*Veramente
seria è la questione che devo esporvi, miei buoni amici, e il
discorrerne mi è molto penoso. Sento persino vergogna per essere
nata di questi tempi in questo Paese, quando vedo che quel popolo un
tempo dominatore di gran parte delle terre, si fa menare attorno
secondo il capriccio di un ragazzo; per essere nata in questo Paese
dove uomini di tant’alto ingegno, rinomati per età e saggezza,
riescono a riconoscere, ma invano, la schiavitù che si sono
procurati, senza avere il coraggio di liberarsi di essa. Non esito
perciò ad ammettere in tutta sincerità che i costumi dell’età
nostra hanno tanto tralignato dalla virtù dei nostri avi, che se
quelli tornassero a vivere rifiuterebbero di vedere in noi i loro
discendenti: perché essi hanno fondato, conservato, accresciuto
questo nostro Stato con onestà di costumi e santità di leggi e con
istituzioni adeguate al fine della felicità della vita.
