Nessuno
più riesce a distrarci durevolmente, ormai. Troppo tosti i problemi:
la crisi perenne, l’economia trista, il non-lavoro, la decrescita
in-felice, la politica corrotta, il degrado morale, i maligni moniti
dei potenti, le scandalose promesse. Una volta bastavano un film, un
concerto, un libro, una partita di calcio, una fuggevole incursione
in una mostra o in un museo, una passione… ma oggi appaiono solo
tenui diversivi, vane ricreazioni da collegio, disincantate evasioni
che ancor prima di esaurirsi ci rimandano dritti nel limbo di
insoddisfazione, cupezza, rabbia.
