Nella
biografia del prete di Bozzolo, Primo Mazzolari, non si troveranno i
segni di una fede acquiescente, passata all’ombra confortante dei
rituali ecclesiastici e delle canoniche orazioni. Piuttosto il grido
doloroso, lo squarcio che la coscienza cristiana opera nel velo degli
accomodamenti e delle abitudini.
Precursore
dello spirito conciliare, sin da giovanissimo, Don Primo ebbe come
riferimenti i termini dell’insegnamento evangelico: la carità,
l’amore fraterno, il perdono senza speranza di ritorno, la purezza
d’animo, una rivoluzione che non sopporta riduzioni di senso.
“Rivoluzione
cristiana” (1955) è uno dei suoi testi più significativi in cui,
non a caso, Mazzolari spiega il motivo di un atto spirituale di
adesione alle radici del credere che, pur traendo spunto da una
tradizione millenaria, si rinnova ogni giorno al contatto vivo
dell’uomo con la realtà.
