E chi
se lo ricorda, Jacques Tati? Persi fra quattro comici
d'accatto dalla volgarità direttamente proporzionale alla loro
scempiaggine, spesso dimentichiamo che perfino un film del 1936 e un
altro del 1949 possono farci ridere a crepapelle. Non occorre
attraversare l'Oceano a bordo del Titanic per imbattersi in
alternative validissime ai Charlie Chaplin o ai Buster
Keaton. Basta fare un salto a Bologna durante il Cinema
ritrovato, e si rientra in contatto con un certo Jacques Tati,
francese fin dentro il midollo ma con una visione della comicità
universale, e ci si rende conto che si può anche ridere di una
bicicletta che corre da sola o di un palo che non ne vuole sapere di
star su.
