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20/06/19

I contrabbandieri del Ferré

Centro Culturale Ferré      REVIVAL LÉO FERRÉ    Accademia Musicale Malibran 

               
    Roberto Nardin, Lucio Matricardi, Paolo Cristalli, i “Têtes de Bois”, Rossella Marcantoni e David Martelli, Gerardo Balestrieri, Giuseppe Gennari

San Benedetto del Tronto   15/16 giugno 2019   chalet/enoteca Vinoammare
ENREGISTRÉ PAR RADIO MONTPELLIER


Sembrano la piccola Banda della mano nera
i contrabbandieri del Ferré radunati sul mare.
Si guardano, si riconoscono, si abbracciano, si contano.
Ne mancano.

Radunati sul mare tra la spiaggia e il boulevard, senza un teatro
“sul palco le voci che vengon dalle onde”
 I contrabbandieri del Ferré trasportano libertà, senza venderla.

Nella strana banlieu dagli ombrelloni chiusi,
radunati sul mare tra l’indifferenza dei turisti-per-caso
i contrabbandieri del Ferré sparigliano, si ascoltano, fremono.

D’improvviso radunati sul mare non è stata una questione di scena
 anzi, c’è rischio che glielo proibiscano…
Ma i contrabbandieri del Ferré - strani tipi, senza amici nella polizia - resteranno anarchici
sotto l’ala delle sue canzoni.


PGC - 18 giugno 2019


 

07/10/18

Se Aznavour fosse venuto al “Ferré”

Avevo quasi supplicato Gennari di provarci.


         Costa tanto? E noi non lo paghiamo per niente. Ha troppi impegni? Facciamo il Ferré nella data che decide lui. L’orchestra? Niente orchestra, basta lui.  (…)

         Avremmo potuto provarci: collega, e soprattutto “testimone” di Léo, ormai c’era rimasto soltanto lui. I testimoni sono importanti. Avremmo dovuto provarci con i “suoi” metodi: niente intermediari, niente diplomazia, niente trattative. Basando tutto sulla sorpresa, e sul concetto lapalissiano che se l’unico Festival Ferré non poteva farsi mancare Aznavour, Aznavour non poteva farsi mancare il Ferré. Puntando dunque anche noi solo sulla “ardita ragionevolezza, intelligente cocciutaggine, provocatoria umanità, candida irriverenza, affettuosa incoscienza…”: sue “armi” pacifiche ma temibili e vincenti nell’estenuante e mai sospeso suo impegno politico e sociale. Oltre le canzoni, la musica, l’arte.

        In fondo, gli avremmo chiesto solo “quello che era possibile”, di venire qua a San Benedetto a riconfermarci quello che diceva sempre: “Léo Ferré vale quanto Baudelaire”.

        E se ci avesse amabilmente risposto che “aveva da fare in campagna con il suo olio, che già gli dava tante soddisfazioni…”, lo avremmo tentato col nostro, di olio, e con quello di Marie-Christine Ferré.


PGC - 5 ottobre 2018