jazz)
Ma al 19° Festival Ferré,
per due giorni,
non ascolteremo cianfrusaglie acustiche
né terremoti sonori.
Siamo tipi da baguette, noi…


PGC

18/05/14

19 Festival Ferré. Il programma

La manifestazione è imperniata sulle seguenti presenze: la Med Free Orkestra gruppo etnico emergente di 12 artisti a grande impatto scenico musical-folk; Michel Hermon, rinomato cantante francese che riproporrà nella nostra città il mitico récital che Léo Ferré tenne nel ‘69 quando trionfò nel Teatro Bobino di Montparnasse, récital riprogrammato quest’anno nello stesso teatro a Parigi; il cantautore italiano Mauro Ermanno Giovanardi, ex-La Crus, tra i più intensi e avvincenti nel panorama attuale della canzone d’autore; la presenza magnetica e la voce suadente di Christiane Courvoisier in un suggestivo programma di canzoni poetiche in spagnolo e in francese; Enzo Nardi, primo vincitore del premio Recanati - con Marco Ferrara al pianoforte e Alfredo Laviano alle percussioni - in un omaggio a Georges Moustaki, scomparso lo scorso anno e al quale sarà assegnata la Targa Léo Ferré 2014. Gli artisti francesi saranno accompagnati da Christophe Brillaud, magistrale pianista, e da Michel Glasko, virtuoso della fisarmonica; Mauro Ermanno Giovanardi sarà accompagnato da due tra i più rinomati e richiesti strumentisti italiani: Gianluca De Rubertis alle tastiere e Paolo Milanesi alla tromba.

07/05/14

Iacomucci “Marchigiano dell’anno”. Il pittore e incisore urbinate Carlo Iacomucci è uno degli otto “Marchigiani dell’anno”

Riceverà il prestigioso riconoscimento mercoledì 14 maggio, a Roma, nella sala Protomoteca del Campidoglio. Il premio è stato istituito nel 1984 dal Centro Studi Marche “Giuseppe Giunchi” di Roma per esaltare la “marchigianità” e il senso di appartenenza a una regione conosciuta e apprezzata per operosità, intraprendenza e spirito di iniziativa. Ogni anno il Cesma (Centro Studi Marche) porta alla ribalta i marchigiani sparsi in un po’ ovunque, in Italia e nel mondo, che si sono distinti nei settori della cultura, dell’economia, dell’arte, della ricerca e dell’imprenditoria.
Il riconoscimento assegnato dal Centro Studi Marche che da trent’anni porta alla ribalta i personaggi che hanno fatto conoscere la nostra regione in Italia e nel mondo.
L’artista dal 1985 si è stabilito a Macerata dove ha insegnato all'Istituto d'Arte Statale, è uno dei principali continuatori della prestigiosa tradizione della Scuola del Libro di Urbino.
Carlo Iacomucci è uno degli eredi di questa grande tradizione, tanto che si definisce più incisore che pittore.
Usa con straordinaria abilità la tecnica dell’acquaforte usata come forma espressiva fin dal Medio Evo. Da quarant’anni fonda la sua ricerca di base sul dilemma fra vero e falso, fra sogno e realtà.

Si esprime attraverso il segno che diventa anche “personaggio” o “sentinella della natura”. Con il colore, invece, fa vibrare le corde del sentimento e stimola le emozioni. Poi usa i simboli come l’onnipresente aquilone di pascoliniana memoria. L’aquilone inteso come simbolo di libertà e di speranza. 

05/05/14

Sabato 10 maggio. Recanati. Premiazione di TracccePerLaMeta e un reading di poeti locali

Nel pomeriggio di sabato 10 maggio, alle 16.30, nella prestigiosa Sala Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati (MC) si terrà un importante evento culturale organizzato e promosso dalla Associazione Culturale TraccePerLaMeta e dalla rivista di letteratura “Euterpe”. La serata si aprirà con i saluti introduttivi della Presidente della Ass. Culturale TraccePerLaMeta (Anna Maria Folchini Stabile) e a seguire quelli del Sindaco di Recanati (Francesco Fiordomo) e del Presidente del Centro Nazionale Studi Leopardiani (Fabio Corvatta). L’evento centrale del pomeriggio sarà la premiazione del 2° Concorso Letterario Nazionale “TraccePerLaMeta” che in questa seconda edizione si apriva con i versi di un estratto di una lirica di Leopardi alla quale era possibile ispirarsi. Da ogni parte d’Italia arriveranno i vari vincitori e menzionati a vario titolo (per le due sezioni di partecipazione: poesia e racconto) e altri partecipanti i cui testi saranno pubblicati in un’opera antologica che verrà diffusa nella stessa serata.

04/05/14

“Vento Bravo”. Barbara Casini, Enrico Rava e la FORM al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio

La bossanova non piace a tutti. E anche tra le api la percentuale di gradimento dicono non superi il 30%. Però quando c’è “Vento” di bossanova arrivano (arriviamo) tutte: quindi teatro pieno al 30%. Sul palcoscenico invece stanno stretti: la filarmonica marchigiana ha rinunciato al timpanista con tutto il suo armamentario, alla grancassa, a un paio di contrabbassisti e a qualcun altro ancora; il pianoforte, incastrato tra le viole e i fiati quasi non si vede; Gabriele Evangelista fortuna che è lungo e magro e che non usa l’archetto; e lì davanti, il dir. Paolo Silvestri, Barbara Casini ed Enrico Rava possono contendersi solo una striscia di un metro(…)

01/05/14

Un “lampo rosa” alla Camera dei Deputati. 17 scrittrici marchigiane raccontano la loro regione, la storia, l'attualità


Il 29 di Aprile, presso la Sala Mercede della Camera dei Deputati a Roma, è stata presentata l’Antologia “Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche” , Vydia Editore, Montecassiano (MC).
Un evento discreto, all’interno del grande Palazzo Marini, che ha visto avvicendarsi l’On. Irene Manzi, la scrittrice Cristina Babino (curatrice del volume), Luca Bartoli (Editore), Alessandro Seri (poeta e direttore editoriale) a presentare il lavoro di diciassette scrittrici marchigiane che raccontano le Marche, viste sotto il profilo dell’attualità e della storia.